Dalle mense alla didattica

“Una mensa per Monte S. Angelo!” Biagio Quattrocchi, espressione del Collettivo del complesso universitario di via Cintia, studente ad Economia e militante dei Giovani Comunisti, candidato per la Sinistra Universitaria al Consiglio di Amministrazione dell’Ente per il Diritto allo Studio Napoli 1, indica questa priorità a chi gli chieda quale sarà la prima battaglia che condurrà, nell’ipotesi in cui sarà eletto. Sulla sponda opposta Francesco Borrelli, il quale corre sia per il CNSU che per l’Edisu, risponde così: ”chiederemo alla Giunta regionale di adeguare le strutture a norma. Se la Regione non darà i finanziamenti mense e case dello studente rischiano la chiusura”. Emanuele Lastaria, candidato al CNSU per la Sinistra Universitaria, se sarà eletto, porrà con forza il problema della riforma degli Edisu: “le loro funzioni vanno rilanciate ed è necessario che in Campania si arrivi al più presto all’approvazione della legge regionale per il diritto allo studio. Quello del cattivo funzionamento degli Edisu è un problema tutto meridionale; addirittura in Sicilia sono ancora allo stadio di Opera Universitaria. Invece sono enti che devono essere in grado di fare orientamento post lauream, tirocini e formazione”. Andrea Santoro, presidente di Azione Universitaria, presenta in questi termini South Park: ”per la prima volta sarà presente una lista di centrodestra, senza nessuna delle ambiguità politiche che caratterizzano le altre liste. Un ritorno a quella idea dirompente, ereditata dal Futurismo, che fu alla base della nascita del FUAN e che finalmente oggi Azione Universitaria, insieme agli amici del Polo, è in grado di offrire agli studenti di Napoli”. La piattaforma programmatica per le elezioni al Consiglio degli Studenti di Giurisprudenza dell’Unione degli Universitari è articolata in quattro sezioni: didattica, rilancio dell’ateneo, università meno cara e presenza in ateneo. S’impegna a sostenerlo il candidato Salvatore Iavarone, il quale corre nella lista Sinistra Universitaria. Per la didattica chiede, tra l’altro: più corsi o più cattedre per le classi troppo affollate, corsi di lingua straniera per tutti gli studenti, corsi di informatica di base per tutti gli studenti dell’ateneo, riduzione dei programmi troppo ampi e prestito libri nei dipartimenti. A Farmacia, con Confederazione degli Studenti, si candida Salvatore Foglia. Tra i suoi obiettivi: ”portare avanti quel processo di rinnovamento dei corsi universitari, stimolando le istituzioni universitarie ed i rappresentanti del mondo del lavoro e dell’impresa ad unire i loro sforzi per far sì che le nostre preparazioni siano più adatte ai cambiamenti che sta assumendo il mondo del lavoro”.
 A proposito di programmi, quello della Sinistra universitaria è stato elaborato da Margherita Interlandi. Non si è candidata, perché a giugno si laureerà in Giurisprudenza. La piattaforma sull’Edisu chiede criteri nuovi in materia di assegnazione di  borse di studio. “Per esempio un sistema a punti, sul modello di quello francese, che tenga conto innanzitutto della condizione economica dello studente e della sua famiglia. E’ poi impensabile un sistema in cui lo studente, titolare di tutti i requisiti necessari, debba prima pagare le tasse, acquistare i libri, pagare l’affitto di casa (se è un fuori sede) e poi dopo due anni avere la borsa. Dopo di che aspettare il rimborso delle tasse. Dobbiamo pensare ad una soluzione diversa, che consista nella sospensione del pagamento delle tasse, in attesa dell’erogazione dell’assegno, che deve avvenire in tempi brevi”. Altri punti programmatici: potenziamento delle agevolazioni sul trasporto pubblico entro 35 chilometri dal centro cittadino; creazione di studentati logisticamente ed economicamente accessibili, in prospettiva gestiti dagli stessi studenti; finanziamenti Edisu per l’abbattimento di ogni tipo di barriere architettoniche; potenziamento dei servizi della biblioteca Edisu ed estensione dell’orario di apertura; predisposizione e organizzazione di stage che consenta anche ai meno abbienti di perfezionare la propria formazione attraverso l’erogazione di borse di studio, secondo criteri di merito e tenendo conto delle condizioni economiche. Per quanto concerne il CNSU, “la nostra battaglia dovrà concentrarsi nel ridisegnarne la figura come massima espressione democratica di rappresentanza studentesca, attraverso una politica che impegni tale organismo nella fase attuativa della riforma”. Nonostante quest’ultima sia di fatto passata sulla testa degli studenti, la Sinistra universitaria reputa che la partita sia  ancora  tutta da giocare. “Una cosa è ciò che è scritto sulla carta, un’altra cosa è realizzare ciò che è stato scritto”.  Per il Consiglio degli Studenti di Ateneo -organismo fino a questo momento del tutto inadeguato ed inutile- il programma auspica una cura d’urto: “la revisione dello statuto”.
All’Edisu, con Confederazione degli Studenti, si candida anche Pasquale Petruzzo, studente di Architettura molto attivo sui temi concreti degli studenti della facoltà e dei fuorisede in generale, che molti considerano vicino ad Alleanza Nazionale. Lui, però, si schernisce: “all’università i partiti non c’entrano”. Petruzzo, nel precedente Consiglio degli Studenti, faceva parte di Insieme per gli studenti, un gruppo di scissionisti di Confederazione guidato da Marco Cantelmi, il presidente uscente del CDS, il Consiglio degli Studenti d’Ateneo, massimo organo politico della rappresentanza studentesca. Adesso torna a proporre, sia pure da  indipendente, la sua candidatura nella lista di Francesco Borrelli. “Se sarò eletto al Consiglio di amministrazione dell’Ente per il Diritto allo studio mi batterò affinché sia affrontata e risolta la questione della mensa. Da qualche anno a questa parte sono sempre meno frequentate, è vero, ma questo dipende dal fatto che oggi il rapporto qualità prezzo non è conveniente. I ticket sono rincarati costantemente. Io stesso ricordo che al primo anno la frequentavo abbastanza spesso: il prezzo era davvero economico e la qualità discreta. La domanda è diminuita, è vero, ma in ragione del cattivo servizio”. Un altro dei punti che Petruzzo si propone di affrontare in Consiglio di Amministrazione, nell’ipotesi che il voto lo premi, riguarda gli alloggi. “Le residenze universitarie attualmente esistenti sono del tutto insufficienti”. Rilancia perciò una proposta – in verità elaborata dal Comitato di agitazione di Architettura, del quale fanno parte gli studenti del Laboratorio politico e le due rappresentanti Chiara Ingrosso e Barbara Cacace: “l’edificio di via Toledo destinato ad Architettura può diventare la casa dello studente che a Napoli manca”. Racconta cosi la sua rentrée in Confederazione: “il dialogo non si era mai interrotto, neanche quando siamo usciti dal gruppo, complice l’amicizia personale con alcuni di loro, per esempio Vincenzo Palermo, e la collaborazione con Vittorio Acocella e  Rosario Cefalo. Sono le poche persone che hanno fatto qualcosa nel precedente Consiglio degli Studenti”.
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