Dal primo gennaio è diventato pienamente operativo il Polo delle Scienze e delle Tecnologie con a capo (Presidente) il prof. Luigi Nicolais. Nel prossimo mese di giugno dovrebbero muovere i primi passi anche gli altri due nascituri poli: delle Scienze e delle Tecnologie della vita (ne fanno parte le facoltà di Medicina, Farmacia, Veterinaria e Agraria) e il Polo delle Scienze Umanistiche (con le facoltà di Lettere, Sociologia, Giurisprudenza, Economia, Scienze Politiche). Primo passo dei nuovi Poli, l’elezione del presidente. Ma se il polo ‘della vita’ sembra andare compatto verso un unico candidato, l’ex Preside Guido Rossi, il secondo da circa un mese vede due candidati, entrambi di Lettere, in contrapposizione.
Nel “Polo di Scienze della Vita” sembra scontata la corsa solitaria alla Presidenza del prof. Guido Rossi, 59 anni compiuti ad ottobre, nato a Portici, preside uscente dopo 6 anni a Medicina, vice Preside per 9 anni con Gaetano Salvatore e prima ancora con Zannini (per altri 12). Professore ordinario dall’1/11/80, Guido Rossi di fatto ha avviato la sua campagna elettorale ufficialmente il 10 marzo con una lettera programmatica a tutti i docenti afferenti il suo Polo. Anche perché, pur detenendo Medicina il 70% del corpo elettorale, il candidato Rossi tiene a precisare ad Ateneapoli che “non gli piacerebbe avere i voti solo dalla sua facoltà ma che ha chiesto e chiederà il consenso delle altre facoltà”. Difatti nella lettera trattando “del pericolo di un ruolo egemone di Medicina”, ricorda del suo “costante impegno, sin dalla elaborazione del Regolamento a trovare soluzioni ampiamente condivise e rispettose dei diritti delle minoranze”. Afferma che la scelta di candidarsi l’ha decisa “confortato dal consenso di molti colleghi”, anche per il ruolo di “attivo partecipante, sin dal 1992, alla elaborazione dello Statuto dell’Ateneo, nel Senato Accademico Integrato e nella Commissione coordinata dal prof. Nicolais”. Ammette che sarà un compito non facile, perché dovrà convincere anche “i dubbiosi”. Ma è sua convinzione che i Poli “rappresentano una grande occasione di rinnovamento; una maggiore flessibilità nello svolgimento delle attività istituzionali e valorizzazione delle specificità culturali”. Inoltre le Biotecnologie sono “la vera rivoluzione del XXI secolo per l’impatto che avranno sull’economia, contro la fame nel mondo e per la salute dell’uomo” ed il “collante” fra le 4 facoltà del Polo. Anche se il Polo non può essere “il toccasana di tutti i mali”. Nei prossimi giorni Rossi inizierà incontri sistematici con i docenti elettori delle 4 facoltà interessate.
Nel “Polo di Scienze della Vita” sembra scontata la corsa solitaria alla Presidenza del prof. Guido Rossi, 59 anni compiuti ad ottobre, nato a Portici, preside uscente dopo 6 anni a Medicina, vice Preside per 9 anni con Gaetano Salvatore e prima ancora con Zannini (per altri 12). Professore ordinario dall’1/11/80, Guido Rossi di fatto ha avviato la sua campagna elettorale ufficialmente il 10 marzo con una lettera programmatica a tutti i docenti afferenti il suo Polo. Anche perché, pur detenendo Medicina il 70% del corpo elettorale, il candidato Rossi tiene a precisare ad Ateneapoli che “non gli piacerebbe avere i voti solo dalla sua facoltà ma che ha chiesto e chiederà il consenso delle altre facoltà”. Difatti nella lettera trattando “del pericolo di un ruolo egemone di Medicina”, ricorda del suo “costante impegno, sin dalla elaborazione del Regolamento a trovare soluzioni ampiamente condivise e rispettose dei diritti delle minoranze”. Afferma che la scelta di candidarsi l’ha decisa “confortato dal consenso di molti colleghi”, anche per il ruolo di “attivo partecipante, sin dal 1992, alla elaborazione dello Statuto dell’Ateneo, nel Senato Accademico Integrato e nella Commissione coordinata dal prof. Nicolais”. Ammette che sarà un compito non facile, perché dovrà convincere anche “i dubbiosi”. Ma è sua convinzione che i Poli “rappresentano una grande occasione di rinnovamento; una maggiore flessibilità nello svolgimento delle attività istituzionali e valorizzazione delle specificità culturali”. Inoltre le Biotecnologie sono “la vera rivoluzione del XXI secolo per l’impatto che avranno sull’economia, contro la fame nel mondo e per la salute dell’uomo” ed il “collante” fra le 4 facoltà del Polo. Anche se il Polo non può essere “il toccasana di tutti i mali”. Nei prossimi giorni Rossi inizierà incontri sistematici con i docenti elettori delle 4 facoltà interessate.
