Emergenza coronavirus: “È stato sicuramente il momento più difficile del mio mandato”

“In questo momento di disorientamento e sconforto abbiamo ricevuto una notizia che è una iniezione di fiducia, anche in previsione del duro lavoro che andrà svolto quando torneremo in Ateneo. La notizia è questa: la Commissione dell’Agenzia nazionale per la valutazione delle università, l’Anvur, dopo la visita a novembre dello scorso anno, ha dato un giudizio pienamente soddisfacente su L’Orientale. Corrisponde alla fascia B ed a sud di Roma pochi Atenei hanno ottenuto questa valutazione”. Parte da una buona novità la chiacchierata di Ateneapoli con la prof.ssa Elda Morlicchio, da sei anni Rettrice dell’Università L’Orientale. “Abbiamo affrontato insieme – rivendica – una bella sfida ed il risultato ci ha gratificati. In questi anni non c’è stato mai un calo di studenti ed è la testimonianza che la nostra offerta didattica è apprezzata sia a livello di Lauree Triennali sia di Lauree Magistrali. A dimostrazione, se posso sottolinearlo, che abbiamo fatto benissimo a tenere in piedi la particolarità della nostra offerta formativa anche quando, alcuni anni fa, Rettrice era la prof.ssa Lida Viganoni ed io ero la sua vice, a non cedere alle critiche di chi, in tempi di tagli ai trasferimenti dei fondi ministeriali, additava l’Ateneo come un cattivo esempio. Ci accusavano di avere insegnamenti seguiti da pochissimi studenti. Abbiamo resistito alle critiche ed abbiamo mantenuto la peculiarità di una Università che si è sempre caratterizzata anche per la capacità di offrire insegnamenti di nicchia in settori come l’africanistica e l’orientalistica. Oggi quella nostra tenacia è premiata. Soprattutto a livello di Laurea Magistrale abbiamo studenti che arrivano anche da altre regioni meridionali e dal nord e significa che la nostra offerta didattica è apprezzata. È vero che oggi anche alle Università si chiede di acquisire una mentalità aziendale, ma noi siamo innanzitutto centri dove si fa ricerca e formazione e per questo non si possono trascurare ambiti disciplinari interessanti e coltivati anche al di fuori dell’Italia solo nel nome della quantità. Bisogna che si guardi non solo al numero di studenti, ma anche alla qualità dell’offerta complessiva della didattica. Noi siamo nati come università per lo studio delle culture, non solo delle lingue, del mondo ed abbiamo continuato con tenacia e passione a perseguire questa missione. Il giudizio dell’Anvur oggi conferma che abbiamo fatto bene”. Anche a L’Orientale, naturalmente, si vivono settimane complicate in coincidenza con la chiusura dell’Ateneo per l’epidemia di coronavirus. “Ammetto che agli inizi di marzo – dice la Rettrice – abbiamo vissuto giornate di disorientamento. Poi, però, abbiamo rapidamente messo in funzione la piattaforma che ci ha consentito di riprendere da metà mese in poi le attività didattiche che avevamo in quel periodo. Devo essere molto grata alla struttura informatica di Ateneo che ha svolto un lavoro enorme per garantire che si potesse fare a distanza quello che si faceva in presenza. Il 16 marzo sono ricominciati gli esami e nel giro poi di una settimana sono ripartiti in modalità da remoto tutti i corsi. Anche le lauree si stanno svolgendo regolarmente, sia pure con gli studenti ed i docenti in collegamento video. Il primo appello delle Lauree Triennali si è svolto il 7 aprile ed hanno conseguito il diploma di laurea 74 studenti. Altri due appelli per le Lauree Triennali si sono tenuti a fine aprile. Tra fi ne aprile e maggio sono in calendario anche le Lauree Magistrali. Complessivamente saranno impegnati circa 240 studenti”.
