Gli studenti e la teledidattica: “ormai abbiamo trovato la quadra”

Tra speranza per l’immediato futuro, una certa tranquillità e ormai tanta praticità nella gestione delle attività online, si apre il nuovo anno anche per gli studenti della Parthenope. I primi mesi sono tradizionalmente dedicati agli esami e, come notano le rappresentanze studentesche, si sta riducendo sempre di più il timore delle piattaforme impiegate per la teledidattica. La rete e i social sono considerati validi strumenti di comunicazione, utili nello scambio delle informazioni e di un po’ di sostegno reciproco. Manca poco all’inizio del nuovo semestre e sono in tanti a sperare di potersi rincontrare in sede e, perché no, volare verso qualche università straniera.
“Al momento non è ancora ripartito nulla. Siamo in sessione d’esame e i nostri corsi cominceranno a fine marzo – dice Thomas Fusco, Consigliere del Corso Triennale in Scienze Motorie, di cui frequenta il secondo anno – Siamo un po’ rammaricati, ci mancano le aule. Anche gli studenti del primo anno non riuscirono che a seguire una sola giornata prima di finire in zona rossa”. Come i suoi colleghi, però, si mostra propositivo in vista della ripresa delle lezioni: “Speriamo che permanga il sistema della calendarizzazione degli orari, magari suddivisi in modo che si possa consentire la frequenza in sede anche agli anni successivi al primo”. I ragazzi auspicano, con la primavera, una ripresa delle attività tecnico-pratiche: “Non riusciamo a mettere in pratica quello che studiamo, purtroppo. In Consiglio di Corso di Laurea, con i docenti, si è detto, intanto, di puntare sulle lezioni e qualche professore sta organizzando dei seminari online per colmare il deficit”. Una proposta “poteva essere quella di aumentare le ore di attività pratica, una volta partiti, per poter recuperare. Ma temo non sia possibile. Il Cus, che noi frequentiamo il sabato, negli altri giorni è già occupato”. Una segnalazione: “Per gli esami utilizziamo l’applicazione Respondus Lockdown Browser che, causa sovraffollamento, a volte esclude gli studenti dalla sessione impedendo loro di sostenere l’esame. E i docenti sono costretti a stabilire un recupero. Questo problema è comune ai ragazzi di tutti i Dipartimenti dell’Ateneo”. “Qualche anomalia capita – conferma Angelo Antonio Nastasi, vice presidente del Consiglio degli Studenti, in procinto di laurearsi alla Magistrale in Scienze e Tecnologie della Navigazione – Il sistema è programmato anche per rilevare situazioni anomale, ma è capitato che abbia segnalato delle anomalie fasulle costringendo i docenti a sospendere l’esito dell’esame e ricontrollare i filmati. Così come è capitato anche che qualcuno abbia effettivamente cercato di imbrogliare”. Antonio è molto attivo, soprattutto nei contatti social con gli studenti: “A volte si innervosiscono anche perché hanno difficoltà ad interpretare qualche norma o decreto rettoriale. La situazione è incerta per tutti”. “Del resto alternative non ce ne sono – prosegue Giuseppe Franco, studente Magistrale di Amministrazione, Finanza e Consulenza Aziendale e membro del Senato Accademico – Però lo scetticismo nei confronti di queste piattaforme sta diminuendo. Esempi di cattivo funzionamento, all’inizio, erano dovuti anche alla mancanza di confidenza da parte degli studenti. Le novità spaventano sempre un po’ e, come in ogni situazione, c’è chi si abitua prima e chi impiega più tempo ad accettare il cambiamento. Ma adesso la risposta generale è buona”. In una tale situazione, “non è semplice muoversi. Noi rappresentanti non abbiamo mai perso il contatto con gli studenti. Sulla nostra pagina Instagram ci sono storie con consigli, indicazioni e contatti utili”. Giuseppe è anche il presidente di Starting Finance Club UniParthenope: “Al momento non stiamo organizzando eventi. Ma c’è un gruppo che scrive articoli informativi su quello che succede in Campania, sulla storia di alcune aziende o proponiamo dirette con dei professionisti”. Di abitudine parla anche Laura Guarino, terzo anno di Ingegneria Gestionale, rappresentante degli studenti per il Dipartimento e il suo Corso di Studi: “Tra DPCM e note rettorali ormai abbiamo trovato la quadra in questa situazione di instabilità. Anche le nuove modalità d’esame, che prevedono obbligatoriamente lo scritto con la risposta multipla, sono state assimilate. Ogni volta è come una nuova sfida che dobbiamo sostenere e superare”. Lo stesso vale “anche, ad esempio, per la gestione dei progetti che a volte sono inclusi nei nostri esami. Riusciamo a prepararli tranquillamente in videochiamata tramite Teams. Ormai, tanto la vita lavorativa quanto quella sociale passano tramite uno schermo”. Tra meno di un mese, Laura spera di essere in viaggio per Vilnius: “In Italia sono poche le università che hanno bloccato gli studenti Erasmus. Farlo ora significherebbe fermare una persona che ha già prenotato un volo, trovato un alloggio. Alcuni nostri studenti sono partiti anche nel primo semestre. Qualche collega, ad esempio, in questo momento è ancora a Madrid”. Gli avventurosi non sono moltissimi, “ma in fondo la situazione italiana è simile a quella che c’è in Europa. So che alcune università non accettano Eramsus. Non è così per quella che mi ospiterà dove, anzi, sperano di poter tornare in presenza al più presto”. Partire in questo momento è da pazzi? “Qualcuno lo direbbe. Siamo giovani, ma responsabili e rispetteremo tutte le regole”. Sta per completare il suo tirocinio Ludovica Martisini, rappresentante degli studenti in Consiglio del Corso di studi in Scienze Biologiche e della Scuola Interdipartimentale delle Scienze, dell’Ingegneria e della Salute: “Sono stata fortunata perché avevo ultimato le pratiche prima di marzo. Nel settore scientifico, qualche ente esterno sta accettando tirocinanti, alcune cose si svolgono in modalità mista”. Parlare di ripresa “mi sembra ancora prematuro. In Dipartimento c’è qualche professore che ha ripreso gli esami in sede, ma il resto delle attività è ancora tutto online”. Di idee per il secondo semestre “ne abbiamo, ma senza prima conoscere il bilancio della curva epidemiologica è inutile fare supposizioni. Molti dei nostri docenti sono biologi e stanno lavorando ad attività connesse con l’emergenza. Sanno che una ripresa non è scontata”.
Carol Simeoli

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