Lettere spaccata
Situazione più incerta al Polo di Scienze Umanistiche dove, ad un mese dalle elezioni, al candidato unico Giuseppe Cantillo che in virtù di questa candidatura (sulla quale aveva registrato vasti consensi) si era ritirato dalla corsa alla Presidenza di Lettere –anche per evitare una spaccatura in facoltà- si contrappone, nella stessa facoltà di Lettere, una seconda candidatura, quella di Francesco Barbagallo. Entrambi salernitani di nascita ma napoletani di adozione, entrambi fra gli intellettuali di maggiore prestigio della facoltà di via Porta di Massa, entrambi dal ricco curriculum accademico, entrambi con un passato di 6 anni di Direzione di Dipartimento, -il primo in quello di Filosofia “Aliotta”, il secondo in quello di Storia-, 60 anni Cantillo, ordinario dall’81, 55 Barbagallo, ordinario dall’80, una differenza: la candidatura Cantillo nell’ateneo era nota da circa un anno, quella di Barbagallo è uscita fuori da un mese. Si dice che c’era un accordo interno che prevedeva agli storici il neo-nato corso di Laurea in Storia, ai Filosofi un incarico di prestigio, cioè il vertice del Polo. Forse qualcosa non è andato per il verso giusto. Le altre quattro facoltà del polo invece non sembrano esprimere candidature. Sicuramente non Economia, divisa all’interno a metà con chi vorrebbe che la facoltà andasse nel polo scientifico. Nessun candidato neppure da Giurisprudenza, che un candidato ce l’ha (Labruna), ma per il rettorato.
Cantillo sdrammatizza la spaccatura interna a Lettere: “con Barbagallo siamo amici da 20 anni, nessun problema, ognuno si assume le proprie responsabilità”. Noi solletichiamo: si ma la sua candidatura era stata sondata un anno fa dall’ex Preside Polara che l’aveva anche comunicata agli altri Presidi del polo delle Scienze Umanistiche? E Cantillo: “certo, in un quadro di riassetto delle cariche io accettai e successivamente ho riproposto la mia candidatura trovando notevoli consensi”, anche in incontri elettorali tenuti al Dipartimento di Filologia Classica a Lettere, a Teoria dello Stato a Scienze Politiche, a Sociologia e ad Economia. Contatti che lo hanno portato alla stesura di un “programma provvisorio” di sei pagine, aperto al confronto ed “all’integrazione” con i docenti delle facoltà che incontrerà nelle prossime settimane.
Partiamo dallo spot di Cantillo: “credo nell’unitarietà nelle differenze”. Sulla base anche delle attività del Polo delle Scienze e Tecnologie già attivo da tempo, ritiene “l’articolazione in poli consolidata ed ormai essenziale”, ….. “in un processo di rinnovamento dell’organizzazione della ricerca e della didattica”, tendente a “favorire un’integrazione della ricerca e della didattica per renderne più efficace lo svolgimento”. Nelle funzioni prevede si debba “valorizzare le specificità culturali” delle varie aree del Polo e favorire una maggiore flessibilità nello svolgimento delle attività didattiche, di ricerca e di servizi. Non nasconde alcune “perplessità” per la presenza di taluni settori disciplinari nel “Polo umanistico-sociale” ma tuttavia ritiene che essi possano essere una ricchezza, che va verso “i nuovi profili professionali che vanno emergendo nelle società tecnologicamente avanzate, dove anche tradizionali distanze si rivelano superate e sostituibili da nuove convergenze disciplinari”. E fra gli obiettivi del Polo, oltre al decentramento amministrativo, vede la possibilità di costituire “Centri di alti studi o di eccellenza”, “la promozione di progetti interdisciplinari, di nuovi corsi di laurea, dottorati di ricerca, scuole di specializzazione, forme di didattica a distanza”.
Attesa per il programma di Barbagallo.
Paolo Iannotti
Cantillo sdrammatizza la spaccatura interna a Lettere: “con Barbagallo siamo amici da 20 anni, nessun problema, ognuno si assume le proprie responsabilità”. Noi solletichiamo: si ma la sua candidatura era stata sondata un anno fa dall’ex Preside Polara che l’aveva anche comunicata agli altri Presidi del polo delle Scienze Umanistiche? E Cantillo: “certo, in un quadro di riassetto delle cariche io accettai e successivamente ho riproposto la mia candidatura trovando notevoli consensi”, anche in incontri elettorali tenuti al Dipartimento di Filologia Classica a Lettere, a Teoria dello Stato a Scienze Politiche, a Sociologia e ad Economia. Contatti che lo hanno portato alla stesura di un “programma provvisorio” di sei pagine, aperto al confronto ed “all’integrazione” con i docenti delle facoltà che incontrerà nelle prossime settimane.
Partiamo dallo spot di Cantillo: “credo nell’unitarietà nelle differenze”. Sulla base anche delle attività del Polo delle Scienze e Tecnologie già attivo da tempo, ritiene “l’articolazione in poli consolidata ed ormai essenziale”, ….. “in un processo di rinnovamento dell’organizzazione della ricerca e della didattica”, tendente a “favorire un’integrazione della ricerca e della didattica per renderne più efficace lo svolgimento”. Nelle funzioni prevede si debba “valorizzare le specificità culturali” delle varie aree del Polo e favorire una maggiore flessibilità nello svolgimento delle attività didattiche, di ricerca e di servizi. Non nasconde alcune “perplessità” per la presenza di taluni settori disciplinari nel “Polo umanistico-sociale” ma tuttavia ritiene che essi possano essere una ricchezza, che va verso “i nuovi profili professionali che vanno emergendo nelle società tecnologicamente avanzate, dove anche tradizionali distanze si rivelano superate e sostituibili da nuove convergenze disciplinari”. E fra gli obiettivi del Polo, oltre al decentramento amministrativo, vede la possibilità di costituire “Centri di alti studi o di eccellenza”, “la promozione di progetti interdisciplinari, di nuovi corsi di laurea, dottorati di ricerca, scuole di specializzazione, forme di didattica a distanza”.
Attesa per il programma di Barbagallo.
Paolo Iannotti








