Si vota il 4 e 5 giugno

Con il decreto di indizione delle elezioni da parte del decano, il professore Raffaele De Luca Tamajo, entra a pieno regime la macchina organizzativa delle elezioni per il rettorato della Federico II. La prima tornata elettorale è fissata per il 4 ed il 5 giugno. Il primo giorno urne aperte dalle 9.00 alle 19.00. Il secondo dalle 9.00 alle 14.00. De Luca Tamajo ha stabilito anche le date della seconda e della terza tornata elettorale. Del tutto teoriche, perché al momento c’è solo la candidatura del professore Gaetano Manfredi e tutto lascia prevedere che la sera del 5 giugno sarà già proclamato Rettore. In ogni caso, per la seconda tornata elettorale, le date sono l’11 e il 12 giugno. Per il terzo appuntamento, il 18 ed il 19 giugno. Eventuale tornata di ballottaggio, nell’ipotesi che nei prossimi giorni spunti una qualche candidatura alternativa a Manfredi, il 25 ed il 26 giugno. Le operazioni di voto e di scrutinio si terranno nell’aula De Sanctis, presso l’edificio centrale dell’Ateneo, al Corso Umberto I.
Quelle in programma a giugno sono le prime elezioni per il rettorato della Federico II che si svolgono in base al nuovo Statuto, entrato in vigore due anni fa. Disciplina la materia all’articolo 15. La principale novità, rispetto al passato, è la durata del mandato: sei anni invece che quattro. Altra innovazione significativa: il mandato non è rinnovabile. A norma di Statuto, ciascuna votazione per il Rettore è valida se partecipa la metà più uno degli aventi diritto. Nelle prime due votazioni è eletto il candidato che abbia ottenuto la maggioranza assoluta dei voti. Dalla terza votazione in poi è sufficiente la maggioranza semplice. Votano per il Rettore i professori ed i ricercatori a tempo indeterminato, i ricercatori a tempo determinato, i componenti del Consiglio degli Studenti, i rappresentanti del personale tecnico amministrativo e dirigenziale nel Senato Accademico, nel Consiglio di Amministrazione, nei Consigli di Dipartimento, i rappresentanti eletti del personale dell’amministrazione centrale in numero pari al due per cento dei professori e ricercatori con diritto di voto.
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