Elezioni regionali, l’Università candidata

Quando ci si trova di fronte alla possibilità di scendere in campo per dare il proprio contributo, l’università non si fa attendere. Così anche per le elezioni regionali del 28 e 29 marzo sono diversi i nomi di docenti, personale amministrativo o di giovani provenienti dall’associazionismo studentesco,  presenti sulle liste dei vari schieramenti.
Tra i nomi di personalità più in vista in ambito universitario o che hanno già esperienza politica ritroviamo, ad esempio, nelle fila dei partiti che appoggiano il candidato presidente Vincenzo De Luca, la prof.ssa Paola De Vivo, docente della Facoltà di Sociologia della Federico II, la dott.ssa Lucia Esposito, funzionario della Federico II, il prof. Giovan Battista De’ Medici, docente della Facoltà di Scienze dell’Ateneo federiciano. Nello schieramento di centro-destra, candidato presidente Stefano Caldoro, spicca il nome del prof. Federico Alvino, Preside della Facoltà di Giurisprudenza della Parthenope e quello del prof. Luigi Santini, Facoltà di Medicina della SUN.
E’ un periodo difficile sul piano politico e sociale, sono convinta che bisogna rimboccarsi le maniche per ricostruire uno spazio pubblico, in modo da dare voce e fiducia a tutta quella parte della società civile disaffezionata e delusa dalla politica”, motiva così la sua decisione di candidarsi la prof.ssa Paola De Vivo, docente di Azione Pubblica e Sviluppo economico presso la Facoltà di Sociologia della ‘Federico II’, capolista per la circoscrizione di Napoli e provincia del PD. La De Vivo, da anni impegnata in politica, prima presso la Segreteria provinciale del PD, occupandosi di economia e sviluppo, poi presso la Segreteria regionale del PD con delega alla formazione, si è sempre interessata di sviluppo meridionale e pensa di poter mettere a frutto le sue competenze per colmare il  vuoto attuale di classe dirigente. “La mia candidatura  va un po’ oltre la politica: vorrei poter dare un sostegno in Consiglio – spiega – Ho dedicato la mia attività di ricerca principalmente alle problematiche dello sviluppo meridionale ed alle politiche pubbliche. Mi sono occupata di sviluppo dei territori ed ho affiancato enti pubblici e strutture private nella progettazione e nella realizzazione di interventi utili al superamento degli ostacoli che si frappongono alla loro crescita economica e sociale. Il mio percorso di studio, quindi, è stata la molla fondamentale che mi ha spinto a candidarmi perché credo ci sia bisogno di dare un apporto significativo alla nostra vita politica, dare un segno di cambiamento, di rinnovamento”. 
Un’altra donna candidata nel PD, per la circoscrizione di Caserta, è la dott.ssa Lucia Esposito: la sua storia politica è lunga (già assessore alla Provincia di Caserta, è attualmente consigliere comunale a San Nicola La Strada) e si è intrecciata e sovrapposta negli anni a quella universitaria (dopo la nomina a Capo Ufficio Relazioni Internazionali alla Federico II, ha dovuto rinunciare per far posto alla politica). “Lavoro in Università da molti anni  e con questo Ateneo ho stretto un rapporto molto intenso: mi ha aiutato a crescere professionalmente e a maturare – racconta – Dell’esperienza universitaria, infatti, porto in politica quell’attenzione, di cui abbiamo molto bisogno, per il mondo della formazione, per le eccellenze, per il capitale umano e per i temi dell’innovazione. L’Università può dare molto al territorio e il rapporto tra amministrazioni locali e gli atenei campani va ulteriormente rafforzato”. Lotta agli sprechi, alla criminalità organizzata, e valorizzazione delle risorse territoriali sono le parole chiave della sua campagna elettorale: “Abbiamo bisogno di un governo regionale forte, perché la crisi economica  e morale ci impone di utilizzare al meglio tutte le nostre risorse”.
Un forte impegno sul territorio è anche quello che sta alle spalle della candidatura del prof. Giovan Battista De’ Medici, capolista dell’Api per la circoscrizione Campania 1 – Napoli e Provincia. Geologo applicato ed idrogeologo, docente della Facoltà di Scienze, De’ Medici è stato consulente nella Commissione Straordinaria per l’Emergenza Rifiuti nel 2007. Alla sua prima candidatura politica, il prof. De’ Medici spiega: “ho svolto una attenta attività didattica, sociale e di ricerca, e adesso penso sia arrivato il momento di scendere in campo per puntare a risolvere questioni urgenti come quella dello smaltimento dei rifiuti, quella del Centro Storico e quella della riqualificazione di Bagnoli”. De’ Medici si batte, dunque, per la difesa del territorio e una politica della cultura che freni la fuga dei giovani dalle nostre terre: “In questi anni è mancata una cultura della politica e di conseguenza anche una politica della cultura, una politica attenta al territorio e alle sue potenzialità. Noi viviamo in una zona che è stata culla della civiltà e che ha ancora grosse ricchezze paesaggistiche e culturali: queste risorse sono il futuro per i nostri giovani, ragazzi di prim’ordine, con grandi competenze, i quali devono trovare qui il loro spazio”.
‘Insieme voltiamo pagina’ è, invece, lo slogan del prof. Federico Alvino, Preside della Facoltà di Giurisprudenza del Parthenope, consigliere al Comune di Napoli e capogruppo dell’Unione di Centro. “Intendo continuare l’esperienza che ho avviato qualche anno fa nel Consiglio Comunale di Napoli, dove sono stato eletto con 2800 preferenze. Si tratta della continuazione di un percorso che qualunque docente che vuole fare politica dovrebbe attuare, cioè chiedere il consenso dei cittadini attraverso il voto”, sottolinea il prof. Alvino con riferimento a docenti che prestano la loro professionalità in qualità di tecnici. “Bisogna dare una svolta rispetto alla politica fallimentare che abbiamo avuto negli ultimi anni. Siamo la regione più povera d’Europa, nonostante i miliardi che arrivano, e di questo record negativo è stato toccato il vertice negli ultimi 15 anni”, dice. Emigrazione giovanile e federalismo fiscale sono i due punti cruciali della sua campagna elettorale: “Con il federalismo fiscale dovremo sostenere con le tasse regionali una sanità, corrotta e mal funzionante, che costa 10 miliardi di euro. Questo ci porterà ad avere, in Italia, Sanità di serie A e di serie B, dove noi saremo i più poveri. Andrà aumentando la percentuale, già del 60%, di giovani che vanno a portare le loro competenze fuori, perché qui non trovano sistemazione, e questo per un docente universitario è desolante. Inoltre, dal 2013 non riceveremo più i fondi europei in quanto usciremo dall’area Obiettivo 1, per cui dobbiamo sfruttare al massimo le risorse che abbiamo adesso”.
Valentina Orellana
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