Il nuoto raccontato da due veterani del CUS

Il nuoto al CUS Napoli raccontato da un tecnico e da un atleta, entrambi studenti, che hanno grande familiarità con l’ambiente piscina di via Campegna. Claudia Ribatti è una veterana che ha mosso i primi passi al CUS a sei anni: “da allora non ho più smesso. Ho fatto agonismo fino ai quattordici anni, poi ho iniziato ad allenarmi qualche volta in meno, ma non ho mai rinunciato al nuoto”. Oggi Claudia ha 23 anni, studia Scienze Motorie all’Università Parthenope e la piscina la vive dall’alto del bordovasca, da dove insegna l’arte di muoversi in acqua ai piccini: “all’inizio è stato strano ricoprire un ruolo diverso, poi mi sono abituata. Penso che il settore al CUS si sia evoluto tanto in questi anni. Nel tempo la rosa di istruttori è cambiata e sono subentrati giovani come me che si sono formati lì e hanno portato esperienza”. Positiva la ricaduta: “il numero di bambini iscritti è aumentato vertiginosamente. Parecchi sono diventati molto bravi e hanno iniziato a far parte del settore agonistico. Quello che andrebbe migliorato è l’approccio dei genitori allo sport. Spesso si pretende tutto e subito”. Sulla struttura che ospita gli allenamenti, da tecnico non ha desideri da esprimere: “al CUS non serve nient’altro perché la struttura è nuova, sempre pulita e dotata di tutte le attrezzature necessarie”. Perché consiglierebbe il nuoto agli universitari: “il nuoto perché è uno sport completo. Al CUS per la competenza degli istruttori che si dedicano agli adulti e per le agevolazioni economiche rivolte agli studenti”. Dura dal 2012 il matrimonio con il CUS di Antonio Grieco, 27 anni, in procinto di concludere la Triennale di Ingegneria informatica alla Federico II: “ho iniziato a praticare nuoto da bambino, poi, dopo una piccola pausa, ho ripreso. Al CUS mi sono trovato molto bene, sia per il clima sia per gli allenamenti che mi hanno permesso di riprendere l’attività agonistica”. Nel corso di trasferte in tutta Italia ha vissuto esperienze nuove: “ho disputato gare mai fatte prime, nuotando in acque libere, sia mare che lago. L’attività mi ha trascinato ed è stato molto piacevole”. Da qualche anno ha detto addio alle gare, “perché mi sto dedicando allo studio. Voglio concludere quanto prima il percorso per entrare nel mondo del lavoro. Però non ho intenzione di abbandonare né lo sport né il bell’ambiente che si è creato al CUS, quindi continuo ad allenarmi tutti i giorni dispari”. A chi gli chiede un parere sulla struttura, risponde: “ne parlo bene con chiunque mi chiede informazioni, soprattutto con i colleghi universitari, viste le agevolazioni previste”. Studenti, ma non solo. In acqua “ho incontrato spesso diversi docenti della Federico II. All’inizio era un po’ strano nuotare fianco a fianco, ma in un contesto fatto di aggregazione la differenza di ruoli non pesa. Nello sport si è tutti uguali, quello che accade fuori la piscina non conta”.
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