Corsi di recupero, gli studenti ringraziano

Nella Tensostruttura sono in pieno svolgimento i corsi di recupero in Chimica II, Anatomia e Fisiologia, Microbiologia e Immunologia. Nessuno sconto di programma per gli studenti ripetenti che, però, potranno approfittare di un appello speciale nella prima settimana di marzo. “Sono i tre esami che ci fanno rallentare. Qualche spiegazione in più è utilissima. I professori si concentrano sulle parti meno chiare, lasciano a noi decidere cosa spiegare”, afferma Francesco. Renata ha già seguito il corso di Chimica l’anno scorso ma, dice: “studiare da sola non è facile. La ripetizione mi è utile, sto seguendo il programma passo passo”. Anatomia e Fisiologia è il corso in cui c’è maggiore affluenza. Racchiude tre materie, considerando che si studia anche l’Istologia e lo scritto prevede 90 domande a risposta multipla sulle tre discipline. “A lezione siamo pochi e i docenti spiegano con maggiore calma. Quando ti siedi in prima fila tutti i giorni c’è meno imbarazzo a porre domande – racconta Antonietta che desidererebbe un appello in più anche per gli altri esami – Due date a sessione non sono sufficienti. A volte, se non superi un esame al primo appello, il professore ti sconsiglia di riprovarci in quello successivo perché la preparazione non migliorerebbe abbastanza in sole due o tre settimane”. “Gli appelli di gennaio sono troppo a ridosso delle vacanze, è difficile essere preparati quando non hai ancora finito la calza. Sarebbe una cosa graditissima sostituirli con quelli di marzo –  interviene Enzo – Il problema è che i rappresentanti di Facoltà frequentano la specialistica, non si battono per gli interessi di noi triennalisti”.
“Il Corso di Laurea è bellissimo ma si corre il pericolo di invecchiare in Facoltà”, dice Gabriella che attribuisce la colpa del proprio ritardo al sistema degli esami modulari: “non c’è proporzione tra la vastità dei programmi ed il numero di crediti. L’ideale sarebbe distaccare le varie materie ed approfondirle. I moduli rendono difficile anche il coordinamento tra i professori per organizzare le sedute d’esame”. “Si potrebbe inserire la propedeuticità per alcuni esami invece di accorparli per moduli –  è la proposta di Francesca – Inoltre tutte le prove dovrebbero essere solo orali. In effetti il voto dello scritto è solo indicativo ma noi accettiamo di tutto perché non è detto che lo si ri-superi”.
Gli studenti non amano confrontarsi con i quiz a risposta multipla in cui ci sono spesso due risposte molto simili che possono trarre in inganno. “Le domande aperte danno più possibilità di spaziare – afferma Chiara che sta già pensando come muoversi una volta terminati gli studi – I professori ci consigliano di scappare dopo la Laurea. Molti di noi vogliono fare ricerca ma in Italia si hanno le mani legate e stipendi inadeguati”.
“Mi rendo conto che siamo tanti ma nei primi due anni facciamo appena 4 ore di laboratorio – sostiene Angela che è impaziente di aspettare il tirocinio previsto al III anno per cimentarsi con le attività pratiche – La prof.ssa Maria Assunta Bevilacqua è stata molto disponibile, ci ha invitato a visitare il laboratorio. Non potendo mettere mano, abbiamo assistito alle operazioni dei ricercatori, ma è già tanto. Non sappiamo neppure ‘pipettare’, combineremo solo guai”.
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