È la burocrazia il nodo da sciogliere, per una più efficiente gestione dell’Ateneo, secondo Giuseppe Giunto, Direttore Generale dell’Università L’Orientale, che il 16 maggio inizia il quarto anno, ultimo del suo primo mandato. “Noi direttori e dirigenti”, dice, “siamo prontissimi a fare la guerra alla burocrazia. La combattiamo, anzi, già da tempo. Siamo disarmati, però, rispetto al diluvio di norme, leggi, circolari e provvedimenti vari che ci investe dall’esterno. Su questo il governo dovrebbe darci una mano, nell’ottica dello snellimento e della semplificazione delle norme”. Una immagine efficace, per sintetizzare la situazione. Dice Giunto: “Ci sono periodi nei quali mi sembra di dover svuotare con un mestolino una barca inondata. Mentre cerco di alleggerire l’imbarcazione, ecco che arriva l’onda che mi fa entrare in barca il doppio dell’acqua che c’era prima”. Fuori di metafora, prosegue: “Semplifico una procedura, taglio una procedura e mi arriva addosso un altro provvedimento destinato a complicare la macchina amministrativa. Può riguardare la trasparenza o l’anticorruzione, per esempio. Tematiche di assoluta priorità, sia chiaro, non le sottovaluto. Però, domando: siamo proprio sicuri che non si possono attuare in maniera più semplice, senza costringerci a ripetere fino a 4 volte lo stesso adempimento?”. Dice ancora il Direttore Generale dell’ex Collegio dei Cinesi: “Io sono per la massima semplificazione, anche perché le cose serie sono le più semplici e con le cose semplici si effettuano veramente i controlli”.
Capitolo bilancio. “Quello del nostro Ateneo è solido e molto trasparente”, sostiene il funzionario. “Non comporta”, aggiunge, “particolari problemi. Sempre che, naturalmente, non ne arrivino dall’esterno”. Il riferimento è al taglio dei fondi destinati all’università. “Ricordiamoci”, prosegue Giunto, “che dal 2008 ad oggi abbiamo perso, per effetto di manovre finanziarie ed altri provvedimenti varati dai Governi che si sono avvicendati, una consistente parte del finanziamento. È accaduto nonostante L’Orientale abbia conseguito risultati buoni, o comunque accettabili, nelle valutazioni che mettono in fila le varie università italiane sulla base di diversi parametri. Si è venuta a determinare, in sostanza, una situazione singolare: nella quota premiale del finanziamento andiamo bene, però abbiamo perso per effetto della riduzione complessiva dello stanziamento”. Quantifica: “Siamo passati da oltre 36 milioni di Fondo di Finanziamento Ordinario del 2008 a 30 milioni nel 2013. Nonostante questo, il bilancio è solido. I nostri rapporti per le spese di personale sono ottimi rispetto ai parametri ministeriali. Stiamo tra il 72-73%, rispetto alla percentuale massima dell’80%. Il nostro bilancio consente di guardare con ragionevole ottimismo al futuro”.
Dal primo gennaio 2013, L’Orientale è passato al bilancio unico di Ateneo. “è accaduto senza grossi problemi. Abbiamo conservato il massimo livello di autonomia gestionale da parte di tutte le strutture didattico-scientifiche. Siamo riusciti a mantenere il decentramento gestionale delle strutture, che non hanno subito quasi nessuna riduzione della loro autonomia, non fosse altro che la cassa unica. Lì, però, non c’erano alternative. In quel caso il monitoraggio è unico. Non possiamo rischiare che i Dipartimenti effettuino mandati di pagamento mentre l’Ateneo corre il rischio di non pagare gli stipendi. L’unica verifica possibile per evitare che questo accada è il controllo della cassa centralizzata”.
Dal primo gennaio 2014, rispettando la legge che lo imponeva, L’Orientale sta inoltre passando dalla contabilità finanziaria alla contabilità economico–patrimoniale. Valuta tra l’altro, quest’ultima, le variazioni nella consistenza patrimoniale della struttura economico-patrimoniale. “Stiamo portando avanti questa importante innovazione”, dice il dott. Giunto, “grazie a tutti i collaboratori degli uffici contabili e dipartimentali. Lo stiamo facendo in maniera soft, senza un impatto che in altre realtà italiane è stato devastante: per ultimare una sola operazione hanno impiegato anche un’ora e mezza”. Ci si adegua, si diceva, alla nuova normativa nazionale. “Non possiamo sottrarci”, sottolinea il funzionario dell’Orientale, “sebbene non manchino i problemi. Stiamo passando ad una contabilità di tipo privatistico, ma restano i vincoli di tipo pubblicistico. Questa condizione fa sì che si perdano gran parte dei vantaggi dell’economico-patrimoniale”. Ricorre ad un esempio: “Immagini un’automobile elettrica che però funziona con la logica del motore a scoppio. Si perde il vantaggio dell’auto elettrica, che è meno inquinante ed è più silenziosa, ed allo stesso tempo non si attua qualcosa di coerente con il motore a scoppio, per cui si perde velocità. Ecco, siamo costretti a fare una cosa di questo tipo”.
Dalle problematiche di bilancio al futuro, ecco quel che bolle in pentola. C’è una notizia, attesa da tempo, che rallegrerà le ragazze ed i ragazzi che frequentano l’Ateneo. “La Casa dello Studente sarà completata a cavallo dell’estate. Aprirà a settembre. Mi sento costantemente con il collega dell’Azienda per il diritto allo studio. Siamo più che in dirittura di arrivo”.
