Interscambio e confronto a Lingue e Culture Comparate

Scegliere il Corso di Laurea in Lingue e Culture Comparate perché lo sguardo del mondo intero è sempre più rivolto verso l’Asia, perché vi insegnano docenti motivati e competenti, perché aiuta a formare una cultura multidisciplinare. Sostanzialmente sono questi i tre motivi che hanno ricordato ed elencato dettagliatamente i docenti durante la presentazione del Corso il 26 settembre.
Lingue e Culture Comparate, nato nel 1994 in seno alla Facoltà di Lettere, è sicuramente l’unico Corso in Italia per quantità e qualità d’insegnamenti e per esperienza dei docenti. “L’importanza dei paesi dell’area asiatica – ricorda Donatella Izzo, docente di Lingua e letteratura angloamericana –è aumentata vertiginosamente e quelle lingue che prima erano appannaggio di una cerchia ristretta, oggi sono diventate un fenomeno che attira l’attenzione di una larga fascia di studiosi e teorici.  Con questo Corso si cerca di formare una nuova figura professionale in grado di conoscere la sua cultura di provenienza intesa come area allargata, quindi l’occidente, ma anche esperta di quelle culture che sempre più emergono all’attenzione collettiva”.
Lingue come il persiano, il tibetano, il tigrino, il turco, il cinese o il giapponese accanto alle più classiche lingue europee -francese, inglese, spagnolo-: la gamma di scelte offerte è davvero unica in Italia, anche perché, ricorda ancora la professoressa Izzo, “a differenza dei Corsi di laurea di altre università in cui si punta solo sulla competenza linguistica, il nostro ha una forte connotazione letteraria. Si cerca di formare, attorno alla conoscenza linguistica, la conoscenza della cultura di un popolo, e uno strumento per farlo è anche la letteratura insieme a tante materie collaterali”. 
Partecipare in maniera attiva alla vita dell’università, ai seminari, agli incontri, promuovere dibattiti in aula sono i consigli maggiormente profferti dai docenti, che tentano in questo modo di stimolare la curiosità intellettuale degli studenti per far sì che si creino degli scambi di informazioni e di studi.
“E’ un CdL nato da una forte volontà di interscambio e di confronto – sottolinea Michele Bernardini, docente di Lingua e letteratura persiana -ed è importante che questo avvenga anche nel rapporto studenti-docenti. Io amo molto le contestazioni e sono pronto a trattare tutti gli argomenti che i ragazzi mi vorranno sottoporre. Dobbiamo essere un corso vivo, dobbiamo ragionare insieme”. A questo proposito, sono state attivate diverse attività extracurriculari e convenzioni. Attivo da un anno, il ‘Seminario interdisciplinare in culture comparate’ si occupa di questioni trasversali rispetto alle singole discipline ed è quindi aperto a tutti gli studenti delle varie lingue. Di prossimo inizio, invece, il ‘Seminario di avviamento alla metodologia della ricerca’ organizzato dal professor Bernardini, durante il quale si cercherà di fornire gli strumenti per diventare ricercatori, per tradurre un manoscritto, fare delle recensioni e anche per capire come si svolge un lavoro di tesi. Ancora, sono attive convenzioni con il British Council -gli studenti che sostenendo l’esame d’inglese possono contemporaneamente ottenere il certificato IELTS per i corsi d’inglese all’estero- e con il Goethe Istitute.
“E’ un Corso abbastanza faticoso – confessa la professoressa Izzo davanti alla platea di un centinaio di studenti- Nel giro di tre mesi gli studenti si accorgono che non è facile dominare bene una lingua straniera così lontana dalla nostra. Tutto dipende dal grado di motivazione e d’interesse che voi metterete negli studi” e, aggiunge la professoressa Carolina Miglio, docente di Lingua e letteratura tedesca: “è importante impegnarsi nelle attività extracurriculari perché è essenziale sviluppare una capacità comparativistica e avere una visione orizzontale di questo studio. Noi stiamo cercando di mettere sul sito internet www.usad.it tutto il materiale e gli avvisi per rendervi più facile organizzarvi”.  
Per chi affronta questo studio con impegno e dedizione c’è da dire, però che i risultati non mancano se, come racconta Donatella Izzo con orgoglio, una giovane laureata adesso insegna alla prestigiosissima università di Harward.
“Non scegliete solo il classico accoppiamento inglese-cinese o inglese-giapponese – consiglia ancora il professor Bernardini – Anche lingue come il tibetano o il turco possono dare possibilità d’impiego”.
E per chi decide di continuare con la Specialistica sarà possibile portare avanti entrambe le lingue scelte nel triennio. “La specialistica – continua Izzo –permette di conservare entrambe le lingue con lo stesso peso e inoltre ha sempre una forte connotazione letteraria”.
Nonostante l’impegno di questo magnifico gruppo di docenti, sempre presenti e disponibili, non mancano le lamentele degli studenti. “Si parla alle matricole di un mondo idilliaco che non esiste – contesta Clementina, neo laureata – Non tutti i docenti sono così gentili e disponibili, ma solo quelli presenti oggi. Inoltre, non è così facile partecipare alle attività extracurriculari per l’accavallarsi degli orari”.
Così mentre gli studenti appena iscritti sono entusiasti e pronti ad iniziare la loro carriera universitaria nel migliore dei modi, gli studenti in corso sono un po’ più disillusi.
“Credo che tutto dipenda dal numero di studenti che frequentano un corso – spiega Anita, laureata ed appena iscritta alla specialistica – Nei corsi molto affollati, come inglese ad esempio, i professori sono più distaccati ed introvabili, invece con i docenti di lingue poco gettonate si può anche creare un rapporto personale molto bello”. La disorganizzazione cronica dell’ateneo sembra infatti trovare la sua controparte in una familiarità e cameratismo tra studenti e alcuni docenti difficili da trovare in altre realtà. 
“Siamo rimasti molto colpiti dalla presentazione – spiegano Luigi e Fabio, matricole – e soprattutto dal modo in cui i docenti hanno presentato il Corso”.
“Ci aspettavamo qualcosa di diverso – aggiunge, invece, Giovanna, diplomata al liceo linguistico – Ero venuta per avere informazioni e invece hanno parlato molto in generale. Sono comunque interessata al Corso per lo studio del cinese che penso mi possa aprire diverse strade”. 
Valentina Orellana
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