Elezioni studenti, ora i programmi

Dopo circa due mesi di polemiche, finalmente al Parthenope si vota per rinnovare le rappresentanze studentesche negli organi collegiali d’Ateneo e in alcuni Consigli di Dipartimento. Le date inizialmente stabilite per la consultazione elettorale, ossia 28 febbraio e 1 marzo, sono state a suo tempo oggetto di discussione tra il Consiglio degli Studenti in carica, secondo il quale il mandato non sarebbe ancora scaduto con la conseguenza che si dovrebbe votare a ottobre, e i vertici istituzionali dell’università. I rappresentanti hanno dunque chiesto al Rettore Gennaro Ferrara e al Senato Accademico di rinviare la data delle elezioni. La richiesta è stata accolta e la consultazione elettorale rinviata al 23 e 24 marzo, uno slittamento davvero breve che ha suscitato nuove polemiche. Ancora rumore intorno alle date delle elezioni studentesche e per comprenderne le ragioni basta guardare il calendario. Le date in cui gli studenti saranno chiamati alle urne, precedono la domenica di Pasqua, il 27 marzo, e questo non è certo un fatto positivo se si vuole fare in modo che i vincitori di queste elezioni rappresentino effettivamente la maggior parte degli studenti dell’ateneo. Quanti fuori sede torneranno a casa per le feste pasquali? Quanti corsisti preferiranno starsene a casa dato che non ci saranno lezioni? In sintesi, quanti studenti si ritroveranno ai seggi? Con queste premesse si conteranno sulle dita di ben poche mani. I ragazzi dell’Udu lo hanno fatto presente al Rettore, chiedendogli nuovamente uno spostamento delle elezioni, stavolta non un rinvio bensì un’anticipazione. Nonostante l’interesse del Rettore però non si è potuto fare nulla per rimediare. L’attuale Consiglio degli Studenti ha redatto un documento nel quale si sottolinea che le cose vanno bene così e che il fatto di votare il 23 e 24 marzo non costituisce un problema. “Oggettivamente sarebbe stato meglio andare a votare in altri giorni – dice Rosario Visone, leader di Facciamo Università-ma non è una tragedia, del resto lo studente sensibilizzato e consapevole va a votare comunque. Se poi si vuole coinvolgere chiunque e avere un elettorato poco preparato, allora è un altro discorso…”. Secondo un altro esponente di Facciamo Università, Eugenio Tatarelli, le ragioni per le quali non andava appoggiata l’iniziativa dell’Udu sono essenzialmente due: “anzitutto non volevamo creare un precedente, dato che l’Udu non ha rappresentanti nel Consiglio. Non vorremmo che un domani chiunque possa avanzare delle richieste o delle pretese al di fuori delle sedi istituzionali. E poi sono due mesi che si discute di queste elezioni, perché si sono fatti vivi solo all’ultimo momento? Li avevamo contattati, perché non ci hanno risposto? La loro richiesta è stata tardiva, ormai era già tutto pronto, tornare indietro avrebbe significato anche una perdita economica”. E’ già tutto pronto, dice Tatarelli, che evidenzia anche i punti programmatici sui quali Facciamo Università-Unicentro intende lavorare al Parthenope. Il regolamento delle tesi di laurea, già modificato per la Facoltà di Economia (“siamo stati i primi nel Sud, dopo la Bocconi di Milano, a introdurre le griglie oggettive per l’attribuzione del punteggio alla tesi”), la realizzazione effettiva del diritto allo studio (“finalmente è finito il commissariamento dell’Edisu ed è stata costituita l’Adisu, al Parthenope si è pagato finora inutilmente la tassa regionale, non ci sono mense, non ci sono residenze”), l’adeguamento dei programmi dei corsi di laurea specialistica (“siamo gli unici ad avere rappresentanti nelle specialistiche e dobbiamo lavorare per migliorarle, è vero che sono in fase di rodaggio ma hanno dei programmi assurdi”): sono alcuni dei temi caldi sui quali ci si dovrà impegnare. Tatarelli fa inoltre una precisazione importante: “vorrei che la campagna elettorale fosse ispirata a principi di correttezza che finora non ho visto. In ogni caso io sono sempre aperto al dialogo e al confronto”. A cosa si