“Non è un’iniziativa per scrittori, ma un modo nuovo e diverso per insegnare la lingua inglese”, spiega la prof.ssa Bruna Di Sabato, coordinatrice dell’iniziativa didattica sperimentale ‘Creative writing’. Nato dalla collaborazione di un gruppo di docenti delle Università Suor Orsola Benincasa e di Salerno, e portato avanti dal gruppo di ricerca LL(I)L, il progetto è cominciato nel mese di ottobre e terminato agli inizi di dicembre. “Gli argomenti del progetto, articolato in dieci incontri, sono stati identici per gli studenti di Napoli e Salerno. Il compito finale è la scrittura di una short story valutata dai loro pari dell’opposto Ateneo e da una giuria di esperti. Le storie che otterranno più voti saranno raccolte in una pubblicazione digitale”, aggiunge la prof.ssa Di Sabato. Mariagrazia Pariante, studentessa del Corso Magistrale di Lingue moderne per la comunicazione e cooperazione internazionale, racconta: “Ad ogni fine lezione ci veniva fornita una semplice frase come spunto per inventare una storia. Ad un certo punto, ho cominciato a scrivere dando sfogo a tutta la mia fantasia, senza farmi problemi, perché le storie che scriviamo non devono essere necessariamente corrette e seguire degli schemi. Sono riuscita ad abbattere le barriere che mi confinavano nella mia paura di sbagliare e ho imparato tanto”. Ad appoggiare l’iniziativa c’è stato anche lo scrittore napoletano Maurizio De Giovanni che il 22 novembre ha partecipato ad uno degli incontri, incantando con le sue parole il giovane pubblico. “Ho seguito il consiglio di De Giovanni, ossia che la creatività è un muscolo che deve essere allenato – afferma Lucia Gerarda Greco, un’altra studentessa – Ho assaporato da subito tutta la curiosità e il fascino di questa esperienza e vorrei che fosse un esempio per il futuro. Invece di studiare esclusivamente libri, si inseriscano novità come questa. Sono molto soddisfatta e rifarei tutto il percorso”. Maria Virginia Matteo rivela di far parte di quegli studenti che inizialmente hanno mostrato scetticismo: “Sinceramente, quando i professori hanno proposto il progetto, ero un po’ restia a partecipare, perché non mi ritengo molto creativa, ma ho seguito le prime lezioni e mi sono ricreduta. È stata una dura prova ma che mi ha aperto la mente. A differenza di chi si è arreso troppo presto, preferendo lo stereotipato ritmo delle lezioni, io ho apprezzato l’originalità e sono felice di essere arrivata al traguardo insieme agli altri”.
Soddisfatta anche la docente: “Il vero successo è stato intravedere negli occhi dei ragazzi la forza con cui si sono messi in gioco ed hanno scritto e pubblicato le loro storie sulla pagina del sito ‘Scienza Nuova’. Spesso si impara in modo inconsapevole, come in questo caso. È stato un momento formativo fuori dagli schemi tramite la scrittura”. La letteratura, aggiunge, “è alla base di tutte le discipline, la scrittura è un mondo, un contenitore che racchiude mille aspetti. Quella che, secondo il mio parere, bisogna offrire ai ragazzi che intraprendono la strada delle lingue straniere è una preparazione vera che si focalizzi sulla sicurezza delle proprie conoscenze, sul confronto con l’altro e sulla voglia di imparare attraverso varie strade”.
Francesca Corato
Soddisfatta anche la docente: “Il vero successo è stato intravedere negli occhi dei ragazzi la forza con cui si sono messi in gioco ed hanno scritto e pubblicato le loro storie sulla pagina del sito ‘Scienza Nuova’. Spesso si impara in modo inconsapevole, come in questo caso. È stato un momento formativo fuori dagli schemi tramite la scrittura”. La letteratura, aggiunge, “è alla base di tutte le discipline, la scrittura è un mondo, un contenitore che racchiude mille aspetti. Quella che, secondo il mio parere, bisogna offrire ai ragazzi che intraprendono la strada delle lingue straniere è una preparazione vera che si focalizzi sulla sicurezza delle proprie conoscenze, sul confronto con l’altro e sulla voglia di imparare attraverso varie strade”.
Francesca Corato







