I nuovi rappresentanti degli studenti

L’unione fa la forza. Le tanto attese elezioni studentesche – poco più di 2000 i votanti- al Parthenope, svoltesi il 4 e 5 maggio, hanno premiato la lista Cost-Sui generis, almeno al Consiglio di Amministrazione, dove il gruppo formato dall’unione delle associazioni studentesche Nuovo Cost e Sui Generis ha ottenuto una importante vittoria con 750 voti e l’elezione di Daniela Guaglione, il candidato più votato in assoluto nella storia dell’ateneo. 302 voti alla senatrice uscente, ventiseienne studentessa di Economia del commercio internazionale e dei mercati valutari. “Un po’ me lo aspettavo -confessa- magari qualche voto in più, non in meno. Non è superbia, ero consapevole di correre con una buona squadra”. Su quella squadra si è discusso parecchio, però. L’alleanza tra le due associazioni è stata ritenuta da alcuni un mero espediente politico per scalare i seggi, un matrimonio studiato a tavolino. Antonio Bifulco, uno dei leader del Cost, ex consigliere di amministrazione e oggi consigliere in CdA Adisu, dice: “è stata una fusione del tutto naturale, poiché negli ultimi due anni abbiamo lavorato insieme. E’ stata semplicemente una scelta in sintonia con il nostro affiatamento di questi anni”. Il programma del Cost-Sui Generis è in perfetta linea di continuità con il passato. “Vogliamo portare a termine i progetti già iniziati, come ad esempio quelli che riguardano l’abolizione della regola degli appelli alternati e la riduzione dei programmi. Ci stanno a cuore anzitutto i problemi della didattica”, continua Bifulco, che ricorda come la lista abbia ottenuto ottimi risultati in tutto l’ateneo. “Siamo i primi ad Economia – dice- e la nostra presenza è piuttosto omogenea nelle diverse facoltà. Abbiamo avuto voti ovunque, anche dove non siamo riusciti a eleggere nostri candidati”. La chiave di lettura dei risultati elettorali tuttavia non è una sola. Cost-Sui Generis è prima per numero di voti in Consiglio di Amministrazione, ma resta all’opposizione nel Consiglio degli Studenti, dove ha tre consiglieri contro i cinque di Tempi Nuovi-CdS (Confederazione) e i quattro di Facciamo Università. Tre consiglieri anche per l’Udu, che con queste elezioni fa il suo esordio negli organi istituzionali della politica universitaria. “Dopo mesi di intenso lavoro basato su progetti e non su facce” sottolinea il neoconsigliere d’amministrazione e coordinatore del gruppo Antonio Prisco. 
“Alla fine Cost-Sui Generis ha in Consiglio lo stesso numero di rappresentanti dell’Udu – evidenzia Eugenio Tatarelli, di Facciamo Università, riconfermato consigliere d’amministrazione, – a perdere realmente sono proprio loro, perché quando due anni fa si presentarono da soli presero circa 900 voti, stavolta invece poco più di 700. Dunque, a conti fatti, hanno ottenuto un risultato inferiore rispetto a quello di riferimento”. Facciamo Università si ritiene soddisfatta, dato che nonostante non sia stata riconfermata per queste elezioni l’alleanza con l’Aiesec, ha avuto 510 voti al CdA e quattro seggi in Consiglio. Buona l’affermazione all’interno di questo schieramento, della formazione Studenti in Movimento, a detta di uno degli esponenti di spicco al Federico II Ninni Raiola. Studenti in Movimento ha eletto in Consiglio di Dipartimento con ben 975 voti Giampiero Lettieri, un loro attivissimo membro; buon risultato anche per Alfonso Scuotto, che pur non essendo stato eletto al CdA, ha ottenuto 120 voti. I quattro seggi  di Facciamo Università si uniranno ai cinque di Confederazione, secondo un accordo ormai collaudato, per costituire la maggioranza. 
La grande protagonista stavolta è proprio Confederazione, passata da tre a cinque seggi in Consiglio degli Studenti, con 14 eletti complessivamente, Aldo Russo, eletto consigliere in CdA, gioisce: “abbiamo anche due rappresentanti al Consiglio di Economia, e dei due senatori uno è nostro”. Russo ricorda le vicissitudini trascorse nei mesi che hanno preceduto le elezioni, i rinvii, i ricorsi e anche qualche veleno. “Siamo stati attaccati duramente- dice- Ci hanno accusato di volere lo slittamento delle elezioni per mantenere le nostre poltrone mentre invece chiedevamo solo migliori condizioni per gli studenti. Hanno presentato ricorsi infondati contro le nostre liste. Tutto il rumore che si è fatto sulla vicenda dei presentatori di lista non iscritti alla facoltà di riferimento, era ingiustificato perché il regolamento vuole che il presentatore sia semplicemente iscritto all’università, e anche nel modulo non andava specificata la facoltà cui si era iscritti”. Precisazioni che Russo ci tiene a fare, soprattutto alla luce di quanto è accaduto nei giorni delle elezioni. Una sorta di boicottaggio elettorale, a sentire il suo racconto. “Ci sono stati dei problemi a Scienze Motorie, facoltà in cui Tempi Nuovi CdS ha sempre avuto voce forte in capitolo –spiega- In pratica avevamo bisogno di una navetta che consentisse ai ragazzi di andare a votare, poiché l’Aula Quadrifoglio a Fuorigrotta non è agibile e le lezioni sono state spostate ad Agnano. Siccome l’opportunità della navetta è stata possibile solo durante il secondo giorno di consultazione elettorale, i ragazzi del Cost si sono rivolti all’Economato chiedendo che il servizio non fosse attivato. A parer loro, non sarebbe stato giusto che a beneficiarne  fossero stati solo gli studenti del secondo anno mentre questo non era stato possibile per quelli del primo. Insomma, una scusa per metterci i bastoni tra le ruote. Alla fine noi stessi abbiamo dovuto organizzare sei auto per accompagnare i votanti. Non si poteva lasciare che fosse leso in quel modo il sacrosanto diritto degli studenti di andare a votare”. Una vicenda che dà la misura della coesione interna del gruppo e della sua capacità di ingegnarsi per risolvere i problemi. Fattori che hanno portato Tempi Nuovi a crescere in maniera decisa rispetto alle consultazioni passate. L’unione fa la forza anche in questo caso. 
Sara Pepe
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