Il Fisico e l’azienda

Gli sbocchi occupazionali dei laureati in Fisica con uno sguardo rivolto oltre la ricerca e l’insegnamento. E’ stato il tema affrontato, martedì 27 marzo, nell’aula A7 del complesso di Monte Sant’Angelo, dal convegno organizzato dal Corso di Laurea nell’ambito del progetto ministeriale Lauree Scientifiche che promuove nelle scuole i corsi di laurea considerati strategici per lo sviluppo. L’incontro ha richiamato un nutrito pubblico di studenti, universitari e medi, che hanno ascoltato con interesse le testimonianze di alcuni giovani fisici impiegati nell’industria. “Le professioni scientifiche sono quelle maggiormente richieste dal mondo del lavoro, ma alcune facoltà e alcuni corsi di laurea, risentono di una scarsa capacità di comunicazione. Eventi come questo aiutano a fornire tutti gli elementi per compiere consapevolmente una scelta che condizionerà tutta la vita” dice il Preside della Facoltà Alberto Di Donato. Dati alla mano, tra coloro che, a tre anni dalla laurea, godono dei migliori livelli occupazionali, ci sono proprio i laureati in Fisica e Matematica. “Soprattutto per la duttilità e la flessibilità che si acquisisce nell’affrontare i problemi” conclude il Preside. “L’immagine che generalmente si associa ad un fisico, è spesso quella di una specie di scienziato pazzo. Per questo ho ritenuto fosse importante ascoltare la voce di rappresentanti delle imprese, per sentire cosa si aspettano oggi le aziende da un laureato in Fisica” spiega nel suo intervento il professor Giovanni Chiefari, coordinatore del progetto, per quanto riguarda il settore fisico. Il primo ad intervenire è William Caruso. Laureato in Fisica dello Stato Solido ad Alessandria, oggi lavora nel settore commerciale di un’azienda che sostiene economicamente il progetto. Si chiama EVB Elektronik e distribuisce componenti elettroniche. “In sei anni e mezzo, ho svolto tre lavori diversi. Ogni volta ho sempre dovuto imparare qualcosa di nuovo, ma non ho mai incontrato problemi, pur non essendo un genio pazzo. Durante gli studi si acquisiscono una metodologia ed una flessibilità che nessun altro Corso offrono”. “Da noi un laureato in Fisica lavora alla realizzazione di prodotti semiconduttori, applicati anche alla ricerca medica” illustra Lucia Simonazzi che lavora presso la sede di Avezzano (AQ), della multinazionale Micron Technology Italia. “Siamo profondamente convinti dell’importanza della collaborazione con le università” conclude la dirigente aziendale. Presso la stessa azienda, lavora Chiara Piscopo, giovane laureata napoletana che ha conseguito il titolo triennale nel 2004. “Il mio titolo mi permette di gestire personale e tecnologie. Adesso mi occupo di mettere in contatto tra loro vari reparti produttivi, applicando un ragionamento di tipo tecnologico ad ambiti umanistici”. “Mi sono iscritto a Fisica, perché avevo una grande passione per i calcolatori. La mia tesi si è incentrata su un esperimento di Fisica delle particelle e, prima di entrare in azienda, ho lavorato per un anno all’università. Essere fisico è divertente anche se non si diventa scienziati, perché si approccia un mondo affascinante, in cui si impara continuamente” racconta Vincenzo Cuomo, laureato nel ’97 in Cibernetica a Napoli. Oggi coordina un piccolo gruppo di fisici alla Incard, una società del gruppo Microelectronics. 
Dalla gestione del
personale alle
nuove tecnologie
Si occupa di intelligenza artificiale, realizzando delle macchine in grado di trovare dei difetti in programmi molto simili a quelli già esistenti in commercio. “La ricerca si sviluppa tutta in ambito industriale. Non cerchiamo leggi fondamentali, il nostro obiettivo è migliorare il prodotto, ma ci animano il piacere della scoperta e la soddisfazione di vedere che un certo sistema, assolutamente nuovo al mondo, funziona anche se è solo un prototipo” dice Vincenzo. “All’università vi insegneranno a modellizzare le cose. Questo approccio vi tornerà sempre utile per individuare le funzionalità comuni a tutti i programmi di un certo tipo. Molto di quello che farete, vi sembrerà astruso ma con il tempo ve le ritroverete” aggiunge il suo collega Felice Cerullo. Mariano Severi, laureato alla Federico II nel 2000, ha svolto il dottorato di ricerca presso una piccola azienda elettronica di Pozzuoli, la Tecno System, nella quale oggi lavora. “La nostra attività principale è quella di realizzare dei sistemi di acquisizioni dati per impianti e veicoli aerospaziali. Compriamo da grosse aziende prodotti elementari, come semiconduttori, e realizziamo apparati più complessi, che rivendiamo a grosse agenzie di ricerca che sviluppano dei progetti con le realtà che operano in Campania”. Tra le apparecchiature, ci sono i razzi sonda che compiono voli parabolici fino a 250 metri di altitudine, per osservare il comportamento dei liquidi o dei sistemi in condizioni di gravità ridotta. “La nostra è una delle realtà più innovative per lo studio di apparecchiature di visione in ambito aerospaziale” aggiunge Mariano, elencando i tanti progetti internazionali cui l’azienda collabora sviluppando computer di controllo per lavorare in condizioni di volo transonico (cioè prossimo alla velocità del suono), ancora in buona parte sconosciuto, o per realizzare delle gallerie del vento con le quali sostenere prove su aerei, auto e linee ad alta velocità. “In una media industria si deve saper fare un po’ di tutto e a Fisica questo si impara” conclude. 
Le domande dei ragazzi sono molto interessanti. “Il voto di laurea è importante?” chiede una ragazza. “Il voto non influisce. Mi sono laureata con 94/110 e dopo quattro mesi ho iniziato a lavorare” risponde Chiara. “L’inglese è utile?” chiede un’altra studentessa. “È fondamentale. I corsi di aggiornamento all’estero sono frequenti e i contatti con stranieri sono continui” risponde Caruso. “Come si svolge la selezione in azienda?” vuole sapere una studentessa. “Da noi l’area tecnica incontra i candidati solo dopo il colloquio di gruppo. Una decina di persone che non si conoscono vengono messe a lavorare insieme per realizzare un progetto. Così si osservano le attitudini di ciascuno al lavoro con gli altri e si osserva il tipo di collocazione che ogni individuo tende a ricoprire all’interno del gruppo stesso” risponde Simonazzi. “Quant’è il vostro stipendio?” chiede un ragazzo incalzando un po’ di fronte alla reticenza della dirigente. “Abbiamo il contratto dei metalmeccanici. Lo stipendio è di circa 1300–1400 euro netti al mese. Chiaramente se si fanno più turni si guadagna di più” dice infine la dirigente. “Com’è il confronto tra la ricerca di base e quella applicata, finalizzata ad un prodotto? Esistono dei punti di incontro?” domanda una studentessa di Fisica a Vincenzo. “L’impostazione del lavoro è sempre la stessa. I fini sono diversi, ma è interessante e divertente lo stesso”. “È stato subito assunto per questo lavoro o è passato prima per altre esperienze?” gli domanda ancora uno studente. “Il lavoro che ti piace devi andartelo a cercare e devi avere la fortuna di trovare un’azienda che ti dia spago”.
Simona Pasquale
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