La prof.ssa Paola Villani neo Direttore del Dipartimento di Scienze Umanistiche

C’è un nuovo Direttore per il Dipartimento di Scienze Umanistiche. È la professoressa Paola Villani. Classe 1973, laureata con lode in Lettere Classiche all’Università Federico II e dottore di ricerca in Italianistica presso lo stesso Ateneo, la docente si è specializzata in Italia e all’estero. Ricercatrice di Letteratura italiana presso l’Università di Viterbo, dal 2006 si è trasferita a lavorare all’Università Suor Orsola Benincasa. Professore associato e quindi professore ordinario di Letteratura italiana contemporanea, ha ricoperto nell’Ateneo dove tuttora insegna diversi incarichi accademici. È stata, in particolare, Presidente del Corso di Laurea di Turismo, poi delegata dal Rettore al servizio di orientamento di ateneo, quindi componente del Collegio di Dottorato di Ricerca. Unica candidata nel ruolo di Direttore del Dipartimento, è stata eletta praticamente all’unanimità. È entrata in carica il primo novembre.
Professoressa Villani, quando e perché ha deciso di candidarsi?
“Più che di una candidatura si è trattata di una ‘proposta condivisa’ tra il Rettore Lucio d’Alessandro, la Preside uscente Emma Giammattei e soprattutto tra docenti, colleghi che da più parti mi chiedevano di candidarmi. Forse perché in questi anni, anche nel servizio speso per l’Ateneo come delegata all’orientamento, hanno avuto modo di provare il mio entusiasmo e la mia dedizione a una istituzione prestigiosa quanto unica nella quale abbiamo la fortuna di lavorare”.
Quanto durerà il suo mandato?
“Ha durata triennale, rinnovabile solo una volta”.
Ha già alcuni obiettivi in agenda?
“La prima sfida, solo in ordine temporale, è la valutazione, l’ispezione ministeriale della CEV, in programma per il prossimo marzo. Dobbiamo trasformarla in una occasione di crescita e di ulteriore miglioramento dei servizi. La centralità dello studente in quanto persona è infatti da sempre il nostro metodo di lavoro. Lavorerò nel segno della continuità con chi mi ha preceduto, Piero Craveri prima ed Emma Giammattei poi hanno tracciato le linee di sviluppo. Devo solo raccoglierle e farle dialogare con le sfide del contemporaneo. Il colloquio tra diverse discipline e l’apertura delle scienze umane alle nuove tecnologie già vedono il nostro Ateneo all’avanguardia, anche grazie a uno specifico Dottorato. È un tema cruciale, che può ancora declinarsi in specifiche linee di ricerca. Convegni, pubblicazioni, ma anche Master, percorsi di formazione e aggiornamento per docenti e studenti. E deve sempre più tradursi in insegnamenti non-convenzionali, inseriti nei Corsi di Studio Triennali e Magistrali del Dipartimento, Lingue, Beni Culturali, Conservazione e Restauro (penso a discipline come pensiero computazionale, coding, archivi digitali, content manager…)”.
Ora che è Direttore di Dipartimento, manterrà la delega all’Orientamento in Ateneo?
“Rimetto ogni anno la mia delega al Rettore. Deciderà lui se devo mantenerla o se vuole affidarla a un collega. Sono incarichi, non certo cariche”.
Vuol rivolgere un messaggio agli studenti ad inizio mandato?
“Auguro loro innanzitutto buon inizio anno. Sono i protagonisti, sono i primi attori del progetto di crescita. Il Dipartimento è loro. Li chiamo a essere sempre più presenti. Attingendo ai territori della narratologia, li invito a essere non solo lettori ma autori dello storytelling del Dipartimento che ora ci tocca scrivere, costruire, esperire, vivere”.
Fabrizio Geremicca
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