Laureati con un buon voto ed in corso, i requisiti per l’assunzione in McKinsey

“Aiutare i nostri clienti a realizzare miglioramenti duraturi e riuscire ad attrarre, formare e trattenere persone di grande talento”. Questo, il motto di una delle più grandi aziende di consulenza di impresa presenti nel nostro paese. Questo, il messaggio che la McKinsey & Company ha voluto rivolgere agli studenti di Ingegneria durante il primo ciclo di incontri tra le realtà aziendali e l’Università. L’iniziativa, svoltasi il 10 novembre nell’Aula Magna “Leopoldo Massimilla”, è stata promossa, oltre che dall’Ateneo Federico II e dalla Facoltà di Ingegneria, anche dal gruppo STIGE, l’Associazione degli Studenti di Ingegneria Gestionale, da sempre attenta alle difficili tematiche lavorative presenti in tutto il territorio campano. L’incontro ha offerto la possibilità, alle decine e decine di studenti presenti, di confrontarsi con una realtà aziendale da anni consolidata a livello internazionale e di ricevere preziosi consigli su come affrontare con successo un colloquio di lavoro. Un’equipe di consulenti e di manager, infatti, per circa tre ore ha intrattenuto laureati e non, spiegando cosa vuol dire lavorare per un brand prestigioso e quali sono le competenze richieste. “Negli ultimi anni siamo arrivati ai primissimi posti per qualità e competenza dei nostri lavori e dei nostri progetti. Questi risultati sono il frutto della grande professionalità di tutti coloro che operano nella nostra azienda. Ecco perché siamo in continua crescita ed ecco perché siamo sempre alla continua ricerca di giovani brillanti da inserire nei nostri organici”, commenta l’ing. Massimiliano Sodano, Senior Associate del gruppo, laureato proprio alla Facoltà di Ingegneria di Napoli.
La compagnia di origine americana (la sede principale è situata a New York) rappresenta la principale società di consulenza strategica rivolta all’Alta Direzione internazionale ed oggi è presente su gran parte del territorio mondiale, vantando oltre 88 sedi sparse in 44 paesi e impiegando quasi 6.800 consulenti, dei quali circa 900 sono partner. “Entrare a far parte del Gruppo McKinsey vuol dire far parte di una grande famiglia che ti aiuta in ogni fase della tua crescita professionale”, ha proseguito Claudia Morra, business analyst dell’azienda. “Siamo tra i pochi in Europa a garantire ai nostri nuovi assunti una carriera sempre in continua crescita, dalla fase di stage, possibile anche per i non laureati, fino al ruolo di manager o, addirittura, di partner del gruppo. Una delle nostre principali caratteristiche, infatti, consiste proprio nell’affiancare i futuri lavoratori e di consentir loro una concreta e, relativamente, rapida crescita professionale. Il nostro gruppo è il solo a garantire, dopo i primi due anni di lavoro, la possibilità di sostenere all’estero l’MBA, il famoso Master in Business Amministration. Una qualifica che consentirà, a tutti coloro che lo sosterranno, di scalare di anno in anno i vertici della nostra azienda”. Ma quali sono i requisiti fondamentali per far parte di questo gruppo? “La nostra azienda è sempre alla ricerca di giovani e brillanti neo-laureati, specie nel settore economico ed ingegneristico”, ha detto Sodano. “Laureati che sappiano garantire sin da subito un elevato tasso di affidabilità e che, soprattutto, oltre al brillante curriculum di studi, abbiano già dimostrato, in base a precedenti esperienze lavorative, di trovarsi a loro agio nel settore della consulenza e del problem solving”. “Certo, uno dei requisiti fondamentali – ha proseguito la dott.ssa Maura Nespoli, recruiting administrator del gruppo – è che i nostri candidati, oltre ad un buon voto di laurea, abbiano conseguito il titolo di studi nei tempi previsti dal piano di studi. Verranno comunque prese in considerazione candidature di laureati con un anno di fuoricorso, ma non di più. So