La storia di Enrico Cappello, ex rappresentante degli studenti, oggi chirurgo vascolare

Una passione profonda per la Medicina, un’esperienza forte di associazionismo e di partecipazione attiva alla vita universitaria. Enrico Cappello, 31enne, originario di Vairano Scalo, laureato 6 anni fa con il massimo dei voti e la lode, oggi chirurgo vascolare (è titolare di due studi privati), racconta la sua vivace avventura da studente nella Facoltà della Seconda Università. E comincia dall’inizio. “I miei genitori non volevano nemmeno che studiassi Medicina, – ricorda– ma diventare medico era il mio sogno nel cassetto. Così ho affrontato i test d’ammissione e li ho superati”. Poi l’avvio degli studi “estremamente complessi, anche relativamente al rispetto dei  tempi accademici”. La sua giornata tipo: “seguivo i corsi ogni mattina; nel pomeriggio, poi, studiavo e mi occupavo di altri impegni”. Sottolinea: “ la Medicina non è come la Matematica, dove ad ogni problema corrisponde un risultato, quindi è indispensabile il confronto. In campo medico, ogni tematica può prevedere mille risultati, solo confrontandosi con persone esperte si può intraprendere la strada giusta. E devo dire che, alla Sun, è stato sempre possibile confrontarsi con i docenti, approfondire gli argomenti più importanti”. 
Durante il periodo universitario, Enrico non ha solo studiato. “Sono stato rappresentante degli studenti per quattro anni e poi sono stato Presidente del SISM, il Segretariato Italiano Studenti Medicina”. Continuamente impegnato nell’organizzazione di scambi con altre sedi universitarie e di iniziative curate dall’Associazione, ha anche trovato il tempo per mantenersi con qualche lavoretto stagionale “come istruttore di nuoto e assistente bagnanti”. Insomma, una vita pienissima. Un’esperienza che gli è rimasta impressa: “grazie al SISM, ho trascorso un mese a Calcutta, in India, lavorando in un ospedale da campo. Lì svolgevo attività anche molto semplici, come fare medicazioni, curare infezioni che, seppur elementari, spesso portavano al decesso. È stata un’esperienza d’impatto. Il responsabile di questo ospedale, un medico originario di Calcutta, ha poi partecipato a vari congressi, organizzati dal SISM, presso la nostra Facoltà”. Dopo la laurea “ho lavorato per un periodo nel pronto soccorso dell’ospedale di Acerra. E’ stato un periodo estremamente formativo, durante il quale ho svolto anche attività per le quali ritenevo di non pronto. E poi c’è da dire che la professione del medico non è affatto rilassante, e in un pronto soccorso lo è ancora di meno”. Dopo questo primo impatto col mondo lavorativo, l’iscrizione alla Scuola di Specializzazione in Chirurgia vascolare, sempre presso la Sun, di durata quinquennale e a numero chiuso. 
Il medico, avverte, non finisce mai di studiare: “le materie si evolvono giorno dopo giorno, per cui è necessario essere sempre aggiornati”.
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