Confederazione a congresso elegge due coordinatori

Confederazione si riunisce a congresso come di rituale, per la nomina del nuovo segretario nazionale e delle altre cariche dell’associazione studentesca. E ne approfitta per lanciare uno slogan che mette al centro la delicata questione della partecipazione dei giovani alla vita socio-economica del Paese. E’ sotto queste insegne che si è aperto il 18 aprile l’incontro dell’associazione che da anni sforna per gli organi deliberativi degli atenei del sud Italia una folta schiera di rappresentanti studenteschi.
All’evento, ospitato dalla Facoltà di Giurisprudenza della Federico II e patrocinato dalla Regione Campania, hanno partecipato i rappresentanti degli studenti di Confederazione provenienti dagli atenei napoletani, ma non sono mancate adesioni, seppur minimali, dalla Puglia, dalla Calabria e dalla Sicilia.
Nel pomeriggio le votazioni per il rinnovo della cariche dell’associazione. A sorpresa sono stati eletti due coordinatori nazionali in luogo di un unico segretario. Gerardo De Maffutiis e Omero Pinto lavoreranno gomito a gomito nel coordinamento del Direttivo, organo di propulsione e gestione dell’associazione. “Abbiamo deciso di nominare due coordinatori – ha detto De Maffutiis – perché i vertici fossero più rappresentativi comprendendo la componente federiciana e quella di Caserta e Benevento”. De Maffutiis, iscritto a Farmacia, è già stato consigliere d’Ateneo e membro del Consiglio di Amministrazione e chiude così il suo cursus honorum nella Confederazione ricoprendo la carica di coordinatore. Per l’area nord ed est della Regione il secondo nome è invece quello di Omero Pinto, studente di Medicina alla Sun. Per il direttivo non ha avuto luogo, invece, una vera e propria votazione. La delicatezza dei compiti ha suggerito di procedere attraverso accordi interni. I membri comunque non provengono sempre da esperienze di rappresentanza studentesca, ma sono stati scelti comunque fra i militanti dell’associazione e c’è stata un’attenzione particolare al rapporto del consesso con i presidenti provinciali e regionali proprio per non perdere il contatto con le basi territoriali dell’associazione. “In questo momento delicato in cui le istituzioni rimandano l’esame delle nostre istanze, compito della Confederazione – afferma il nuovo coordinatore De Maffutiis – è di non abbassare la guardia per quando i tempi saranno migliori”.
Il convegno, che sembrava promettere grandi annunci di rivendicazione giovanile, si è piuttosto consumato fra le formule di rito dei “super” ospiti che hanno preso parte all’evento. Il prof. Gino Nicolais, candidato alla presidenza della Provincia di Napoli per le prossime elezioni, dopo una breve digressione sulla forza trainante dei giovani “che nel nostro territorio – dice – rappresentano il 30% della popolazione”, ha spostato l’attenzione sui prossimi scrutini sottolineando la necessità di una “Provincia che vada oltre gli angusti limiti del presente, coraggiosa di avviare grandi progetti”. Sulle tasse universitarie Nicolais lancia una proposta: “seguendo il sistema americano, non dovremmo puntare tanto ad abbassare le tasse, ma a garantire corpose borse di studio ai meritevoli in prima fascia contributiva”.
Come di consueto, non è mancata la presenza del prof. Guido Trombetti, Rettore della Federico II, che ha dedicato gran parte del suo intervento al lavoro part-time degli studenti: “mi piacerebbe raddoppiare il numero dei posti a disposizione per le collaborazioni studentesche. La crisi ha toccato tutti i settori dell’economia e certamente anche l’università, ma il lavoro degli studenti ha sempre rappresentato un contributo prezioso al quale non rinunceremmo per nulla al mondo”.
L’aumento delle tasse ad esempio. Tema spinoso sul quale si sono espressi alcuni rappresentanti degli studenti ai margini del convegno. Fra le incongruenze più evidenti c’è l’invarianza della tassa per diverse fasce contributive. In altre parole chi sia in prima o in terza fascia si trova a pagare le stesse tasse, mentre dall’ultima fascia in poi, quella cioè relativa ai produttori di reddito elevato, non c’è più alcuna differenza qualunque sia il reddito prodotto. Che lo studente sia figlio di un milionario o di un comune professionista, pagherà sempre le stesse tasse. “E’ un sistema ingiusto” afferma Antonio Rescigno, studente di Giurisprudenza, neo eletto nel Consiglio di Amministrazione del Federico II. Accuse anche alla Scuola di specializzazione per le Professioni Legali. “E’ l’ennesimo ostacolo che frappongono fra noi e la nostra carriera – sostiene il giovane consigliere – e per quanto ne so rappresenta più un titolo che un effettivo approfondimento per la preparazione ai concorsi”. Sull’aumento delle tasse si è espresso anche Marco Race, Presidente del Consiglio di Ateneo. “Gli aumenti sensibili degli ultimi tempi non sono dipesi dall’ateneo, ma dall’adeguamento automatico agli indici Istat nazionali”. De Maffutiis ha già pronta una proposta per il Cnsu (Consiglio nazionale degli studenti universitari). “Il fatto che le tasse siano aumentate per il mutamento di indici Istat – afferma – estranei alle istituzioni universitarie, non vuol dire che dobbiamo accettarlo passivamente. Chiederemo che le risorse così ottenute siano reindirizzate all’università”. 
Roberto Galasso
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