Igiene e vivibilità al Dipartimento di Fisica

Continue e diffuse infiltrazioni d’acqua che hanno causato danni alle strumentazioni, caduta di calcinacci e interdizione di alcuni locali; carenza dei servizi igienici con fornitura a singhiozzo di sapone e carta igienica prima e rifacimento quasi in contemporanea di tutti i bagni poi; mancato funzionamento dell’impianto di climatizzazione centralizzato; rotture degli ascensori le cui tastiere sono riparate parzialmente; carenze nel servizio di pulizia con spazi esterni bersagliati da escrementi di piccioni; presenza di roditori con il rinvenimento di quattro carcasse nelle controsoffittature. L’elenco di doglianze è contenuto in una lettera pervenuta ad Ateneapoli pochi giorni prima della chiusura per le festività natalizie, a firma del prof. Luca Lista, Direttore della sezione INFN (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare) che ha sede nei locali del Dipartimento di Fisica “Ettore Pancini”. Oggetto: “Gravi situazioni igieniche e di vivibilità nel Complesso di Monte Sant’Angelo”. I destinatari della missiva: gli organi collegiali e i vertici amministrativi dell’Ateneo. Martedì 14 gennaio, ci siamo confrontati con il prof. Leonardo Merola, Direttore del Dipartimento, e abbiamo visitato la struttura constatando che la situazione non corrisponde esattamente a quanto descritto nella lettera e ricevendo informazioni aggiuntive sui lavori che riguarderanno la costruzione di un nuovo edificio e la ristrutturazione dell’aula dedicata ai dottorandi. “Se c’è un problema lo segnaliamo all’Ateneo – ci spiega il prof. Merola – Ateneo che è sensibile e che provvede. Ma i tempi tecnici sono quelli tipici italiani”. Cominciamo dall’inizio e dai lavori in corso che fanno capo all’Ateneo e non al Dipartimento, il quale può solo segnalare il problema: infiltrazioni, bagni e ascensori il cui rifacimento era, comunque, già previsto nel Programma Edilizio Triennale di Ateneo. Il problema delle infiltrazioni, connesso probabilmente anche alla tipologia di edificio e al modo in cui questo è stato costruito negli anni Ottanta, è in via di risoluzione. Un giro sul tetto del Dipartimento ci ha mostrato i lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria, partiti tra novembre e dicembre, e attualmente in corso: trattasi di coibentazione fatta con guaine termoelastiche. Il problema delle infiltrazioni è emerso, in particolar modo, a seguito delle abbondanti piogge del mese di novembre ed è stato necessario attendere che tornasse il bel tempo e che le perdite si asciugassero prima di dare il via ai lavori. L’acqua, infatti, non avrebbe consentito l’incollaggio e la saldatura dei materiali. Le guaine termoelastiche sono state impiegate anche per impedire le infiltrazioni in quei locali che ne soffrivano. Dal tetto del Dipartimento si possono osservare, inoltre, due coperture (sotto le quali ci sono i due gruppi di locali detti Hangar e Buco Nero) il cui rifacimento è in programma e per cui è stato stanziato già un investimento. Anche in merito ai servizi igienici, l’Ateneo ha programmato e avviato i lavori di riqualificazione e sostituzione dei sanitari sia al Dipartimento di Fisica che in altri edifici e le modalità sono le stesse: il 50% dei bagni è in fase di ristrutturazione, il 50% è utilizzabile. Abbiamo appurato anche il normale stato e funzionamento degli ascensori riparati (che abbiamo utilizzato per spostarci tra i piani durante la nostra visita): ora mancano all’appello tre torri e il montacarichi. “C’è l’esigenza di avere un presidio di manutenzione degli ascensori – prosegue il prof. Merola – Oltre che di un primo soccorso e di un asilo nido”. Quanto alla pulizia si sono susseguite varie fasi: “Prima ci arrivavano diverse lamentale. Ora, da quando c’è una nuova ditta, la situazione è migliorata e non abbiamo più il problema della fornitura della carta igienica e del sapone”. Arriviamo alla presenza di topi con rari episodi nel passato a seguito della derattizzazione. Derattizzazione che è condotta con l’uso di esche avvelenate: la ditta posiziona l’esca, ma non si occupa di prelevare la carcassa dell’eventuale roditore che la ingerisce. Complici, probabilmente, i vari lavori in corso, quattro topi che avevano ingerito l’esca si sono rifugiati nelle controsoffittature rendendo difficile la rimozione dei corpi. “Abbiamo immaginato altri approcci”, ci informa il professore: il Dipartimento, il primo a farlo nel Campus, si è affidato ad una ditta che impiega altre tipologie di trappole che non prevedono l’uso di esche avvelenate, nonostante il maggior prezzo che verrà a pagare (tre volte superiore rispetto a quello previsto per i precedenti interventi). La ditta posizionerà le trappole e poi verrà a prelevare eventuali roditori catturati portandoli, così, all’esterno dell’edificio. Nei locali del livello interrato, più soggetti all’ingresso di animali, sono state adottate delle barriere nei punti a rischio. Per evitare la stanzialità dei piccioni nei punti esterni all’edificio, invece, sono state impiegate delle reti: questi dissuasori hanno funzionato portando, però, i volatili a spostarsi in altre nicchie sulle quali si interverrà. Con punti forti la didattica, la ricerca e la terza missione, il Dipartimento soffre, però, a causa della “suddivisione degli spazi che fu operata all’atto del trasferimento qui e che sono insufficienti per ospitare una comunità che tra docenti, studenti, dottorandi, ricercatori, enti di ricerca arriva a circa 400 persone”. È stata approvata la richiesta del Dipartimento, seppure non c’è stata ancora la definizione delle tempistiche, di costruire un edificio in cui verranno dislocati una quindicina di studi. Il nuovo edificio si troverà nella zona del Dipartimento che dà sul piazzale Ettore Majorana (in cui sono in corso lavori di rifacimento della facciata e della pavimentazione) e nascerà dalla conversione di un piccolo spazio aperto dalla forma trapezoidale. “Abbiamo una forte tradizione in fatto di ospitalità per gli studenti che al nostro Dipartimento hanno i loro spazi. I nostri punti forti: la biblioteca e i laboratori didattici”. Abbiamo visitato la biblioteca: aperta dodici ore al giorno, nuovi l’impianto elettrico e di climatizzazione, silenziosa, pulita e confortevole. Gli studenti hanno a disposizione anche due grandi aule studio al piano interrato, una nata dalla riconversione di un locale bar e l’altra arredata appositamente per essere un’aula studio. Quanto all’aula dei dottorandi (circa una cinquantina) sarà interessata da una serie di interventi che coinvolgeranno impianto elettrico, impianto di illuminazione, scrivanie (in modo che ogni dottorando abbia la sua postazione) e altri arredi con l’obiettivo di darle uno stile più internazionale.
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