Di corsa per un posto a sedere

Ore 7:30 di un giorno di ottobre. Dinanzi ai cancelli ancora chiusi, della Facoltà di Giurisprudenza in via Porta di Massa, si vedono i primi studenti accorsi per seguire le lezioni del primo anno della laurea triennale in “Scienze Giuridiche” (Diritto Costituzionale, Filosofia del diritto e Istituzioni di diritto romano). Si parla, ci si conosce, si gareggia addirittura su una specie di “toto-pagine” ossia un’infantile conta delle pagine studiate il giorno prima, ma soprattutto si attendono le 8:00 per l’apertura dei cancelli.
Gli studenti aumentano e più passa il tempo e più mi concentro sulla posizione migliore per lo sprint iniziale. Personalmente preferisco una posizione centrale al cancello, riesco a superare prima la massa. Ma c’è anche chi preferisce una posizione laterale ma avanzata. Diverse esigenze per un unico obiettivo: occupare un posto in aula, possibilmente in prima o seconda fila.
Mancano pochi minuti alle 8:00, ormai la folla è quasi da stadio, sembra tutto pronto per la partenza, l’addetto alla security si avvicina e apre il cancello. Falso allarme, era la cassiera del bar che doveva entrare. Ormai manca poco. Un ragazzo dietro di me raccomanda la compagna di non preoccuparsi perché c’avrebbe pensato lui.
Ore 8:00. L’addetto alla security, prendendo le dovute precauzioni, apre il cancello. Si parte. La corsa per raggiungere il primo piano è frenetica. Purtroppo il marmo a terra non è dei migliori per correre, e infatti molti, scivolando, escono fuori “gara”. C’è chi spinge e strattona, ma c’è anche chi per galanteria rallenta dinanzi ad una ragazza in difficoltà, che non avrà dubbi poi nel cedere il posto a un altro amico. Delle tre scalinate frontali, due sono elettriche ed una in marmo. Un giorno spinsi il mio amico Anton, per fare prima, su l’unica scala libera, ma correndo ed inciampando più volte, capimmo che era libera perché funzionava nel senso inverso al nostro. Ormai era troppo tardi dovevamo continuare comunque. Un altro giorno udì un ragazzo urlare verso un’amica che si trovava a tre scalini da me << Mery hai perso la sciarpa!>> e Mery con occhi seri e voce affannata <<Lasciala, lasciala, ci penso dopo!>>. Giunti in aula, riponiamo le nostre borse sui posti ed attendiamo. Spesso si cerca di inserire “abusivamente”, sedie aggiuntive alle file di posti, ma con il rischio di essere visti dalla security ed essere invitati a prendere posto nell’aula video dove sarebbe stata proiettata la lezione. Un giorno udì Anna dietro di me dire con voce angosciata e nascondendo il capo: <<speriamo che non mi veda!>>.
Ho spesso riso su ciò che accadeva durante il corso, ma ho anche riflettuto tanto su quanto quel momento rappresentasse una piccola proiezione della realtà. Una corsa frenetica per raggiungere un obiettivo, chi con lealtà e chi con altri mezzi.
Trascorsa mezz’ora, più il “quarto d’ora accademico”, inizia la lezione di Diritto Costituzionale del prof. Vincenzo Cocozza, utilissima per dare il giusto rilievo a nozioni di estrema importanza. E chi è impossibilitato a fare quella corsa frenetica? C’è grossa disponibilità da parte degli assistenti del professore, che ricevono a turno, tutti i giorni in Dipartimento. E chi per distanza o altro è impossibilitato a frequentare l’università? È possibile studiare solo sul testo, raggiungendo lo stesso livello di un corsista? È possibile ma molto difficile. Credo che il corso sia comunque complementare al testo. Questo è testimoniato dagli studenti che superano l’esame nella sessione straordinaria di ottobre e novembre e quella ordinaria, quindi dei corsisti, di gennaio e febbraio, questi ultimi sono sicuramente in maggioranza. 
Alla lezione del prof. Cocozza seguono le lezioni di Filosofia del Diritto del prof. Antonio Punzi e quella di Istituzioni di Diritto Romano del prof. Settimio Di Salvo.
Ho seguito l’università con estrema frequenza e ho ricevuto una risposta ad ogni mia domanda, ma ho comunque la fortuna di abitare a Napoli e soprattutto poter dedicare la maggior parte del mio tempo all’università senza la necessità di lavorare. Purtroppo ho conosciuto persone che hanno grosse difficoltà a “vivere” l’università, a causa di diverse esigenze e molte di queste optano, il più delle volte, per l’abbandono. Mi chiedo: si tratta di “selezione naturale” o ”problemi strutturali” ?
I corsi sono terminati a fine dicembre per permettere agli studenti di conseguire gli esami. Purtroppo il 7 marzo, ancor prima della fine degli ultimi appelli (l’ultimo c’è il 18 marzo per Istituzioni di Diritto Romano), iniziano i corsi del secondo semestre (Diritto Privato, Storia del Diritto Romano ed Economia Politica). L’affluenza ai corsi andrà a sfumare o sarà costante come al primo semestre? Se sfumerà probabilmente diminuiranno anche il numero dei promossi, se sarà costante bisognerà ipotizzare un nuovo ciclo di “competizioni atletiche”. Cosa può fare l’università? È apprezzatissimo lo sforzo di predisporre quattro cattedre per ogni materia, ma probabilmente se le esigenze crescono, anche lo sforzo dell’università deve crescere. La risposta tecnica la rinvio all’istituzione universitaria. Nel frattempo mi preparo a tornare in “pista”. 
7 marzo. Sono iniziati i corsi del secondo semestre. Stesso clima, stesso sprint. Anche oggi una folla incredibile….
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