Il Maestro Pehlivanian testimonial al corso di Organizzazione Aziendale

George Pehlivanian, Direttore d’orchestra di fama internazionale, in scena al Teatro San Carlo con la Damnation de Faust di H. Berlioz, in cattedra ad Economia. Tra lo stupore e la curiosità degli studenti del corso di Organizzazione Aziendale del prof. Luigi Maria Sicca, il Maestro ha fornito, nel corso dell’incontro che si è tenuto il 23 marzo, la sua testimonianza come manager di un’azienda molto particolare: un complesso di musicisti. “Il contributo del Maestro Pehlivanian è andato ben oltre l’uso della metafora dell’organizzazione aziendale e dell’orchestra, perché gli studenti hanno potuto vivere nella pratica i concetti di divisione del lavoro, leadership, coordinamento e comunicazione verbale/non verbale trattati a lezione”, dichiara il prof. Sicca, che nell’ambito del corso è solito organizzare incontri con diverse personalità del mondo del lavoro, allo scopo di avvicinare sempre più gli studenti alla realtà aziendale. 
“Ho toccato con mano la vera leadership, il Maestro è una persona fortemente carismatica e la sua capacità di direzione ci ha molto stupito: dopo un po’ stavamo cantando un brano de La Traviata seguendo solo i suoi gesti. L’incontro è perfettamente riuscito!”, racconta Daniele Colasanti, che continua “eravamo circa 150 persone, ma, prima divisi in gruppi e poi tutti in coro, abbiamo lavorato come un’orchestra. Ho cambiato la mia idea di leadership, adesso ho capito che ci deve essere un talento naturale, il carisma non si impara sui libri”. 
Il prof. Sicca ha preparato gli studenti all’incontro integrando le lezioni con articoli di critical management incentrati sulla figura del leader, nell’ottica di “trasformare l’aula in un’organizzazione reale entro cui sperimentare quei processi di apprendimento organizzativo tipici di ogni azienda contemporanea”. 
Molti altri studenti hanno accolto favorevolmente l’iniziativa del prof. Sicca e, in generale, il suo metodo didattico: “è sicuramente innovativo, non dogmatico e molto stimolante. Oltre alla teoria e al testo esiste una realtà aziendale che pochi docenti cercano di farci conoscere – racconta soddisfatta Marianna Bolzano – All’inizio l’incontro con il Maestro Pehlivanian mi sembrava un po’ sopra le righe e poco attinente, invece si è rivelato molto interessante e incisivo. Se ti fermi a riflettere ne trai delle conclusioni interessanti”. Oltre alle testimonianze di manager e personalità provenienti dal mondo del lavoro, secondo Andrea Deiuri, è importante anche l’approccio con gli studenti a lezione, l’interattività e la partecipazione attiva richiesta dal professore: “si va al di là della lezione canonica, è quasi una didattica alternativa, che stimola lo studente a proporsi e ad essere sempre preparato”. Questo forse è il motivo per cui, da febbraio a oggi, il numero degli studenti al Corso si è quasi dimezzato: “non tutti sono disposti a frequentare assiduamente le lezioni, a studiare passo passo e ad esporre ogni volta le proprie idee. Sono rimasti quelli maggiormente interessati alla materia e pronti ad interagire con il docente – sostiene Luciano Chirico, entusiasta dell’incontro- efficace a spiegare il lavoro di gruppo con l’esempio dell’orchestra. Il professore ha colto nel segno!”. 
Quasi tutti gli studenti lamentano, al contempo, l’assenza di iniziative di questo tipo in corsi simili: “spesso parliamo di azienda alfa e azienda beta, ma è tutto molto astratto – spiega Davide Bizajak – invece il prof. Sicca vuole e riporta sempre esempi concreti, reali, facendoci capire che qui il suo metodo può sembrare alternativo, ma in altre Facoltà di Economia è assolutamente la prassi!”. 
Anche l’esame sarà strutturato in quest’ottica, per cui “non si potrà rifiutare il voto, perché bisogna assumersi le proprie responsabilità, e non sono ammessi tentativi”, dice Bernadette de Marco che, come Iole, è entusiasta sia dell’incontro con il Maestro – “davvero stimolante” – sia della strutturazione del corso. 
Il prof. Sicca, dunque, attraverso l’impostazione del suo corso, costellato di incontri con manager di ogni ambito, dalla musica alla sanità, sta riuscendo nell’intento di “ridurre la distanza tra teoria e pratica, che i ragazzi spesso denunciano come il vero problema dell’Università”, rammaricandosi solo di non disporre di aule più grandi e di maggiori risorse per estendere le sue iniziative ad una platea più ampia.
Marzia Parascandolo
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