Altri obiettivi? “Bisogna adeguare l’apparato amministrativo e l’apparato dei servizi che è strumentale all’attività istituzionale didattico scientifiche alle nuove esigenze. Adesso che il corpo ordinamentale sembra definito, è anche ragionevolmente chiaro quello che dobbiamo fare. È il momento in cui possiamo attuare, anche in tempi piuttosto rapidi, una riorganizzazione dei servizi di supporto all’attività didattica e di ricerca più adeguata a quelle che sono le esigenze”.
Dal bilancio di Ateneo a quello personale. “Lavoro duro ma mi diverto, e provare a far andare meglio le cose è soddisfacente. Il nostro Ateneo ha delle enormi potenzialità, per la vastità delle sue relazioni e competenze molto proiettate verso l’esterno. Accompagnarle è una sfida molto interessante”.
Capitolo bilancio. “Quello del nostro Ateneo è solido e molto trasparente”, sostiene il funzionario. “Non comporta”, aggiunge, “particolari problemi. Sempre che, naturalmente, non ne arrivino dall’esterno”. Il riferimento è al taglio dei fondi destinati all’università. “Ricordiamoci”, prosegue Giunto, “che dal 2008 ad oggi abbiamo perso, per effetto di manovre finanziarie ed altri provvedimenti varati dai Governi che si sono avvicendati, una consistente parte del finanziamento. È accaduto nonostante L’Orientale abbia conseguito risultati buoni, o comunque accettabili, nelle valutazioni che mettono in fila le varie università italiane sulla base di diversi parametri. Si è venuta a determinare, in sostanza, una situazione singolare: nella quota premiale del finanziamento andiamo bene, però abbiamo perso per effetto della riduzione complessiva dello stanziamento”. Quantifica: “Siamo passati da oltre 36 milioni di Fondo di Finanziamento Ordinario del 2008 a 30 milioni nel 2013. Nonostante questo, il bilancio è solido. I nostri rapporti per le spese di personale sono ottimi rispetto ai parametri ministeriali. Stiamo tra il 72-73%, rispetto alla percentuale massima dell’80%. Il nostro bilancio consente di guardare con ragionevole ottimismo al futuro”.
Dal primo gennaio 2013, L’Orientale è passato al bilancio unico di Ateneo. “è accaduto senza grossi problemi. Abbiamo conservato il massimo livello di autonomia gestionale da parte di tutte le strutture didattico-scientifiche. Siamo riusciti a mantenere il decentramento gestionale delle strutture, che non hanno subito quasi nessuna riduzione della loro autonomia, non fosse altro che la cassa unica. Lì, però, non c’erano alternative. In quel caso il monitoraggio è unico. Non possiamo rischiare che i Dipartimenti effettuino mandati di pagamento mentre l’Ateneo corre il rischio di non pagare gli stipendi. L’unica verifica possibile per evitare che questo accada è il controllo della cassa centralizzata”.
Dal primo gennaio 2014, rispettando la legge che lo imponeva, L’Orientale sta inoltre passando dalla contabilità finanziaria alla contabilità economico–patrimoniale. Valuta tra l’altro, quest’ultima, le variazioni nella consistenza patrimoniale della struttura economico-patrimoniale. “Stiamo portando avanti questa importante innovazione”, dice il dott. Giunto, “grazie a tutti i collaboratori degli uffici contabili e dipartimentali. Lo stiamo facendo in maniera soft, senza un impatto che in altre realtà italiane è stato devastante: per ultimare una sola operazione hanno impiegato anche un’ora e mezza”. Ci si adegua, si diceva, alla nuova normativa nazionale. “Non possiamo sottrarci”, sottolinea il funzionario dell’Orientale, “sebbene non manchino i problemi. Stiamo passando ad una contabilità di tipo privatistico, ma restano i vincoli di tipo pubblicistico. Questa condizione fa sì che si perdano gran parte dei vantaggi dell’economico-patrimoniale”. Ricorre ad un esempio: “Immagini un’automobile elettrica che però funziona con la logica del motore a scoppio. Si perde il vantaggio dell’auto elettrica, che è meno inquinante ed è più silenziosa, ed allo stesso tempo non si attua qualcosa di coerente con il motore a scoppio, per cui si perde velocità. Ecco, siamo costretti a fare una cosa di questo tipo”.
Dalle problematiche di bilancio al futuro, ecco quel che bolle in pentola. C’è una notizia, attesa da tempo, che rallegrerà le ragazze ed i ragazzi che frequentano l’Ateneo. “La Casa dello Studente sarà completata a cavallo dell’estate. Aprirà a settembre. Mi sento costantemente con il collega dell’Azienda per il diritto allo studio. Siamo più che in dirittura di arrivo”.
Altri obiettivi? “Bisogna adeguare l’apparato amministrativo e l’apparato dei servizi che è strumentale all’attività istituzionale didattico scientifiche alle nuove esigenze. Adesso che il corpo ordinamentale sembra definito, è anche ragionevolmente chiaro quello che dobbiamo fare. È il momento in cui possiamo attuare, anche in tempi piuttosto rapidi, una riorganizzazione dei servizi di supporto all’attività didattica e di ricerca più adeguata a quelle che sono le esigenze”.
Dal bilancio di Ateneo a quello personale. “Lavoro duro ma mi diverto, e provare a far andare meglio le cose è soddisfacente. Il nostro Ateneo ha delle enormi potenzialità, per la vastità delle sue relazioni e competenze molto proiettate verso l’esterno. Accompagnarle è una sfida molto interessante”.








