Scontro tra i vertici dell’Università L’Orientale ed il personale tecnico amministrativo, che da alcuni giorni è in stato di agitazione. Oggetto del contendere è la decisione, da parte del Rettore Lida Viganoni e del Direttore Generale Giuseppe Giunto, di procedere con l’assunzione di tre dirigenti, impiegando per tale operazione un budget annuo di 230 mila euro. La scelta non è piaciuta ai sindacati degli amministrativi, i quali hanno invitato invano il Consiglio di Amministrazione a non approvare quel punto all’ordine del giorno, che è stato discusso il 20 maggio. Cgil, Cisl, Uil e Cisal hanno successivamente esplicitato le proprie critiche e contestazioni in una lettera aperta ai docenti, agli studenti ed al personale tecnico amministrativo che risale a fine maggio. “I vertici attuali”, scrivono i sindacati, “ancora una volta con manovra antidemocratica e senza un piano di programmazione, hanno approvato in Consiglio di Amministrazione l’autorizzazione a procedere per tre posti di dirigente”. Secondo le organizzazioni dei lavoratori, “i nomi di almeno due di essi sarebbero ben noti”. Farebbero parte entrambi della ristretta cerchia dei dipendenti in possesso della qualifica EP, Elevata Professionalità. Proseguono nel j’accuse: “I vertici fanno riferimento ad una delibera del 2007 che teneva conto di esigenze diverse da quelle attuali e che, tra l’altro, prevedeva ulteriori posizioni per tutte le categorie del personale. Adesso, invece, non si ritiene prioritario né necessario tale adempimento”. Sottolineano Cgil, Cisl, Uil e Cisal: “Ci sono diversi altri problemi che non sono stati mai affrontati da questa amministrazione, nonostante sia stata sollecitata più volte”.
In particolare, dice ad Ateneapoli Gaetano Di Palma, che è impiegato in una delle Biblioteche dell’ex Collegio dei Cinesi ed è il segretario della Cisal Università, “nell’Ateneo manca il personale per aprire e per chiudere le aule, per cui ci si rivolge a ditte esterne, con costi inutili ed ingenti. Non ci sono persone sufficienti, poi, per seguire le pratiche negli uffici”. Quantifica: “Siamo scesi in cinque o sei anni da 340 amministrativi a 230 e abbiamo gli stipendi bloccati dal 2009. L’ultimo aumento fu di circa 12 euro al mese”. Incalza: “Davvero non si comprende, in un tale contesto, per quale motivo L’Orientale debba impiegare risorse per tre nuovi dirigenti”. Se gli si obietta che, allo stato, c’è un solo dirigente in Ateneo ed è il Direttore Giunto, replica: “La normativa prevede che anche il personale EP possa essere chiamato, per un tempo determinato e con un aumento stipendiale, a svolgere ruoli dirigenziali. Costerebbe molto meno che promuovere tre persone. Con un contratto annuale, certo, ma non ho mai visto, in tanti anni, che non sia stato rinnovato un incarico a tempo determinato ad un dirigente in questo Ateneo”. S’interroga: “A che servono tre nuovi dirigenti, con compiti prettamente di coordinamento, se si assottiglia sempre di più la pattuglia di coloro i quali dovranno essere coordinati? In altre parole, se il personale diminuisce, che senso ha nominare tre figure apicali?”.
In particolare, dice ad Ateneapoli Gaetano Di Palma, che è impiegato in una delle Biblioteche dell’ex Collegio dei Cinesi ed è il segretario della Cisal Università, “nell’Ateneo manca il personale per aprire e per chiudere le aule, per cui ci si rivolge a ditte esterne, con costi inutili ed ingenti. Non ci sono persone sufficienti, poi, per seguire le pratiche negli uffici”. Quantifica: “Siamo scesi in cinque o sei anni da 340 amministrativi a 230 e abbiamo gli stipendi bloccati dal 2009. L’ultimo aumento fu di circa 12 euro al mese”. Incalza: “Davvero non si comprende, in un tale contesto, per quale motivo L’Orientale debba impiegare risorse per tre nuovi dirigenti”. Se gli si obietta che, allo stato, c’è un solo dirigente in Ateneo ed è il Direttore Giunto, replica: “La normativa prevede che anche il personale EP possa essere chiamato, per un tempo determinato e con un aumento stipendiale, a svolgere ruoli dirigenziali. Costerebbe molto meno che promuovere tre persone. Con un contratto annuale, certo, ma non ho mai visto, in tanti anni, che non sia stato rinnovato un incarico a tempo determinato ad un dirigente in questo Ateneo”. S’interroga: “A che servono tre nuovi dirigenti, con compiti prettamente di coordinamento, se si assottiglia sempre di più la pattuglia di coloro i quali dovranno essere coordinati? In altre parole, se il personale diminuisce, che senso ha nominare tre figure apicali?”.
