La lunga giornata degli studenti tra corsi e laboratori

Gli iscritti a Farmacia e CTF hanno cominciato a familiarizzare con le materie del II semestre. Tra una lezione e l’altra si affollano nel corridoio dell’aulario e alzano lo sguardo verso lo schermo informativo per controllare che orari e aule siano rimasti invariati. “Le materie del secondo ciclo sono più stimolanti. Le spiegazioni sono chiarissime anche se a volte i professori danno qualche conoscenza per scontata, per esempio in Scienze Biologiche – afferma Roberto, uno studente del I anno che ha all’attivo gli esami di Chimica e Fisica – In aula si lavora bene. Quando abbiamo dubbi chiediamo di tornare sull’argomento. Per adesso studiamo sugli appunti, non abbiamo ancora acquistato i libri di testo”. “L’organizzazione è ottima. I docenti sono precisi. E’ raro che vengano spostate le date di esami e lezioni”, sostiene Casimiro, studente del III anno. “I professori sono corretti, li trovi sempre nei loro studi durante l’orario di ricevimento – conferma Francesca – Ho amici iscritti ad altre Facoltà che vanno a fare gli esami non sapendo neppure in quale aula recarsi. Da noi basta consultare il sito o guardare lo schermo all’ingresso. Prenotiamo gli esami via internet ma possiamo farlo anche in segreteria. Il personale è molto disponibile”.
Neo della Facoltà è l’insufficienza di aule studio: “Per ripetere o te ne vai a casa o ti attrezzi nel giardino – afferma Giada, studentessa del IV anno – La biblioteca va bene per studiare da solo ma non per confrontarti con gli altri, per esempio sugli esercizi di chimica. Lì è proibito fiatare”.
Nonostante funzioni tutto a dovere, è difficile rimanere in regola con gli esami. “Abbiamo perso un po’ di tempo – raccontano Marcello e Giovanni, che si laureeranno rispettivamente a luglio ed a ottobre, entrambi fuori corso – Diciamo che quasi tutte le ragazze sono in corso, loro sono più diligenti, più dedite allo studio. Passano più tempo sui libri. Però da noi si finisce al massimo con uno o due anni di ritardo”. “Non faccio parte delle ragazze secchione – sottolinea Grazia, iscritta al IV anno di Farmacia – Nella mia carriera ho provato almeno due volte ogni esame, soprattutto quelli del III e IV anno. Devi superare la prova finale del laboratorio, la prova scritta e quella orale e se una delle tre non ti va bene devi rifare tutto da capo, seguire di nuovo il corso sei mesi dopo. Questo è il motivo per cui molti rimangono indietro. Io ho una situazione un po’ sgangherata ma c’è chi sta peggio di me”.
E’ la riduzione degli appelli da 4 a 3 per sessione a non piacere agli studenti. “La diminuzione degli appelli ci costringe a concentrare gli esami in un tempo minore – sostiene Agata – Devi seguire tutti i corsi e dare gli esami a raffica. Tra scritti e orali ti trovi a studiare più materie contemporaneamente, proprio come si faceva al liceo. Io preferirei concentrarmi su un esame alla volta”. “Nella scorsa sessione la prima data è stata fissata subito dopo la Befana e l’ultima il 18 febbraio. C’erano ancora 10 giorni utili!”, afferma Giada, confidando che con l’entrata in vigore della soppressione di due appelli, essi vengano distribuiti meglio all’interno delle sessioni – L’ideale sarebbe che ve ne fosse uno a inizio giugno, uno a cavallo tra giugno e luglio ed uno a fine luglio. Non fa niente che le date delle varie materie si accavallano”. 
Una novità molto apprezzata è stata lo spostamento a fine settembre dell’ultimo appello estivo: “E’ una cosa positivissima perché perlomeno ti fai le vacanze in santa pace”. Giada racconta che i professori fanno il possibile per andare incontro alle esigenze degli studenti: “Alcuni di loro, se un gruppo nutrito di studenti chiede lo spostamento di una data d’esame, accettano di modificarla, altri no”.
Stimolanti le attività in laboratorio
La vita degli studenti ha tempi serrati: ci sono corsi dalle 9 del mattino sino al primo pomeriggio e poi si prosegue con i laboratori, che sono le attività più apprezzate. “In laboratorio mettiamo in pratica le cose che abbiamo già studiato, per esempio la titolazione – racconta Luca, iscritto al IV anno – Impariamo cose molto lontane da quelle che faremo in futuro in un laboratorio industriale. Ci danno una panoramica generale perciò non ho chiaro il campo in cui mi piacerebbe lavorare”. Anche per Agata, studentessa del IV anno, la parte più stimolante dei corsi è costituita dalle attività di laboratorio: “Sono molto piacevoli ma dipende sempre da chi ti segue. Di solito è un compito degli assistenti. All’esame alcuni di loro sono intransigenti. E’ molto meglio se capiti coi professori. Sono più comprensivi, ti mettono più a tuo agio, cercano di farti ragionare, di portarti per mano alla risposta”.
