Giurisprudenza inaugura l’anno accademico

“Sono quattro anni, ormai, che organizziamo questa manifestazione per introdurre i nostri percorsi didattici – dice, in apertura della cerimonia di inaugurazione della Facoltà di Giurisprudenza che si è svolta il 26 gennaio a Palazzo Melzi (S. Maria Capua Vetere), il Preside Lorenzo Chieffi – Quest’anno, l’incontro si svolge in un periodo che definirei turbolento per l’Università, interessata da una serie di interventi legislativi che riguardano lo stesso reclutamento della docenza”. Nonostante le incertezze sul futuro dell’Università, sottolinea, l’Ateneo continua a centrare i suoi obiettivi, “presso la Facoltà di Giurisprudenza, sono stati risolti tutti i problemi strutturali, negli ultimi due anni, e ciò ha portato ad un netto incremento delle iscrizioni, anche da parte di giovani che provengono dalla provincia di Napoli, e non solo, quindi, dal casertano. Ad oggi, gli immatricolati dell’anno 2008/2009 ammontano a 1154, senza contare gli studenti dei Corsi di laurea specialistica. E’ aumentato anche il numero dei laureati, e questo successo si deve all’abnegazione di docenti e personale amministrativo”. Giurisprudenza intende spingere sempre più sull’internazionalizzazione. “Nel 2008, sono stati investiti 209mila euro – dice Chieffi – Tanti studenti hanno avuto l’opportunità di partecipare ad incontri convegnistici ed altre iniziative in tutta Europa e non solo (Bruxelles, Monaco, Granada, Rabat, etc). Abbiamo, inoltre, stipulato, convenzioni con diverse Università straniere, tra le ultime Bucarest e San Paolo do Brasil”. Non mancano le collaborazioni con le istituzioni del territorio. “Abbiamo stretto intensi rapporti con le istituzioni di S. Maria Capua Vetere e Napoli: i tribunali, la prefettura di Caserta, la Provincia di Caserta e lo stesso Comune di S. Maria. Tutti i risultati finora raggiunti devono rappresentare un ulteriore stimolo al miglioramento”.
“Internazionalizzazione significa – afferma il Rettore Francesco Rossi – avere giovani e docenti con la forza di muoversi in un ambiente almeno europeo. E non parlo dell’Università del futuro, ma di quella del presente”. E in questa ottica, “il nostro Ateneo – continua Rossi – sta cercando di essere al passo con i tempi, sta investendo sui servizi ai giovani e sta lavorando molto sul territorio, il quale, però, non ci viene in aiuto”. Un riferimento all’annosa questione dei trasporti: “non è possibile che gli studenti non possano usufruire di una rete di trasporti che colleghi la provincia napoletana con quella casertana o semplicemente solo quest’ultima”. In un Ateneo, il cui punto di forza è stato ed è il rapporto docenti–studenti, Rossi ricorda l’importanza della presenza da parte dei docenti in un percorso di crescita dei ragazzi: “se ci sono troppi fuori–corso dipenderà da qualcosa, a volte dai programmi troppo vasti che andrebbero rivisti. In ogni caso, c’è bisogno di una maggiore presenza dei professori accanto agli studenti. Oggi, non è facile condurre una Facoltà soprattutto quando il nuovo è già diventato presente”. 
Secondo il prof. Giuseppe Limone, Direttore del Dipartimento di Scienze Giuridiche, la cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico “è stata una bella intuizione da parte del prof. Chieffi, in quanto è un momento solenne e strutturale, pensato per la Facoltà che, sottolineo, è una comunità e non un sistema”. Senza dubbio, il cuore dell’Università resta la ricerca: “è necessario innestare un motore di ricerca legato ai giovani, che sono la nostra risorsa. Dobbiamo produrre lavori scientifici che si riflettano all’esterno”. 
A rappresentare il Dipartimento di Discipline Giuridiche ed economiche italiane, europee e comparate – nato nel 2001- e i lavori svolti, il Direttore prof. Giuliano Balbi, all’ultimo anno del suo mandato. “Lavorare in questo territorio – dice Balbi – è molto difficile, ma, allo stesso tempo, bello, perché si ha la consapevolezza che qui l’Università è percepita come un momento importante. Pur essendo abbastanza giovane, il nostro Dipartimento ha già prodotto più di trenta monografie e stipulato due convenzioni quadro con il Ministero della Giustizia”. 
A rappresentare l’offerta formativa post-laurea, o almeno un elemento dell’offerta, di Giurisprudenza, il prof. Carlo Venditti, Direttore della Scuola di Specializzazione per le Professioni legali. “La Scuola si colloca, in Italia, tra quelle a livello qualitativo più alto. Voglio ricordare che si regge sui contributi degli iscritti e, dunque, non grava sull’Ateneo”. E poi anticipa: “stiamo lavorando una pubblicazione nella quale documenteremo i risultati, a livello professionale, dei nostri specializzati, compresi i tempi di ingresso nel mondo del lavoro”. 
La parola al rappresentante degli studenti Raffaele Caterino, il quale pone l’accento sul compito primario dell’Università: “l’Università deve istruire e, allo stesso tempo, formare gli individui, deve essere in grado di soddisfare gli studenti anche dal punto di vista della formazione umana. Di certo, noi siamo pronti a cooperare, vi chiediamo solo di darci fiducia”.
A chiusura della cerimonia, la lezione magistrale della prof.ssa Letizia Vacca, ordinario di Diritto Romano all’Università degli studi Roma Tre e componente del Consiglio Superiore della Magistratura, sul tema ‘I giuristi  e l’Europa’. Il prof. Federico D’Ippolito, decano della Facoltà e docente di Diritto romano, spiega le ragioni che l’hanno indotto a proporre la prof.ssa Vacca quale ospite della giornata. “La professoressa – afferma D’Ippolito – è nota negli ambienti accademici e nell’ambito delle istituzioni per la sua elevata qualità di studiosa; è un alto esponente della ricerca e dell’insegnamento; ha, inoltre, innovato il Diritto romano, spingendo, da tempo, il suo sguardo oltre i confini nazionali”. E l’intervento della prof.ssa Vacca è incentrato proprio sui giuristi e l’Europa. “I giuristi non si sono mai preoccupati dell’Europa – afferma la Vacca – Le codificazioni attuali hanno tagliato i fili di una tradizione condivisa e, ancora oggi, i giuristi restano legati all’ordinamento dello Stato da cui provengono”. Qualche considerazione relativa alla sua esperienza di membro del Consiglio Superiore della Magistratura. “Sto svolgendo questa attività con tanto entusiasmo – afferma – e, allo stesso tempo, sto percependo un mondo che conoscevo solo in parte. Mi rendo conto che se non si insegna ad usare la scienza giuridica per risolvere i casi pratici, anche la Giurisprudenza viene a trovarsi in forti difficoltà. Bisogna, dunque, ripensare il diritto come scienza, partendo dal dialogo tra prassi e teoria”.
Maddalena Esposito
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