La risposta
del dott. Giunto
del dott. Giunto
“Sono tra i pochi Direttori Generali in Italia che non abbiano collaboratori di livello dirigenziale”: il dott. Giuseppe Giunto, al vertice dell’amministrazione de L’Orientale, parte da questa premessa per replicare alle critiche mosse all’Ateneo dai sindacati in merito alla procedura di reclutamento di nuovi dirigenti.
Nessuno lo mette in dubbio. Sostengono i sindacati, però, che avrebbe potuto assegnare temporaneamente compiti dirigenziali al personale EP, con notevole risparmio. Perché non lo ha fatto? “Non è esatto. Il personale EP può svolgere funzioni amministrative, non dirigenziali, e non può rappresentare esternamente l’amministrazione. Fa eccezione la sanità, dove il IX livello, al quale afferiscono gli EP, fu inserito anni fa nell’area della dirigenza”.
L’Ateneo non ha personale per aprire e chiudere le aule, mancano gli impiegati che svolgono le pratiche studentesche. Se c’erano risorse da spendere, perché non indirizzarle verso questi settori? “Vero, abbiamo esternalizzato la gestione delle aule, per mancanza di personale. Non è una scelta recente, peraltro, fu assunta ben prima che arrivassi io. Giusta o sbagliata che sia stata, vero è che con le risorse che impiegheremo per assumere i due dirigenti a tempo determinato certamente non avremmo colmato i buchi di personale in organico che ci hanno costretto a dare in esterno la gestione delle aule”.
Perdoni la franchezza, Direttore. I sindacati sostengono di conoscere già i nomi dei due prescelti. Si sente di dare loro torto? “È una domanda mal posta. Non è che io abbia scelto le persone ed abbia ritagliato su di loro la procedura di reclutamento. Si sono individuate due esigenze e si assegneranno i ruoli alle persone che hanno i requisiti per rispondere al meglio a quelle esigenze. Non c’è Ateneo, mi creda, che non abbia un dirigente del personale. Quanto al dirigente della logistica, si spiega col fatto che il nostro Ateneo si caratterizza per la continua attività culturale. Relazioni, convegni, seminari. Partecipano esperti nazionali ed internazionali. Serve la figura di un dirigente che metta in relazione e coordini tutti coloro i quali concorrono all’organizzazione ed alla riuscita di questi eventi, dal personale delle pulizie al fonico, a colui il quale organizza le trasferte”.
Fabrizio Geremicca
Nessuno lo mette in dubbio. Sostengono i sindacati, però, che avrebbe potuto assegnare temporaneamente compiti dirigenziali al personale EP, con notevole risparmio. Perché non lo ha fatto? “Non è esatto. Il personale EP può svolgere funzioni amministrative, non dirigenziali, e non può rappresentare esternamente l’amministrazione. Fa eccezione la sanità, dove il IX livello, al quale afferiscono gli EP, fu inserito anni fa nell’area della dirigenza”.
L’Ateneo non ha personale per aprire e chiudere le aule, mancano gli impiegati che svolgono le pratiche studentesche. Se c’erano risorse da spendere, perché non indirizzarle verso questi settori? “Vero, abbiamo esternalizzato la gestione delle aule, per mancanza di personale. Non è una scelta recente, peraltro, fu assunta ben prima che arrivassi io. Giusta o sbagliata che sia stata, vero è che con le risorse che impiegheremo per assumere i due dirigenti a tempo determinato certamente non avremmo colmato i buchi di personale in organico che ci hanno costretto a dare in esterno la gestione delle aule”.
Perdoni la franchezza, Direttore. I sindacati sostengono di conoscere già i nomi dei due prescelti. Si sente di dare loro torto? “È una domanda mal posta. Non è che io abbia scelto le persone ed abbia ritagliato su di loro la procedura di reclutamento. Si sono individuate due esigenze e si assegneranno i ruoli alle persone che hanno i requisiti per rispondere al meglio a quelle esigenze. Non c’è Ateneo, mi creda, che non abbia un dirigente del personale. Quanto al dirigente della logistica, si spiega col fatto che il nostro Ateneo si caratterizza per la continua attività culturale. Relazioni, convegni, seminari. Partecipano esperti nazionali ed internazionali. Serve la figura di un dirigente che metta in relazione e coordini tutti coloro i quali concorrono all’organizzazione ed alla riuscita di questi eventi, dal personale delle pulizie al fonico, a colui il quale organizza le trasferte”.
Fabrizio Geremicca








