Flash mob virtuale nel Dantedì

Un gesto per mantenere alto il valore della cultura, nonostante l’emergenza sanitaria. Così si potrebbe definire l’iniziativa di sette studenti del Dipartimento di Lettere e Beni Culturali che, con il sostegno dei professori Daniela Carmosino, docente di Critica letteraria e letterature comparate, Ciro Perna, che insegna Letteratura italiana, ed Elena Porciani, cattedra di Letteratura italiana contemporanea, hanno organizzato un flash mob in occasione del ‘Dantedì’ dello scorso 25 marzo, promosso dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo. I ragazzi hanno realizzato un videoclip in cui si esibivano in letture tratte dalla ‘Divina Commedia’, dalla ‘Vita Nova’ e dal ‘Convivio’. Una collaborazione, quella tra gli studenti, che, nonostante la distanza, ha prodotto un grande risultato in brevissimo tempo. Il video è stato postato sui canali social del Dipartimento e di Ateneo, suscitando la soddisfazione della comunità scientifica e della stessa Direttrice di Dipartimento, la prof.ssa Maria Luisa Chirico, che si è complimentata con gli studenti e con i docenti per l’egregio lavoro svolto. Non è semplice vivere la vita universitaria di questi tempi, caratterizzati da lezioni da remoto e da problemi tecnici dovuti al sovraccarico della rete, ma, nonostante questo, un piccolo gesto può essere necessario anche solo per rincuorare, e proprio questo sembra voler suggerire la voce narrante in apertura: “Siamo prigionieri, è vero, in una situazione che neanche avremmo potuto immaginare. Non abbiamo leggii, non abbiamo microfoni, non abbiamo proiettori. Ma abbiamo libri, tanti e colorati, e abbiamo l’amicizia. Abbiamo creato una piccola rete di rifugiati, nascondendoci dal virus dietro uno scudo di pagine; abbiamo letto per difesa e ci siamo sentiti più forti di centocinquantamila opliti, le nostre daghe erano penne per nulla affilate, perché la cultura non è cultura se ferisce. E allora abbiamo deciso di fare anche di voi dei rifugiati come noi, e tornare insieme alle nostre origini per celebrarle”. Piccoli prodigi, se si vuole, anche della tecnologia che, nonostante la distanza imposta dalla quarantena, si fa vettore di unione e solidarietà.
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