Johnson&Johnson incontra gli studenti “Al colloquio portate il vostro percorso e la vostra persona”

Imperdibile opportunità per gli studenti della Scuola Politecnica e delle Scienze di base di incontrare e confrontarsi con alcuni rappresentanti dell’azienda farmaceutica Janssen, oggi in prima linea contro la diffusione del COVID-19 con la produzione del vaccino Johnson&Johnson. Ad essere stati coinvolti nell’incontro, lo scorso 19 maggio sulla piattaforma Teams, un gruppo di lavoratori dello stabilimento J&J di Latina e circa 170 studenti, afferenti ai Corsi di studio in Ingegneria Chimica, Ingegneria dei Materiali, Biotecnologie Molecolari e Industriali, Scienze Chimiche e Scienze e Tecnologie della Chimica Industriale. Tutti gli studenti di questi indirizzi rientrano infatti nei potenziali interessati ad una posizione all’interno dell’azienda. Questo perché, spiega Riccardo Aielli, recruiter di Janssen, “il nostro approccio è multidisciplinare e non è quindi possibile associare ogni laurea a una specifica posizione. L’unico obiettivo dell’azienda è aiutare le persone, in ogni luogo, a vivere delle vite più lunghe, sane e felici. Lo ricordo prima di ogni processo di recruiting perché è una missione collettiva, a prescindere dalla funzione che si andrà a ricoprire in azienda”.
Attraverso un tour virtuale dei vari laboratori, moderni e altamente tecnologici, i partecipanti all’incontro online sono stati condotti all’interno dello stabilimento laziale. Sottolinea Chiara Baronti, Manager del Quality Assurance dello stabilimento: “Latina è una realtà internazionale che serve cento Paesi in tutto il mondo, supporta sei diverse aree terapeutiche. Negli anni, il nostro stabilimento ha investito sull’innovazione farmacologica e tecnologica. Sono stati fatti enormi investimenti in termini di innovazione e digitalizzazione. Si tratta di uno stabilimento di lancio di nuovi prodotti e sono 770 le persone ad oggi impiegate, di cui il 47% donne”. Caratteristica distintiva dell’azienda è l’approccio multidisciplinare alle diverse fasi di produzione, tutte intrinsecamente legate l’una all’altra, e multidisciplinarità è la parola che meglio descrive il carattere connaturato dei diversi percorsi accademici a cui afferiscono i partecipanti all’evento.
Far parte di una multinazionale come Janssen offre ai collaboratori la possibilità di crescere in un contesto lavorativo internazionale, come racconta Remo Simonetti, Scientist dell’azienda: “lavoro con un gruppo di persone a servizio di più siti di manifattura nel mondo, abbracciando tutto il processo di produzione. L’obiettivo è far sì che i siti possano sempre di più utilizzare nuove tecniche di lavorazione per ottenere più pezzi nel minor tempo possibile”. Tra le figure principalmente coinvolte nella produzione farmaceutica ci sono anche professionisti come Alessandra Balena, laureata in Chimica e Tecnologie Farmaceutiche. Oggi è responsabile delle attività analitiche per il controllo in produzione e racconta agli studenti: “ho cambiato diversi incarichi e oggi sono supervisore del laboratorio microbiologico, il quale deve garantire che il farmaco corrisponda a determinati criteri di qualità prima del rilascio in commercio. Questo settore lavorativo permette di muoversi tra le diverse aree di lavoro. Io, ad esempio, pur senza un background accademico in microbiologia, oggi lavoro proprio in questa sezione”.
Come si può iniziare a lavorare con Janssen? Aielli condivide alcuni importanti consigli con gli studenti. Prima di tutto, redigere un curriculum vitae ottimale vuol dire tenere attentamente conto della posizione per cui ci si sta candidando: “per essere scelti bisogna fare riferimento all’opportunità. Non esiste una lista di soft skills valide per tutte le posizioni. Le funzioni di lavoro sono molto diverse, e di conseguenza anche le capacità che verranno testate e richieste”. In particolare, sottolinea il recruiter, ci si deve ricordare che durante la candidatura il riferimento è sempre il lavoro per cui ci si candida, prima ancora dell’azienda per cui lo si svolgerà. Sono attualmente disponibili per gli studenti alcuni posti per Internship in azienda, stage extracurriculari indirizzati a neolaureati e laureandi, anche Triennali, senza esperienza lavorativa. L’internship fa parte della formazione: “può essere ottimo richiamare un progetto o un esame curriculare sostenuto nel proprio percorso di studio, ma non è una prerogativa. Anche l’inglese si inserisce in questo discorso, perché è un requisito fondamentale, ma non diamo un peso maggiore ad una laurea in inglese piuttosto che in italiano”. Arriva, inoltre, la rassicurazione per gli studenti che non hanno avuto alcuna esperienza di lavoro, in quanto “la preparazione teorica non deve essere vista come limitante o inferiore rispetto all’esperienza pratica. Durante il colloquio si parla del vostro background tecnico-accademico e non esperienziale. È importante sapere, conoscere. È poi molto utile, nel momento in cui ci si rendesse conto di avere qualche lacuna, recuperare e approfondire privatamente su alcuni argomenti. Voi al colloquio portate il vostro percorso e la vostra persona. Se parliamo di early talent, come nel vostro caso, l’esperienza non è tutto”, tranquillizza Aielli.
Agnese Salemi
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