Il 18 maggio la ripresa degli sport individuali

Conto alla rovescia al Centro Universitario Sportivo di Napoli. Il 18 maggio, salvo sorprese, dovrebbero riaprirsi le porte della struttura di via Campegna. Cautela è la parola d’ordine: “si aprirà solo agli sport individuali, in osservanza dei decreti sia regionali sia ministeriali. Gli spazi enormi, frutto anche del blocco degli sport di squadra, permettono di svolgere le attività in sicurezza”. Accesso garantito esclusivamente ai soci maggiorenni: “tutto si svolgerà a porte chiuse. Gli atleti non potranno essere accompagnati da nessuno”. A chiarire la programmazione della ripartenza è il Segretario Generale del CUS Napoli Maurizio Pupo. Contingentati gli ingressi in piscina. Si entrerà solo su prenotazione da inviare via mail, esprimendo una preferenza di fascia oraria: “la scelta è ampia. Vista la necessità di contingentare gli ingressi, la piscina sarà aperta dalle 7 alle 22”. Otto i nuotatori che potranno entrare contemporaneamente in acqua, uno per ogni corsia disponibile. Saranno gli unicicusini a poter utilizzare gli spogliatoi “assicurando la distanza minima di due metri”. Doccia in sede vietata dopo gli allenamenti di Fitness, Atletica leggera, Tennis, Pilates, Tai Chi, Yoga: “i soci devono venire già in tuta e cambiarsi solo le scarpe. A fine allenamento è necessario tornare a casa”. Aperta dalle 9 alle 21 la palestra. Inibiti alcuni settori Fitness. Tra questi, il Body building, “che prevede l’uso di attrezzi. Pur potendoli pulire a ogni utilizzo, la preoccupazione è molto alta perché sono a contatto diretto con le mani. Quindi preferiamo evitare il rischio in questo primo momento”. Aperta l’area dedicata al corpo libero. Nella palestra di Fitness si trasferirà il Pilates: “lì abbiamo a disposizione una grande quadratura. Naturalmente, durante le sedute sarà consentito solo il Matwork, non è possibile utilizzare attrezzi”. Rispolverino racchette e palline gli appassionati del rettangolo rosso. Per il settore tennis i divieti in campo quasi non ci sono: “è consentito tutto, eccetto per i due avversari scendere insieme sotto rete”. Ancora in dubbio la ripresa del karate, che dovrebbe limitarsi ai soli kata individuali, e la danza aerea: “ne stiamo discutendo. Purtroppo il tessuto potrebbe rappresentare un veicolo di contagio”. Decisioni in merito dovrebbero arrivare nei prossimi giorni, mentre noi andiamo in stampa. Irrevocabile il veto su sport di squadra e di contatto: “in questo momento non è possibile farli ripartire. Vedremo a settembre”. La progettazione della ripresa ha potuto contare sulle opinioni che i soci hanno espresso attraverso il sondaggio lanciato sul sito istituzionale del CUS. Su circa 5mila iscritti, 1304 i soci che hanno partecipato. Dalle risposte si può desumere che è tanta la voglia di tornare a sudare dopo settimane di clausura. Basti pensare che il 48.9% ha stimato come “fondamentale” riprendere l’attività sportiva dopo la chiusura imposta dall’emergenza Covid-19. Nessun indugio, il 72.1% si dice pronto a indossare la tuta fin da subito. Per il 55.3% la distanza di 1,80 metri è sufficiente per ridurre il rischio di contagio e praticare attività sportiva in sicurezza. Quota che sale al 64.2% quando la domanda sposta il tema sulla sanificazione quotidiana dei locali e delle attrezzature. Oltre l’80% raggiungerebbe via Campegna con mezzi privati. Sugli spogliatoi: il 66% ha affermato di poterne fare a meno, il restante 34%, alla luce della nuova programmazione, dovrà adattarsi.
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