Cinque nuove aule per gli studenti

Novità positive per gli studenti di Lettere che finalmente possono usufruire delle cinque aule nuove DSU, nella sede di Porta di Massa. Distribuite al secondo piano, laddove prima c’era un enorme spazio occupato, sono munite di condizionatore, pulite, comode e profumano di nuovo. Per il momento vi seguono gli studenti di Filologia Moderna e Filologia Classica, ma ben presto saranno aperte a tutti quelli dei primi anni di Lettere Moderne, che gravano da tempo in condizioni di sovraffollamento. Non solo aule nuove, ma anche trenta postazioni computer in più, nelle cosiddette catacombe del piano terra, che permettono una libera connessione e possibilità di ricerche fornendo solo i dati identificativi dello studente. Malgrado le novità, i problemi di sovraffollamento persistono per alcuni corsi, come spiegano le studentesse del secondo anno di Magistrale in Filologia Moderna. “Seguiamo Dialettologia insieme agli studenti del primo anno, corso di Storia della lingua italiana, quindi due anni di Magistrale accorpati in un’aula da 11 posti. Il prof. Francesco Montuori ha dovuto fare richiesta per una sistemazione diversa, ma possibile che nessuno ci abbia pensato prima?”, lamenta Alessandra Boffa. Anche l’organizzazione dei corsi continua ancora a dare problemi, relativi soprattutto ai crediti formativi e agli esami. “Al secondo semestre la maggior parte degli esami è opzionale, ed i corsi coincidono, ovvero li hanno fissati negli stessi orari, come ad esempio quello del prof. Montuori e della prof.ssa Adriana Mauriello”, afferma Nora Coppola. Non è solo questo il problema degli esami a scelta, ma anche la mancanza di regole ben stabilite. “Non c’è abbastanza chiarezza su alcune questioni, come sull’esame di Filologia Romanza del prof. Costanzo di Girolamo, che inizialmente c’è stato detto che poteva essere sostenuto sia al primo che al secondo anno di Magistrale, ora chi l’ha sostenuto al secondo si trova con un buco di sei crediti da riempire”, afferma Emma Liberti. 
Curriculum
lacunoso per il TFA
Il curriculum continua a creare difficoltà relative ai nuovi sistemi di abilitazione come il TFA (Tirocinio Formativo Attivo), per accedere al quale c’è bisogno di totalizzare un numero idoneo di crediti formativi per ogni materia che si andrà ad insegnare. “Il nostro curriculum è lacunoso per quel che riguarda la Storia Antica, nonostante siamo studenti del Nuovissimo Ordinamento, pensato allo scopo di supplire queste lacune. Ci troviamo a dover pagare un esame da inserire fuori piano a laurea conseguita, o a dover chiedere la cortesia a docenti di Storia Romana, come la prof.ssa Andreina Storchi, di inserirli nel curriculum”. La docente spesso non lo consente a chi non ha scelto l’esame alla Triennale. “Visto che Storia Romana è un esame opzionale a Lettere Moderne, chi non è al corrente della necessità di ottenere i 12 crediti necessari all’insegnamento spesso non lo sceglie, perché complesso e lungo. Poi si ritrova a doverlo inserire alla Magistrale, ma non può perché il docente si rifiuta”, continua Anna D’Agostino. Correlata alla situazione crediti, la mancanza d’informazione. “Alcuni docenti non conoscono abbastanza il nuovo sistema e non vogliono ragionare in termini di crediti, perché lo ritengono avvilente, per cui ci troviamo a dover spiegare le nostre necessità, rischiando a volte di incorrere in errori di convalida o in discussioni con i professori anche se non abbiamo colpa”, aggiunge Emma. Organizzazione è anche coerenza durante il percorso, che l’esame opzionale non garantisce. “Abbiamo una conoscenza a singhiozzo, un esempio ne è la Letteratura straniera, che alla Magistrale consiste principalmente di monografie, come nel caso della Letteratura Spagnola. Se non conosci il quadro generale, come fai a studiare l’autore specifico? Se non scegli la materia fin da principio, fai fatica a comprenderla”, sottolinea Alessandra.
Alla domanda “ti iscriveresti di nuovo a Lettere?”, la risposta delle studentesse è un secco “no. Ci sentiamo come fantasmi, nessuno riconosce la professione del filologo, il sistema ci sbarra la strada per l’insegnamento e non vediamo molte vie di fuga da questa avvilente situazione”, conclude Emma.
Allegra Taglialatela
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