“È un bell’ambiente, anche la struttura è armonica. Rispetto ad altre facoltà qui non manca niente. L’unica pecca è la mensa. Per mangiare devi andare in uno dei locali convenzionati” afferma Ilaria, studentessa iscritta al primo anno fuori corso di Farmacia. Gli studenti sono contenti, la loro Facoltà è considerata una delle migliori d’Italia, se non la migliore. “È merito del Preside. Si è interessato alla vita degli studenti ed ha fatto si che crescesse il prestigio della Facoltà aumentasse il suo prestigio” aggiunge Stefania Ferraro. “Devi vivere l’università e rivolgerti ai professori ogni volta che hai dei dubbi altrimenti non vai avanti. Devi chiedere sempre e avere pazienza, perché non tutti sono disponibili. In questo senso, una lode particolare va al prof. Angelo Izzo, lui è una spanna sopra gli altri” commenta Veronica Pone. Rispetto al passato, i tempi per la laurea si sono allungati. La prima pagina della nuova guida dello studente riporta un dato: per completare gli studi, occorrono almeno 6-7 anni. Come fare per tenere il passo? “Un consiglio prezioso è sicuramente quello di studiare con costanza. Bastano poche ore al giorno per non lasciarsi niente di arretrato, in questo modo si ha tempo per se e si riesce ad arrivare all’esame sereni” suggerisce Veronica. Gli esami più formativi, secondo il parere di molti, sono quelli di Biologia, Chimica (difficile da superare) e Farmacognosia. Quest’ultimo per Ilaria “è il primo esame che ti fa entrare nel merito della disciplina. Affronta lo studio di principi attivi dei farmaci e ti insegna il metodo di lavoro”. “In generale bisogna fare bene tutto il primo anno. È il più noioso, ma se lo fai bene e non ti lasci niente indietro riesci ad affrontare meglio gli anni successivi, in modo particolare il secondo e il terzo, che sono i più difficili”, commenta Stefania.
Molti degli studenti di Farmacia, avrebbero voluto iscriversi a Medicina. “All’inizio ho tentato di entrare a Medicina, ma non ho superato il test. Ora sono contenta di essere qui e non cambierei i miei studi per niente al mondo” afferma con entusiasmo e un po’ di tensione Marianna, prima dell’esame di Fisica. “Prima di provare il test a Medicina, ho anche seguito i precorsi di Biologia per avere le idee più chiare. Ora sono contenta di essere qui” dice al riguardo Enrica Iorio. “È un bell’ambiente, poco competitivo. Molti studenti hanno la farmacia di famiglia e quindi il futuro assicurato” commenta Giovanna, iscritta al primo anno della laurea specialistica in Farmacia. Grandi consensi raccoglie l’organizzazione della facoltà. “Ogni esame ha almeno 4 appelli, così hai maggiori possibilità. Ciò non toglie che devi mantenere la preparazione ad un livello piuttosto alto. Ci sono prove di continuo, non hai un attimo di respiro e tra la fine del corso e l’esame hai quindici giorni di tempo al massimo” dice Maria Salzano.
Dallo scorso anno accademico a Farmacia è stato introdotto il numero chiuso. “Meglio così, è giusto che anche i figli dei farmacisti sudino per entrare” commenta Giovanna. Il test di ingresso prevede 80 domande 30 delle quali sono di Chimica, 30 di Biologia, 10 di Fisica, 5 di Matematica 5 di cultura generale. Il tempo a disposizione è 2 ore. “In realtà anche le domande di cultura generale vertevano su argomenti specifici del nostro campo, perché riguardavano gli obblighi dei farmacisti, la posologia, la classificazione delle sostanze” spiega Maria. Le domande dello scorso anno sono disponibili in rete, sul sito della Facoltà. “Io ho studiato il mese di agosto per superare il test di ingresso. Altri no. Se hai fatto una buona scuola superiore non hai eccessivi problemi” sostiene Vincenzo Ragosta. Per chi ama la chimica in modo particolare c’è la laurea in Chimica e Tecnologia Farmaceutiche. “Ma è solo per chi ha la testa grande” conclude Enrica.
Simona Pasquale
Molti degli studenti di Farmacia, avrebbero voluto iscriversi a Medicina. “All’inizio ho tentato di entrare a Medicina, ma non ho superato il test. Ora sono contenta di essere qui e non cambierei i miei studi per niente al mondo” afferma con entusiasmo e un po’ di tensione Marianna, prima dell’esame di Fisica. “Prima di provare il test a Medicina, ho anche seguito i precorsi di Biologia per avere le idee più chiare. Ora sono contenta di essere qui” dice al riguardo Enrica Iorio. “È un bell’ambiente, poco competitivo. Molti studenti hanno la farmacia di famiglia e quindi il futuro assicurato” commenta Giovanna, iscritta al primo anno della laurea specialistica in Farmacia. Grandi consensi raccoglie l’organizzazione della facoltà. “Ogni esame ha almeno 4 appelli, così hai maggiori possibilità. Ciò non toglie che devi mantenere la preparazione ad un livello piuttosto alto. Ci sono prove di continuo, non hai un attimo di respiro e tra la fine del corso e l’esame hai quindici giorni di tempo al massimo” dice Maria Salzano.
Dallo scorso anno accademico a Farmacia è stato introdotto il numero chiuso. “Meglio così, è giusto che anche i figli dei farmacisti sudino per entrare” commenta Giovanna. Il test di ingresso prevede 80 domande 30 delle quali sono di Chimica, 30 di Biologia, 10 di Fisica, 5 di Matematica 5 di cultura generale. Il tempo a disposizione è 2 ore. “In realtà anche le domande di cultura generale vertevano su argomenti specifici del nostro campo, perché riguardavano gli obblighi dei farmacisti, la posologia, la classificazione delle sostanze” spiega Maria. Le domande dello scorso anno sono disponibili in rete, sul sito della Facoltà. “Io ho studiato il mese di agosto per superare il test di ingresso. Altri no. Se hai fatto una buona scuola superiore non hai eccessivi problemi” sostiene Vincenzo Ragosta. Per chi ama la chimica in modo particolare c’è la laurea in Chimica e Tecnologia Farmaceutiche. “Ma è solo per chi ha la testa grande” conclude Enrica.
Simona Pasquale








