Con la fine del campionato si è conclusa anche la trasmissione tv Soccer Time, condotta da Gianluca Meola e in onda la domenica sera su Sky 859, che negli ultimi mesi ha visto la partecipazione fissa di un giovane economista della Parthenope nell’ambito di un originale spazio dedicato all’analisi dei bilanci delle società calcistiche. Vincenzo Piscitelli, napoletano, 29 anni, dottore di ricerca e collaboratore della cattedra di Bilancio e principi contabili retta dal prof. Serini, ha portato sul piccolo schermo un’idea vincente: è riuscito, in maniera semplice ed efficace, nell’intento di avvicinare i tifosi al linguaggio aziendale. In un quarto d’ora a puntata, ha illustrato per le diverse società dati come il fatturato d’azienda, i costi, i giocatori più pagati. Ha addirittura svolto una ricerca finanziaria e patrimoniale sullo stato di salute del calcio italiano, giungendo alla elaborazione di una classifica finale che si integra con i punti della classifica ottenuta sul campo. L’applicazione di un coefficiente economico denominato ‘Indice di Altman’ gli ha consentito di prevedere le probabilità di fallimento delle società calcistiche. Ci racconta: “da tecnico, sono andato anche controcorrente, come nel periodo in cui si discuteva se la Roma sarebbe stata ceduta o no. Quando tutti dicevano che ci sarebbe stata la cessione io ho sostenuto l’esatto contrario e poi si è verificato ciò che avevo detto”. Il Napoli come sta? “La società sta messa abbastanza bene, anche se pure in questo caso ho smentito certe affermazioni. A un certo punto si è parlato di sostenere una spesa di 50 milioni di euro, ma dai numeri di bilancio non si intravedeva questa forte capacità”. Lei fa i conti in tasca alle società: non si arrabbiano? “Alcune sì e altre no, in genere già sappiamo quali potrebbero arrabbiarsi. Io sono un consulente finanziario e dico quello che devo dire, non nascondo nulla. Però, certo, c’è modo e modo di parlare delle cose”. E cioè ha imparato a parlare come un giornalista. “No, non sono un giornalista, ma un tecnico e un opinionista. Quando mi è venuta l’idea di questa rubrica ho scritto a Sky e ho trovato subito disponibilità. La collaborazione è nata come un hobby, un gioco, ma poi si è creata una bella sinergia con lo staff del programma e dunque si punta anche a crescere un po’. Se va bene, va bene. Soccer Time riprenderà a settembre. Il mio lavoro, comunque, è all’Università”. Gli studenti l’hanno seguita in tv? “Sì, sono curiosi, mi fanno spesso domande. Sul web i video della trasmissione sono abbastanza cliccati. L’argomento trattato è molto specifico, i ragazzi normalmente non hanno modo di affrontarlo perché in aula si spiega il bilancio generale, mentre il bilancio di società particolari può essere affrontato al massimo come approfondimento, leggendo dei testi ad hoc”. Non è che ci sarà un boom di richieste di tesi sull’analisi delle società calcistiche? “Non so… Qualche richiesta sul tema però già c’è”. Un’ultima domanda, d’obbligo. Lei per quale squadra tifa? “Il Napoli, ovviamente”.
(Sa.Pe.)
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