La disciplina richiede “esercizio e capacità di autovalutazione”

Il diverso approccio, di tipo probabilistico e non più deterministico, rappresenta la difficoltà maggiore per gli studenti che affrontano Trasmissione Numerica e, più in generale, le discipline del settore delle Telecomunicazioni. È questa l’opinione del prof. Mario Tanda, docente presso il Corso di Laurea di Informatica. “L’informazione è tanto più forte, quanto più lo è la sua natura aleatoria, perché si ricavano maggiori informazioni da un dato inaspettato”, sottolinea il docente, ponendo l’accento sul carattere metodologico della disciplina, fondata su basi matematiche molto complesse. “In Teoria dei Segnali, gli studenti imparano a ragionare su sistemi con una o due variabili aleatorie. In Trasmissione Numerica, queste diventano un’intera ennupla. Un salto in avanti, che richiede esercizio e capacità di autovalutazione. Dico sempre ai ragazzi che si diventa davvero bravi solo quando si è in grado di svolgere un esercizio in più modi, con la consapevolezza di averlo svolto correttamente. Per lo stesso motivo, solo alcuni miei esercizi hanno la soluzione”. 
Il corso insegna le differenze fra un sistema a trasmissione analogica ed uno a trasmissione numerica, che ne consente una vera e propria rigenerazione. “Rispetto ad un flusso indistinto di dati, un segnale di tipo numerico, in una certa cadenza spaziale, riproduce una determinata funzione d’onda, a cui si associa un numero (0 oppure 1), in corrispondenza del quale il segnale viene ripulito da ogni rumore”. Anche così, però, non si riescono ad evitare gli errori di decisione; l’obiettivo è avere una probabilità di eventi compatibile con l’errore imposto da vincoli di banda e di potenza nella trasmissione, per progettare trasmettitori e ricevitori con il minore rumore e le minori distorsioni possibili. “Non è semplice, perché anche un cavo è un elemento che introduce rumore. Un segnale debole può andare bene per un satellite in orbita intorno alla terra, con temperature vicine allo zero assoluto, ma in condizioni di agitazione termica più elevata il segnale non può essere troppo debole”. Per tanti fattori di cui tener conto, Trasmissione Numerica rappresenta uno degli insegnamenti più ostici, “essenzialmente per due ragioni: ha un contenuto metodologico molto forte con una parte relativa ai processi aleatori assente in altri insegnamenti, e nel prosieguo specialistico, a meno di scelte particolari, questi strumenti non sono richiesti”. E gli studenti tendono a rimandarlo. Un errore da evitare per il docente, perché “si arriva stanchi, magari in concomitanza con il tirocinio, ad affrontare contenuti complessi”.
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