Competenze digitali: il progetto per le imprese del futuro replicato in altri Atenei

Le competenze. Un termine abusato, quasi ossessivo per il tema del lavoro, e soprattutto per chi ci si affaccia nel post lauream. Ormai il mercato lo ha imposto: possedere un titolo universitario non basta. Giusto o sbagliato che sia, l’evoluzione del modo di fare impresa e il sempre maggiore utilizzo della tecnologia esigono continui aggiornamenti dei dipendenti che verranno. Nel palese dislivello che intercorre tra formazione accademica e professione concreta, si è inserita l’intuizione del prof. Pierluigi Rippa, Coordinatore del Corso di Laurea Magistrale in Ingegneria Gestionale: ‘Competenze e tecnologie per l’impresa del futuro’, il ciclo di seminari sulle “professionalità e sul mondo Digital” tenuto a cavallo tra gennaio e febbraio scorsi, che ha riscosso così tanto successo da trovare replica presso altri Atenei italiani. Tra questi, l’Università degli Studi di Brescia, che ha lanciato ‘Il Rinascimento esponenziale e le sue botteghe’, nel tentativo di coinvolgere i propri studenti di Ingegneria Meccanica e finanche di Giurisprudenza nel mondo del lavoro. “Hanno intercettato la nostra iniziativa e la stanno riproponendo con successo. C’è fame di avere un impatto maggiore sul tessuto economico locale, i nostri studenti hanno bisogno della pratica”, spiega orgoglioso Rippa. Ma com’era strutturato il percorso ideato a Napoli? Sette incontri su argomenti centrali – e-commerce, intelligenza artificiale, linkedin, innovazione e startup, tra gli altri – utili a svelare “i segreti del mestiere”. Il vero fiore all’occhiello di quello che potrebbe sembrare un seminario da tre crediti come tutti gli altri è stato la partnership con la società di consulenza strategica Guanxi, “che sta proponendo un modello di trasformazione digitale per le imprese di piccole dimensione – racconta il docente – questa ha sviluppato Guilds42, un’accademia. In sostanza uno studente si iscrive e può conseguire gratuitamente una certificazione utile per il curriculum, la quale a sua volta fa maturare un punteggio”. L’opportunità era tutta qui: raggiunto un certo numero di certificazioni, alcuni iscritti hanno avuto l’occasione di accedere ad una Bottega, ovvero candidarsi per progetti reali di aziende effettivamente operanti sul mercato. Ebbene, l’iniziativa ha prodotto subito un buon risultato: attualmente due studenti stanno lavorando su progetti commissionati da veri clienti; si “stanno sporcando le mani in una Bottega” – un linguaggio volutamente rinascimentale, in quanto richiamo del tessuto economico dell’epoca, teso ad esaltare il talento del singolo nel connubio inscindibile tra teoria e pratica. E i numeri, mai come in questo caso, rendono conto della bontà del progetto. “I partecipanti all’iniziativa sono stati 250 e comprendevano non solo studenti, ma anche liberi professionisti e lavoratori dipendenti – si legge sul sito di riferimento – tra questi, ad oggi, 155 sono iscritti ad almeno un corso su Guilds42 per un totale di circa 1100 corsi intrapresi in academy. Dunque si conta che agli studenti della Federico II siano state rilasciate un totale di 410 certificazioni”.
A fungere da chiaro esempio di figura professionale abile a sfruttare la propria formazione universitaria coniugandola con le richieste impellenti delle aziende, Leonida Passaro, ingegnere gestionale che non solo ha supportato Rippa nella parte operativa, ma ha pure incentrato il lavoro di tesi Magistrale sull’incontro tra Guanxi – presso la quale è tirocinante – e la Federico II, verificando quanto l’iniziativa sia stata efficace. “Rappresento proprio l’elemento di mezzo tra il mondo dell’academy e l’università. L’obiettivo è quello di sviluppare competenze digitali per le sfide del futuro. Se dovessimo trovare, nella tragicità della situazione pandemica, un elemento positivo dell’ultimo anno, questo è proprio la maggiore familiarità con gli strumenti tecnologici. Bisogna proiettare lo sguardo in avanti e il momento migliore per prepararsi è oggi. Le domande giuste da porsi sono: quali competenze devo sviluppare? Quale percorso può darmi le abilità che cerca il mercato?”. Elementi confermati anche dal docente, che conclude: “l’ingegnere gestionale può rappresentare il motore di un nuovo contesto economico locale. Ma lo diventa se acquisisce competenze, soprattutto quelle digitali”. E a ben vedere, questo è quanto sostenuto pure all’EduDay 2021, evento organizzato da Microsoft per passare al setaccio scuole e università italiane, e vagliare nuove strade in vista di NextGenerationEu. Al fine di generare nuovi posti di lavoro, pare necessario intensificare i processi di formazioni specifiche.
Claudio Tranchino

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