Ingegneria, migliorano le performance delle matricole ai test

Migliorano le performance dei futuri ingegneri. Lo testimoniano i risultati dei test di autovalutazione che si sono svolti a settembre presso la Facoltà di Ingegneria di Aversa: sono 300 (su 528 partecipanti) i ragazzi che non hanno raggiunto il punteggio minimo previsto dai test e che, quindi, sono obbligati a frequentare i corsi di sostegno di Matematica, contro i 350 dell’anno scorso su 460 presenze ai test. I ragazzi, dunque, arrivano più preparati a questo primo appuntamento con il mondo universitario? “Quest’anno i quiz sono andati un po’ meglio rispetto allo scorso anno… – conferma la prof.ssa Adriana Brancaccio, delegata all’orientamento della Facoltà – Sostanzialmente, penso che gli studenti siano semplicemente più concentrati, anche durante lo svolgimento della prova. Comprendono il meccanismo dei test e si sono già esercitati”. Il corso di sostegno mira a far acquisire alle matricole i concetti della matematica di base, dove spesso i ragazzi presentano importanti lacune. “I corsi di sostegno hanno la durata complessiva di circa settanta, ottanta ore – apprendiamo dal Preside della Facoltà, prof. Michele Di Natale – e sono tenuti da docenti delle scuole medie superiori appositamente selezionati”. L’approccio didattico tiene conto delle criticità della matematica per le matricole. “Non bisogna avvicinarsi a questo insegnamento pensando che si tratti di una materia sterile, fredda… – spiega – Il nostro obiettivo iniziale è proporre uno studio della Matematica che parta dalla Fisica. Sperimenteremo una serie di lezioni-tipo applicando una metodologia che può essere schematizzata in quattro fasi: i docenti presenteranno un problema matematico collegandolo alla realtà; si contestualizza e si storicizza il problema; si passa poi alla formulazione; si finisce con un esercizio di valutazione critica del risultato ottenuto. Passaggio necessario, quest’ultimo, perchè solitamente gli studenti sono abituati a sfornare un risultato, un numero di cui, spesso, però non riescono a capirne appieno il significato”. 
Ingegneria, quest’anno, conta anche un incremento nel numero di immatricolazioni. “Le iscrizioni si chiudono il 5 novembre, quindi non si possono dare dati certi – continua Di Natale – ma, a mio avviso, l’incremento delle iscrizioni ammonta ad una percentuale del 20-25 per cento, distribuita su tutte le aree dell’Ingegneria: elettronica-informatica, aerospaziale-aeromeccanica e civile-ambientale, anche se quest’ultima attira di più”. 
I professori 
del primo anno 
consigliano
I corsi sono cominciati il 14 settembre. Per le matricole è già tempo di darsi da fare. Aule affollate, lezioni da seguire, primi approcci con i docenti… “Chi sceglie una Facoltà come Ingegneria – afferma il prof. Raffaele Toscano, docente di Analisi Matematica I – deve respirare l’aria dell’Università, e ciò significa frequentare assiduamente le lezioni. Il mio corso è seguito da circa duecentocinquanta studenti, almeno per ora…”. Dalla sua esperienza, il prof. Toscano ha ricavato che una delle necessità più forti dei neo-diplomati è quella di avere una guida. “I ragazzi hanno bisogno di essere guidati, anche dopo l’ingresso nell’ambiente accademico”. Con il  programma si parte “da zero, così coloro che hanno carenze vi possono porre rimedio fin da subito, nei limiti del possibile. E poi dedico cinque ore a settimana al ricevimento, perché penso che il rapporto tra docente e discente debba essere costante”. 
Tanti studenti al primo anno, diversa anche la provenienza scolastica: istituti tecnici, licei scientifici e classici. “In linea generale, ciò che accomuna gli studenti è una conoscenza non forte degli strumenti di Ingegneria, e mi riferisco alla parte matematica, ma soprattutto una scarsa capacità logica e di sintesi che è determinante per superare gli esami”, afferma il prof. Alfonso Marino, docente di Economia e Organizzazione aziendale. Il corso, illustra il docente, è articolato in tre parti: “una iniziale che tratta l’organizzazione nelle aziende di produzione, una seconda che si sofferma sulla microeconomia (i costi, i ricavi) e l’ultima che si interessa dell’aspetto aziendale dei bilanci con un ragionamento sulla lettura degli indicatori del bilancio. In aula, facciamo dosi massicce di esercizi, anche perché l’attenzione da parte dei ragazzi non cali”. I consigli che il prof. Marino dispensa fin dal primo giorno: “oltre ad essere presenti alle lezioni, bisogna mettere in pratica un lavoro continuo che sta nel trovare i collegamenti tra i vari argomenti trattati e poi, magari, svolgere test di apprendimento”.
Maddalena Esposito
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