che può sembrare un fatto discriminatorio, ma il nostro intento è quello di garantire un ingresso in azienda intorno ai 25-26 anni”. Proprio l’argomento assunzioni è stato quello che ha attratto maggiormente l’attenzione degli studenti. Come si compila un curriculum, cosa scrivere e cosa non scrivere. Come avvengono i colloqui, il modo di vestire, ecc. Tanti sono stati i consigli offerti dalla delegazione di professionisti della McKinsey, così come tante sono state le domande e le curiosità richieste dagli studenti. La domanda più gettonata è stata quella sulle modalità di assunzione, su cosa vertono i test di selezione, quali sono le domande più frequenti che potrebbero capitare in un successivo colloquio, ecc. Anche in questo caso, la dott.ssa Nespoli è stata abbastanza chiara: “Dopo aver inviato il proprio curriculum, il candidato verrà contattato dall’azienda entro 15 giorni. Stabilito il primo contatto, si fissa la data per i test di selezione. Test che generalmente si suddividono in 34 domande a risposta multipla, in cui si dovranno analizzare diversi processi di problem solving. Superati i test, il candidato si appresta al rush finale, quello del colloquio con uno dei manager dell’azienda, in cui, oltre a discutere del proprio curriculum, verrà anche messo dinanzi ad un classico caso aziendale e dovrà, in circa 30 minuti, stabilire una procedura chiara ed efficace per risolverlo. Passata anche questa fase, potrete dire di essere entrati a far parte della nostra famiglia”. Una spiegazione che ha lasciato un po’ sbigottiti i tanti studenti presenti, divisi tra il fascino di una realtà leader del mondo lavorativo e la evidente difficoltà di farvi parte. Ha detto Davide Cipolletta, ingegnere gestionale: “si può essere d’accordo sui metodi di selezione relativi ai test o ai colloqui, ma sbarrare la strada a chi, per un motivo o per un altro, non è riuscito a terminare in tempo i suoi studi, credo sia assurdo, specie per facoltà toste come la nostra”.  Differente, invece, il commento di Edo Decolli, ingegnere informatico: “credo che per operare in un contesto internazionale, così come fa questa azienda, ci sia bisogno di una forte selezione, sia nella scelta del cliente da affiancare, sia nella scelta delle persone da inserire. Conosco la McKinsey dai tempi del primo job meeting fatto e spero di essere contattato nel più breve tempo possibile”. Positivo, ma con qualche riserva, anche il commento di Antonio Divendi che ha affermato: “Sono contento che la nostra facoltà ci offra la possibilità di conoscere da vicino realtà importanti come la McKinsey. Contento perché parliamo del top del mercato del lavoro e perché parte dei suoi protagonisti aziendali provengono proprio dalla Federico II. Il problema, però, è capire realmente le possibilità di accesso a queste tipologie aziendali, spesso talmente in alto da non prendere in considerazione neo-laureati privi di esperienza. Francamente, la vedo dura”. Commento condiviso dal collega Attanasio Spagnolo che ha aggiunto: “Forse sarebbe meglio che questi incontri avvenissero sia con grandi imprese che con piccole realtà imprenditoriali, dove inserirsi e crescere potrebbe essere più facile”. Prima della chiusura, abbiamo incontrato anche il Presidente dell’Associazione Stige, Emilio Vincenti. “Il nostro obiettivo è sempre stato quello di favorire incontri come questo. Il sud, infatti, vive da sempre una situazione paradossale, in cui la realtà universitaria, anche se ampiamente formativa, manca di strutture che possano mettere in contatto i propri laureati con il mondo del lavoro. Un peccato, anche perché, in tanti anni di ricerche e di contatti con i massimi esponenti del mondo lavorativo, mi è sempre stato riferito che i laureati napoletani e campani sono tra i migliori di tutto il territorio nazionale”.
Gianluca Tantillo 
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