Carrucole, pendoli e fucili ad aria compressa per comprendere Fisica I

Un tocco di originalità per il corso di Fisica I tenuto dalla prof.ssa Adele Ruosi e previsto al primo anno dei Corsi di Laurea in Ingegneria Informatica e Ingegneria dell’Automazione. Gli studenti, oltre ad assistere alle lezioni, sono stati coinvolti nella realizzazione di esperimenti, presentati, poi, l’ultimo giorno di lezione. Il risultato è stato racchiuso in un video caricato on-line e reperibile sul sito dei rispettivi Corsi di Laurea. 
La prof.ssa Ruosi al momento non è in Italia, quindi a parlarci dell’esperienza sono gli stessi studenti. Alcuni si dicono molto soddisfatti, altri hanno incontrato non pochi problemi. “Ho seguito il corso di Fisica I ? racconta Italia Conte, III anno Ingegneria Informatica ? durante il primo semestre. In base alla mia esperienza, credo che la prof.ssa Ruosi sia una delle poche, se non l’unica docente, ad impegnarsi in prima persona a seguire ognuno di noi. Il suo metodo di studio è stato un po’ ‘scolastico’, ma alla fine si è rivelato un bene. La professoressa, infatti, è solita assegnare compiti da svolgere a casa, per poi correggerli, insieme ad un volontario, la lezione successiva. Un qualcosa in più, insomma, rispetto alla solita lezione in cui, invece, segui passivamente da posto. Anche altri docenti assegnano esercizi da svolgere a casa, ma non tutti si impegnano a farli correggere. È sempre stata disponibile, anche dopo le lezioni o tramite e-mail. Addirittura, ho contattato la docente di recente, durante il suo soggiorno negli Stati Uniti, per chiederle aiuto riguardo un esercizio e lei non ha esitato a venirmi incontro”. La studentessa, poi, passa agli esperimenti: “La prof.ssa Ruosi ha esposto l’intenzione di farci realizzare degli esperimenti ad inizio corso. Partecipare, però, sarebbe stato facoltativo. Ogni gruppo ha scelto un argomento, l’importante era che non ve ne fossero di uguali. Presa una decisione sul da farsi, ci siamo dedicati ad organizzare l’esperimento e una breve relazione. Non è stato facile. All’inizio abbiamo avuto difficoltà anche solo nell’orientarci verso un argomento, ma devo dire che su internet vi sono molti spunti. L’ultimo giorno del corso, li abbiamo mostrati in aula. La lezione è durata più del previsto poiché erano molti gruppi. Ci sono stati alcuni esperimenti dei quali sono rimasta davvero sbalordita. Le leggi della fisica, comunque, erano quelle studiate in aula, serviva solo molta creatività per applicarle. La professoressa non ha fatto altro che dimostrarci che ciò che avevamo studiato dal libro era facilmente applicabile nella realtà”. Una materia che le ha lasciato tanto: “Venendo da una scuola superiore non scientifica, non avevo mai studiato la fisica. Il tipo di approccio che ho avuto con la disciplina mi aiuterà, sicuramente, nei prossimi esami. Per il momento ho sostenuto solo la prova scritta di Fisica I. Prossimamente mi attende l’orale. Mi spiace solo che non avrò modo di confrontarmi con la docente, ma va bene così”.
Parere positivo anche per Francesco Casillo, I anno di Ingegneria Informatica: “Un corso innovativo e molto attraente. La professoressa Ruosi ha fatto di tutto per venire incontro nelle nostre esigenze di studio. Un’ottima insegnante. Ha permesso agli studenti di scegliere in che modo fare lezione. È vero che non dava pause e che, trattandosi di fisica, risultava pesante, ma ci ha dato la possibilità di scegliere se supportare la lezione con lavagna o slides. Ripeto, molto disponibile.  Ha cercato di dare una nuova idea di fisica in senso pratico, ma partendo dalla fantasia e dalla voglia di imparare degli studenti, i quali hanno risposto alla grande. A causa del lavoro, purtroppo, non ho potuto prendere parte agli esperimenti. Credo ne sarei uscito molto soddisfatto”.