riferisce Tatarelli? “Ci sono state delle strumentalizzazioni belle e buone, come quelle relative ad alcune cose da fare nel nostro ateneo. L’informatizzazione, ad esempio. Noi stiamo già lavorando da tempo su questo tema, c’è una delibera del CdA risalente a sei mesi fa in cui si provvede sulla prenotazione on line degli esami. L’impianto è già a posto per la Facoltà di Economia, a settembre-ottobre saranno coperte tutte le facoltà”. In effetti quello del miglioramento dei servizi informatici è uno dei principali punti del programma dell’Udu. Ce ne parla il leader dell’Unione degli Universitari al Parthenope, Antonio Prisco. “Vogliamo che sia possibile effettuare la prenotazione on line degli esami e gli altri adempimenti di segreteria attraverso i chioschi informatici come avviene alla Federico II –dice- È un obiettivo sul quale stiamo già lavorando, molti chioschi sono stati già acquistati grazie al nostro intervento”. Secondo Prisco queste elezioni saranno null’altro che lo sbocco naturale di un’attività che va avanti da molti mesi ormai. “Il programma che presentiamo è quello su cui stiamo lavorando dall’autunno”, dice. Un programma ricco che tocca i problemi della didattica, del diritto allo studio, delle strutture e dei servizi. Per quanto riguarda la didattica, molte sono le istanze di cui l’Udu intende farsi portatrice. Si chiede una migliore gestione degli appelli d’esame con la comunicazione  a ogni appello delle date di appello successivo, in maniera tale da permettere agli studenti una migliore pianificazione degli studi. Si chiede una migliore organizzazione degli esami, per evitare che si accavallino. Ancora, no al salto della sessione: l’Udu chiede che chi ottiene un voto superiore o uguale a 14 ad una prova d’esame e chi decide di rifiutare il voto non debba saltare una sessione prima di riprovare lo stesso esame. Già in dirittura d’arrivo il progetto laboratori, per il quale si chiede l’inserimento nelle ore di lezione e nel computo dei crediti di un determinato numero di ore di lezioni pratiche presso i laboratori dell’ateneo o qualora sia necessario presso strutture esterne. Per quanto riguarda i servizi, si chiedono nuove aule studio in modo da rispondere alle esigenze dei numerosi studenti che si ritrovano a studiare all’università e per i quali la biblioteca da sola non basta più; un nuovo punto ritrovo da ricavare nel cortile interno con una riorganizzazione degli spazi inutilizzati;  la creazione di un servizio navetta gratuito per gli spostamenti da via Acton a via Petrarca in maniera tale da tamponare i disagi causati dalla coincidenza negli stessi giorni di lezioni che si svolgono nelle due diverse sedi. Dulcis in fundo, l’impegno sui diritti degli studenti attraverso l’approvazione dello Statuto degli Studenti, una vera e propria carta dei diritti che tuteli i ragazzi soprattutto nel momento degli esami.
Ed ora qualche nome di candidati (le liste si consegnano mentre siamo in stampa).
La lista dell’UDU. Consiglio di Amministrazione: Antonio Prisco. Senato accademico: Alberto Corona.  Comitato per il Potenziamento dell’Attività Sportiva: Lucio Pazzi. Consiglio degli Studenti: Alfredo Del Vecchio; Carmela Russo; Andrea Bianco (Economia); Maurizio Rainone (Scienze e Tecnologia); Marco Langella (Ingegneria); Mariagrazia D’Onofrio (Giurisprudenza). Consigli di Facoltà. Economia: Alessandro Corona; Angelo Di Carluccio; Mariano De Micco; Stefano Candido; Scienze e Tecnologie: Fabrizio Saponaro; Luca Formisano.
Facciamo Università si presenta alle elezioni con la prospettiva di essere nuovamente la prima forza del Parthenope. Mentre andiamo in stampa si sta preparando la lista, che vede Eugenio Tatarelli candidato al CdA; Giampaolo Lettieri, Luca Scarpato e Gennaro Gennasio candidati al Consiglio degli Studenti; Antonio Rinaldi, Gianni Alfieri e Domenico Pennacchio candidati al Consiglio di Facoltà. Ancora nulla si sa sulla candidatura per il Senato Accademico.
Sara Pepe
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