Nel laboratorio di Chimica analitica e galenica, Casimiro ha analizzato diversi tipi di acqua e constatato la quantità di acido acetilsalicidico contenuta nell’aspirina: “Ognuno ha il proprio banco e i propri attrezzi. Siamo divisi in otto gruppi da 25 studenti. La professoressa spiega alla cattedra e noi dobbiamo mettere in pratica quello che dice”. Lo studente sta seguendo alcuni corsi del II anno e alcuni esami a scelta del III: “Il laboratorio di Galenica è molto utile mentre il corso di Marketing può servire solo a coloro che hanno una farmacia propria. Non è il mio caso ma l’ho scelto perché è tra i più semplici”. L’esame  in cui ha imparato di più è stato Anatomia: “Ci butti il sangue ma è interessante. Il mio incubo è Chimica Organica: l’ho già provato cinque volte, ritenterò a giugno. Non riesco ad applicare le formule, a scrivere le reazioni corrette negli esercizi di sintesi. Il corso non prevede le attività di laboratorio ed è più complicato ipotizzare le reazioni su carta”. Secondo Vittoria, iscritta al IV anno, gli esami più impegnativi sono Fisiologia e Anatomia: “Danno solo 5 crediti nonostante abbiano programmi molto vasti. I corsi più belli sono stati quelli di Chimica Organica I e II. Sono gli esami più tosti ma a volte in quelli più difficili finisci per avere i voti migliori”. “Gli esami sono quello che sono ma se studi non ci sono troppe difficoltà – aggiunge Marcello, laureando in CTF – Gli iscritti a Farmacia hanno alcuni programmi ridotti, per esempio Farmaceutica II, anche se il professore è lo stesso”. L’esame che Grazia ricorda con più piacere è Farmacognosia: “A prepararlo ci ho messo due settimane. Ho avuto una botta di fortuna”. “Io, invece, l’ho fatto quattro volte e quando finalmente l’ho superato ho pensato che mi ero finalmente avvicinata alla Laurea”, ribatte Agata. Tra gli esami che le due ragazze devono ancora sostenere il più temuto è Chimica analitica II. “Un esame che ringrazio il cielo di aver superato è Biochimica I – racconta Giada – Il programma non finisce mai. All’orale venivano bocciati anche coloro che avevano avuto 30 allo scritto. L’esame che rifarei con piacere è Farmacologia e Farmacoterapia col prof. Armando Ialenti”. “Il programma di Chimica Farmaceutica I è ampio ma il prof. Giuseppe Caliendo spiega bene, è molto preparato e all’esame pretende il giusto – è il parere di Walter, iscritto al III anno – I primi due anni facevo gli esami in 15 giorni. Ora mi occorrono almeno tre mesi”. Tutti gli studenti concordano sul fatto che i due esami fondamentali sono quelli di Chimica Organica: “Lì impari i meccanismi di reazione che trovi poi in tutte le altre discipline. Se li capisci bene, sei già a buon punto”.
Marcello è ormai a pochi passi dalla Laurea e del suo corso di studi dice: “CTF è una scelta che rifarei”. Gli esami che gli sono rimasti nel cuore sono Chimica Fisica e Farmaceutica II: “I professori Carlo Di Lauro e Ettore Novellino sono molto preparati ma anche bravi a spiegare. L’esame più tosto è stato Biochimica II ma per mia colpa, non avevo studiato abbastanza. La difficoltà delle prove è sempre soggettiva. Io, per esempio, ho trovato complicato l’esame di Fisica del I anno, non avevo avuto buone basi alle superiori”. Lo scopo di Agata è finire gli studi il prima possibile: “Mi hanno detto che le opportunità di lavoro ci sono ma non è semplice scegliere la strada giusta. Se non avrò alternativa, andrò all’estero. Per adesso il mio problema è accumulare abbastanza crediti da passare all’anno successivo per evitare di pagare più tasse. Sono cambiati i parametri e all’improvviso mi sono trovata nella 14º fascia”. Chiari sono i progetti di Giovanni dopo la Laurea in CTF: “Nella migliore delle ipotesi lavorerò in un’industria farmaceutica, altrimenti farò  il farmacista. A Napoli non c’è lavoro, sono pronto a partire per il Nord”. Giada si dice pentita di essersi iscritta a Farmacia: “Sarebbe stato meglio prendere una delle Lauree triennali delle Professioni sanitarie, una di quelle che ti consente di entrare immediatamente nel mondo del lavoro. Col numero aperto a Farmacia si è saturato il mercato. Ora gli sbocchi sono diminuiti”. La studentessa si rammarica di non possedere una farmacia di famiglia: “Sto pensando di diventare informatrice però credo che un’esperienza in farmacia sia comunque necessaria. Sono pronta a emigrare pur di fare un po’ di pratica. Già mi vedo al banco di una farmacia di un paesino sperduto tra le montagne. Ma magari vinco il superenalotto e apro una farmacia tutta mia”.
Manuela Pitterà
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