Alessandro Barruffo, studente del I anno di Ingegneria Informatica, sottolinea qualche pecca nelle spiegazioni: “Questo mio primo semestre è andato abbastanza bene. In questa sessione esami, per ora, ho sostenuto Analisi. Tra un paio di giorni ho Informatica e a marzo sosterrò Fisica la cui docente è umanamente molto brava, ma, ad essere sincero, nelle spiegazioni in aula non è stata il top. Inizialmente leggeva le slides, poi ha iniziato a scrivere alla lavagna cose che prendeva dal libro. È questo il motivo principale per cui non ho preso parte agli esperimenti. Dato che non comprendevo le lezioni, preferivo tornare a casa a studiare”.
“In questa sessione di esami – racconta Lelio Martone, I anno Ingegneria dell’Automazione – ho incontrato difficoltà. Credo dipenda tutto dal fatto che, venendo dalla provincia di Caserta, durante il periodo dei corsi ho studiato poco ed ora mi ritrovo arretrato nei programmi”. Per Lelio il corso di Fisica è stato fuori dal comune: “Il metodo di insegnamento della prof.ssa Ruosi era un po’ particolare. Interrogava alla lavagna e inviava degli esercizi via e-mail. Inizialmente spiegava tramite le slides, che, poi, pubblicava on line. La seconda parte del programma, invece, è stata spiegata alla lavagna. Insomma, un metodo di studio molto all’avanguardia”. Si passa agli esperimenti: “Ho avuto modo di prendervi parte. Quello del mio gruppo era sui ‘Pendoli Risonanti’, ossia il fenomeno della risonanza applicato al pendolo semplice. Un argomento che ha suscitato molto interesse. Lavorare in gruppo è stato divertente, un modo per fare nuove conoscenze. Gli esperimenti sono stati valutati. Ad ognuno di essi è stato assegnato un punteggio da 1 a 3, da sommare al voto finale dell’esame”.
Poco soddisfatto Domenico Cristillo, I anno di Ingegneria Informatica: “Ho avuto alcune difficoltà in Analisi, molte in Fisica. In informatica, per fortuna, sono bravo e ho passato tranquillamente l’esame”. I problemi di Fisica sono legati ai corsi: “Quando la professoressa spiegava non capivo nulla e, come molti miei altri colleghi, mi sono visto costretto ad affidarmi al libro. La professoressa all’inizio utilizzava slides, in un secondo momento è passata alla lavagna. Non usava neanche il microfono e non si sentiva nulla”. Per fortuna ci sono stati gli esperimenti: “Una grande idea, l’unica cosa bella del corso. Il nostro esperimento era quello del ‘Fucile a molle per generare aria compressa e fare uscire un pallino’. Non è stato facile: il progetto era complicato e ci sono stati dei ritardi nel trovare alcuni pezzi. Il giorno della presentazione, poi, non è stata riservata la stessa attenzione per tutti. La professoressa voleva far tutto in sole due ore e alcuni progetti sono stati visionati molto velocemente, senza prestare attenzione né al funzionamento, né alla relazione”.
La prof.ssa Ruosi, spiega Andrea Cavaliere, studente del I anno di Ingegneria dell’Automazione, “si è dimostrata molto disponibile perché alla fine di ogni lezione pubblicava sul sito le slides riguardanti l’argomento della giornata e, soprattutto, perché cercava di testare gli alunni durante il semestre tramite delle piccole interrogazioni. Ammetto, però, che non è stato facilissimo seguirla. A volte le spiegazioni erano un po’ troppo frettolose”. Gli esperimenti, una motivazione in più: “È stata una buona idea perché, anche grazie al ‘bonus’ da sommare all’esame, ci ha motivato a studiare di più e a prepararci meglio. Il mio gruppo si è occupato di ‘Sistemi di Carrucole’. Sfortunatamente non ci siamo mossi in tempo e le idee più carine erano già state scelte. Si trattava, comunque, di un sistema in cui, con la combinazione di carrucole fisse e mobili, si riusciva ad alzare un oggetto qualsiasi con una massa molto più leggera”. Qualche timore per l’esame: “Anche se ci sarà un’altra docente, più o meno gli argomenti sono quelli, e ho saputo, da chi lo ha già sostenuto, che lo scritto è molto semplice. Forse la paura maggiore è per l’orale”.
Fabiana Carcatella
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