Gli studenti tutor dei loro colleghi giapponesi

Come aiutare uno studente giapponese ad ambientarsi in un’università italiana? E come permettere ad uno studente italiano di fare pratica di giapponese restando nella sua città? Ci pensa il progetto di tutoraggio, coordinato dalla cattedra di Lingua e Letteratura Giapponese del prof. Paolo Calvetti,  che ogni anno vede coinvolti studenti di entrambe le nazionalità.
“Già da qualche anno portiamo avanti rapporti di scambio con università giapponesi – spiega Calvetti – e il tutoraggio in tandem rappresenta un programma di accoglienza che rientra tra le ‘Altre attività’ e che vede coinvolti i nostri studenti delle Facoltà di Lettere e di Scienze Politiche”.
Lo scorso anno ben sette studenti nipponici sono stati accompagnati da quattordici ragazzi italiani, studenti di giapponese iscritti alla Specialistica, durante la loro esperienza di vita universitaria a L’Orientale.
“L’esperienza ha una doppia valenza positiva, perché – sottolinea il docente – da un lato permette ai nostri ragazzi di fare pratica con dei madrelingua e di approfondire anche costumi, stili di vita, abitudini quotidiane dei loro coetanei in Giappone; dall’altro offre agli studenti giapponesi che arrivano in Italia una valida guida. Il sistema universitario in Giappone è diverso dal nostro, come sono diversi i modi di vivere, per cui potersi accompagnare con un ragazzo italiano diventa utile in termini pratici, nell’esercizio delle attività quotidiane, e fruttuoso anche dal punto di vista dell’apprendimento linguistico. Non bisogna dimenticare, infatti, che questi ragazzi stranieri devono sostenere gli esami in italiano e quindi necessitano di una buona conoscenza della nostra lingua”.
Ogni studente giapponese viene, dunque, affiancato da due studenti italiani per la durata dell’intero semestre. Per il primo semestre di quest’anno sono attesi quattro ragazzi, ma “visto che – spiega Calvetti – l’anno accademico in Giappone inizia ad aprile, sono sempre più numerosi quelli che arrivano nel secondo semestre”. Il progetto riscuote l’indubbia approvazione degli studenti dell’Orientale, assicura il docente, che in questo modo non solo possono acquisire 2 crediti, ma anche stringere rapporti di proficua amicizia, che spesso vanno al di là del semestre di studi.
(Va.Or.)
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