Le domande più gettonate

Collegio pontificale, XII tavole, Ius civile, Diocleziano, le pauli sententiae e gli altri falsi, l’epitome gai, Gaio, Ius honorarium, giurisprudenza dell’età severiana, Codice Gregoriano ed Ermogeniano, parricidio, parafrasi di Teofilo: questi alcuni degli argomenti più richiesti in sede d’esame. La parte relativa alle fonti del diritto romano è  immancabile nelle interrogazioni. Però, suggerisce Claudia Amodio, studentessa al secondo anno, “non basta saper individuare le fonti. All’esame bisogna dimostrare di aver ben presente la linea temporale che intercorre tra i vari imperatori e le diverse emanazioni di editti”. Fondamentale la memorizzazione delle locuzioni latine. “Ogni manuale presenta le sue traduzioni – spiega Elena Basile, matricola – ma, in sede d’esame, le domande sono molto specifiche e, il più delle volte, attraverso l’ausilio del latino. Consiglio vivamente di fare uno sforzo di memorizzazione, ne vale il buon esito della p4rova”. Altri quesiti frequenti sono: senato in epoca monarchica e repubblicana, costituzioni imperiali, damnatio memoriae, il digesto, comizi centuriati, la figura del pretore, leggi romano barbariche, novelle di Giustiniano, editto di Caracalla, il consolato, attività normativa dell’imperatore. “Quasi tutte le domande vertono sulla parte legislativa – sottolinea Mena Scuotto, studentessa al terzo anno – La differenza tra editto e legge, ad esempio, potrebbe costare la bocciatura. La cattedra del prof. Amarelli predilige la lettura delle fonti, brani che si commentano durante la prova per dare una visione più completa del diritto”. “Meglio non sottovalutare la parte speciale”, incalza Antonio, studente al secondo anno. Domande specifiche dalla cattedra della prof.ssa Masi: provocatio ad popolum, struttura della legge comiziale, constitutio antoniana, auctoritas, digesto. “La docente è molto esigente, sottolinea i vari aspetti del diritto romano con ampio riferimento alle fonti”, commenta Giulia, matricola. Meno dettagliate le domande della cattedra del prof. Spagnuolo Vigorita ma il docente, osserva Claudio Marrone, studente al secondo anno, “esige spiegazioni esaustive e brevi. Domande più specifiche possono riguardare la parte speciale, la scelta del saggio comporta quesiti diversi che non sempre si possono prevedere”. Puntare sulla capacità di ragionamento: è quanto si prefigge la cattedra del prof. De Giovanni. “In sede d’esame occorre dimostrare di aver fatto propri gli argomenti su cui si discerne. I riferimenti agli autori latini citati nel manuale rappresentano quel quid in più che fa lievitare il voto”, dice Giuseppe Rispoli, secondo anno.
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