Claudia Gucciardi: una biotecnologa in onda

“Buongiorno, ma buongiorno, ma buongiorno proprio a tutti, ma non a tutti, a ognuno di voi. Buongiornissimo, Luigi”. Martedì, ore 10. Sulle frequenze di F2 Radio Lab va in onda “Buongiornissimo – quando F2 ti buongiorna”, format che fa il verso ai programmi mattutini trasmessi in radio e tv. Ricordate l’appuntamento e connettetevi, o in alternativa seguite la diretta Facebook, se avete intenzione di ascoltare la miglior voce universitaria d’Italia. Proprio così. Perché a parlarvi, con tanto di parrucca bionda e atteggiamento iperattivo, con accanto un Luigi Ippolito “mezzo addormentato con occhiali da sole e copertina”, è Claudia Gucciardi, vincitrice dello “Speaker Challenge” alla dodicesima edizione del Festival delle Radio Universitarie tenutosi a Cagliari. Commento di una notizia, intervista, gestione di un argomento a piacere alcune delle prove affrontate: “eravamo venti candidati totali nella prima fase. Poi siamo diventati otto, poi quattro, poi due e infine eccomi qua”. Ha 27 anni. Da due si è laureata in Biotecnologie Mediche. Da altrettanti ha capito che il laboratorio non fa per lei: “all’ultimo anno della Magistrale ho svolto un tirocinio molto lungo durante l’Erasmus a Madrid. Lì ho capito che la scienza non è quella di Piero Angela, divulgativa, come piace a me”. Con il ritorno in Italia sono arrivati la corona d’alloro e il cambio di rotta, verso la nutrizione: “ho seguito un corso di perfezionamento in Scienze della nutrizione alla Federico II. Ora frequento il reparto di Pediatria Generale e specialistica dell’Università Luigi Vanvitelli per un periodo di volontariato”. In ambulatorio impara da un pediatra alle prese con bambini affetti da disturbi alimentari: “il tipo di lavoro mi piace perché mi apre al pubblico, a differenza del laboratorio che mi chiudeva in una stanza con poche persone e cellule in una provetta con le quali non puoi parlare”. Speaker o nutrizionista non conta. L’importante è rivolgersi alla gente. Due anni fa l’esordio in radio. Il ricordo: “sono passata da un laboratorio scientifico a uno radiofonico. Qualcuno la chiama pazzia. La radio mi piace da tanto tempo, ma non pensavo di mettermi dietro a un microfono. Poi due anni fa una mia ex compagna di liceo mi ha fatto scoprire la radio della Federico II e ho partecipato al corso di formazione”. Primo nemico sconfitto: la timidezza. “Ho imparato a tenerla sotto controllo. All’inizio la difficoltà più grande era di proferire parola davanti a un microfono, poi pian piano ho preso confidenza”. Nel mirino, ora, c’è la divulgazione scientifica: “l’anno scorso collaborai con l’associazione Asklepios che si occupa dei piccoli nel territorio flegreo. Mi ha fatto capire che i bambini formano il pubblico migliore e che la divulgazione scientifica è bellissima”. Il sogno: “ho inviato il curriculum a Città della Scienza, folgorata dalla mostra Corporea. Mi piacerebbe tantissimo lavorarci”. Altri obiettivi per il futuro: “dare inizio a un’attività mia incentrata sulla nutrizione pediatrica e contemporaneamente continuare con la radio”. 
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