La Seconda Università alla ricerca di un nome

“Carlo III”, “Terra di Lavoro”, “Università di Napoli-Caserta”, sono solo alcuni dei nomi a cui si pensa per una denominazione definitiva alla Seconda Università di Napoli. Il percorso che porterà alla definizione del nuovo nome è partito, per decisione del Rettore Grella e del Senato Accademico. Alla definizione del nome collaboreranno studenti e docenti, attraverso una ampia “fase di ascolto” che coinvolgerà tutte le facoltà e non solo, come auspicano gli stessi Presidi di Facoltà che Ateneapoli ha sentito sull’argomento.
Prof. Vincenzo Maggioni, Preside di Economia propone: “Un nome condiviso dalla comunità scientifica ed ascoltando il territorio. Noi inizieremo subito una fase di ascolto tra studenti e docenti della Facoltà di Economia”.
Prof. Michele Di Natale, Preside di Ingegneria: “Un nome che trovi l’accordo della maggioranza della comunità scientifica della Sun”.
Prof. Alida Labella, Preside di Psicologia: “Necessaria l’integrazione con il territorio. Proporrei un nome breve e facilmente riconducibile al territorio. Carlo III mi sembrerebbe quello che può essere di più facile presa”.
Prof. Benedetto Di Blasio, Preside di Scienze Ambientali: “Il nome è una scelta importante. E dopo non si torna indietro. Dunque va pensato con calma, anche perché abbiamo un numero limitato di riferimenti storici locali a cui attingere. In Italia ci sono solo tre atenei con una collocazione limitata ad una sola provincia. L’aggettivo Seconda Università dovrebbe però scomparire, a mio modo di vedere. Al momento potremmo anche tenerci quello attuale, però a breve, anche tenendo conto della nascita del Policlinico andrebbe trovato il nome definitivo. C’è la necessità di una scelta, ma per ora siamo ancora lontani da una scelta condivisa. È importante però, che sia partita la discussione per una soluzione”.
Rossi: “un nome che
non disperda le radici”
Prof. Francesco Rossi, Preside di Medicina: “Cancellare del tutto il nome Napoli? Non so, fa parte della nostra storia, di quella della più antica facoltà di Medicina partenopea”. “Da noi i Dipartimenti stanno inviando pareri e delibere anche scritte, – su mia richiesta – orientamenti e proposte”. “Penso ci voglia una adeguata riflessione. Secondo me l’orientamento sarà di cambiare nome, di legarci di più al territorio, ma senza perdere del tutto il legame con la identità anagrafica”. “Andrebbe bene un nome che tenga conto del nostro atto costitutivo: la direttrice Napoli-Caserta”. 
Prof. Stefania Gigli Quilici, Preside di Lettere: “Sta crescendo l’orgoglio fra i colleghi di essere parte di quest’ateneo. Sarei dunque favorevole ad un nome che sia sentito, che ci identifichi e che sia condiviso”.
Prof. Cettina Lenza, Preside di Architettura: “Faremo consultazioni interne fra le facoltà. Perché il nome stavolta si sceglie, non ci sarà imposto. Storia e radicamento con il territorio potrebbero essere delle valide indicazioni”.
Prof. Gian Maria Piccinelli; Preside della Facoltà di Studi Politici e per l’Alta Formazione Europea “Jean Monnet”: “Abbiamo messo in moto questa fase di ridenominazione dell’ateneo, secondo molti opportuna. Personalmente sono molto cauto, anche nella scelta del nome. Ho sempre detto che il territorio deve dare una scelta chiara, e finora invece ha sonnecchiato. Non credo che l’aggettivo ‘Seconda’, nel nome attuale dell’ateneo, significhi seconda  a qualcuno; credo invece che la Sun la sua identità se la sia creata in tutti questi anni con un fitto lavoro sul campo e le tante iniziative realizzate” – del resto lui la sua scelta l’ha fatta, anche trasferendosi abitativamente da Roma a Napoli, è più che un investimento il suo. “Oltre al nome dobbiamo continuare a mantenere e moltiplicare le tante belle cose che abbiamo fatto”. Una preoccupazione che sa molto di analisi di marketing: “ci hanno conosciuto con un nome, Seconda Università di Napoli, lo abbiamo pubblicizzato per oltre un decennio, forse sarebbe meglio non perderlo del tutto”. “Comunque, che sia un nome condiviso, con una risposta del territorio, anche che ci anticipi su questa definizione, perché no, e soprattutto ci riconosca come parte forte di esso e non come di un corpo estraneo. Che capisca che l’ateneo è una presenza forte che contribuisce alla sua crescita”.
Prof. Lorenzo Chieffi, Preside di Giurisprudenza. “Siamo ancora in una fase di riflessione ma ci stiamo attivando. Come Facoltà, pensavamo di avviare un sondaggio fra studenti e docenti, a partire dal prossimo Consiglio che si terrà a fine marzo, probabilmente anche un questionario su cui indicare eventuali nomi”. La sua idea: “il nome è cosa importante, è come rinascere da capo. La mia idea era quella di individuare il nome di un personaggio storico neutro, con l’aggiunta di Polo aversano, Polo di Napoli, Polo di Caserta, Polo di Capua, Polo Sanmaritano. Ma non so se a livello ministeriale questo sia possibile”. Università della Campania, Campania Felix, Università metropolitana, Università Carlo III di Borbone, alcuni dei nomi ipotizzati: “sarebbe meglio se si riuscisse in una sintesi tra Napoli e Caserta, in modo da comprendere l’intero territorio su cui insistono le diverse sedi”.
 Il nome definitivo, è parere diffuso, dovrebbe uscire entro l’estate.  
Paolo Iannotti
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