Danza aerea, una scommessa vinta

A tre anni dall’esordio al Cus la Danza aerea ha più che raddoppiato i propri proseliti. I numeri non mentono. All’inizio i corsi erano due, con lezioni bisettimanali. Adesso sono 5, sempre con la stessa frequenza (4 rivolti ai più piccoli, uno per gli adulti). A condurre gli allenamenti e a tracciare un bilancio di questo primo triennio è Loredana Bosco.
Loredana, tiriamo le somme di questo triennio.
“Sta andando bene. Rispetto all’inizio abbiamo triplicato i corsi. Vorrei incrementare ancora, vedremo”.
Quanti iscritti ci sono in ognuno?
“Non più di sedici perché per allenarsi serve spazio e un numero sufficiente di tessuti. Poi è importante seguire tutte le allieve (per ora il pubblico è esclusivamente femminile). In questo sono supportata dalle mie assistenti”.
Ti aspettavi questa crescita?
“Da appassionata della disciplina, ci speravo. Forse siamo andati oltre le aspettative”.
Ci sarà qualche fedelissima che si sta allenando da tre anni. Come è cresciuta?
“Sicuramente c’è stata una crescita fisica e muscolare, ma non ne è mancata una psicologica, con un aumento della fiducia nei propri mezzi. Soprattutto nelle esibizioni di fine anno, le allieve hanno avuto modo di mettersi alla prova, interpretando dei personaggi e mostrando il proprio lato artistico”. 
È prevista un’esibizione anche quest’anno?
“Sì, verso fine giugno. La terremo nelle strutture del CUS. L’anno scorso c’è stata una grande affluenza di pubblico”. 
Tema di questa edizione?
“Per ora è segreto”.
Un indizio?
“Diciamo che sarà incentrata sulla musica”.
L’anno scorso, invece, cosa avete portato in scena?
“Una panoramica dei telefilm, dai più vecchi ai più recenti”.
Per il futuro, oltre alle esibizioni di fine anno, si può pensare a delle gare?
“Stiamo cominciando ad andare in quella direzione, sebbene per ora resti una disciplina prevalentemente artistica. Volevo già provare quest’anno ad organizzarne qualcuna, ma ho preferito valutare al meglio tutti i dettagli. Sicuramente per l’anno prossimo verrà organizzata qualche competizione”.
Desiderio per il futuro al CUS?
“Più spazio per darci la possibilità di organizzare ulteriori corsi”. 
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