La mobilità per e da altri paesi
Sarebbe, peraltro, fuorviante sostenere che L’Orientale non abbia subito contraccolpi dal fermo delle attività. “Come in tutti gli altri Atenei – dice la prof.ssa Morlicchio – ci sono state ripercussioni. Poiché siamo una Università che ha nel suo DNA la vocazione agli scambi internazionali ed all’apertura verso il mondo, abbiamo patito in misura particolare il blocco dei viaggi. Avevamo molti studenti che si preparavano a partire per soggiorni di studio e ricerca all’estero a inizio marzo ed hanno dovuto rinunciare. Siamo stati noi proprio a dare indicazioni in tal senso già nella seconda metà di febbraio, quando era nell’aria che la crisi potesse aggravarsi e precipitare fino al punto al quale è giunta. Abbiamo, dunque, sospeso tutta la mobilità in entrata ed in uscita prevista a marzo. Gli studenti stranieri che frequentavano a L’Orientale sono in gran parte rientrati ed ora seguono le lezioni on-line come i loro colleghi italiani. Un certo numero di studenti di altri Paesi, peraltro, ha preferito rimanere a Napoli. Continuano anch’essi a frequentare tramite le piattaforme informatiche utilizzate dai docenti. Abbiamo inoltre contattato tutti i nostri studenti italiani che erano all’estero quando è scoppiata la pandemia e li abbiamo aiutati a rientrare. È stato un problema soprattutto per quelli in Spagna. La speranza, naturalmente, è che quanto prima si riapra la possibilità di viaggiare. Stiamo programmando per il prossimo anno accademico ed abbiamo preparato i bandi e le selezioni per la mobilità all’estero, poi si dovrà vedere il prossimo autunno come evolverà la situazione”. Confessa la docente: “Ho vissuto giornate durissime e molto difficili perché si è sentito il peso delle decisioni da prendere e del lavoro da riorganizzare e la necessità di dare fiducia agli studenti disorientati. Ho cercato di far sentire loro che non li abbandonavamo e che avremmo fatto tutto il possibile per non rallentare le loro carriere accademiche. È stato un impegno a tutti i livelli: norme inesistenti da creare, modalità organizzative nuove. Sicuramente – mi si passi una battuta – nei programmi elettorali di nessun Rettore era prevedibile questa emergenza. Con la collaborazione di importanti settori del personale tecnico-amministrativo e dei docenti abbiamo attraversato il periodo e fronteggiato le difficoltà. È stato sicuramente il momento più difficile del mio mandato. Faticoso ed estremamente impegnativo, anche perché abbiamo dovuto mettere in campo enormi sforzi non per costruire o progettare qualcosa di nuovo, ma per limitare i danni di una emergenza che ha interrotto progetti ed iniziative. Stiamo anche imparando molto. Per esempio modalità di procedure più snelle che magari potremmo mantenere quando torneremo alla normalità. Ancora, abbiamo sperimentato una didattica on-line che potrebbe essere impiegata per attività di recupero a favore degli studenti i quali potrebbero avere necessità di attività integrative”. Aggiunge la Rettrice: “Non è finita perché la fase nuova sicuramente sarà ancora più complessa e difficile. Bisognerà capire, per esempio, come si organizzeranno i trasporti e non è cosa da poco perché noi all’Orientale abbiamo un’altissima percentuale di pendolari e studenti che si muovono a Napoli con i mezzi pubblici. Quello della mobilità è uno dei problemi e aspetto di capire come ci si comporterà. Poi dovremo attendere indicazioni del Governo e della Regione”.
Le elezioni
Le elezioni per scegliere il successore della prof.ssa Morlicchio, che dopo sei anni da Rettrice non può ricandidarsi, avrebbero dovuto svolgersi a fine giugno, ma slitteranno inevitabilmente. “Bisogna garantire a tutti – sottolinea – la partecipazione al dibattito pre-elettorale ed al momento delle elezioni. La fase dell’emergenza individuata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri scade il 31 luglio, poi si vedrà. Il mio mandato scade il 31 ottobre ed il mio auspicio è che tra settembre ed ottobre possano svolgersi le operazioni di voto affinché a novembre possa insediarsi regolarmente il nuovo Rettore. In Italia, del resto, L’Orientale non è l’unico Ateneo che è stato costretto a rinviare l’appuntamento elettorale. Credo siano una ventina, tra i quali la Federico II”. Ci sono già candidati per il rettorato? “Proprio in una intervista rilasciata a febbraio ad Ateneapoli – risponde la docente – il prof. Roberto Tottoli ha manifestato la sua disponibilità. Dopo di allora non c’è stato nessun momento assembleare, non sono arrivate lettere o comunicati. Di norma, peraltro, questo è sempre avvenuto dopo l’appuntamento per la scelta dei Grandi Elettori, che era in programma ad aprile ma è ovviamente saltato. Non so se ci sono altre ipotesi di candidature”.
Fabrizio Geremicca
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