Mario, studente di Lettere, pubblica il suo primo libro

Mario De Simone, 22 anni, iscritto al Corso di Laurea Triennale in Lettere Moderne, pubblica il suo primo romanzo. “Non servono parole”, edito dalla Graus (“una casa editrice che dà molto spazio ai giovani”), racconta “di una amicizia tra due studenti fuorisede che si trasforma in un amore travagliato. Ho cercato di descrivere le emozioni dei due giovani protagonisti che lottano con i problemi di tutti i giorni”, spiega lo scrittore esordiente. La passione per la scrittura l’ha avuta fin da bambino: “sognavo un giorno di pubblicare un libro”. E l’occasione è arrivata. “Ho impiegato circa tre mesi per ideare l’intreccio e per completare la storia. Poi ho iniziato la revisione che è durata da giugno a dicembre. La casa editrice mi ha aiutato molto, sono stato seguito passo dopo passo, e direi che il nostro è stato un vero rapporto di collaborazione!”. Un consiglio per gli aspiranti scrittori: “non bisogna mai scoraggiarsi! Purtroppo le case editrici sono restie nel dare spazio ai giovani, ma sono convinto che se si ha talento prima o poi si viene premiati! Il percorso è in salita ma le soddisfazioni sono molte”. Mario nel suo futuro intravede la strada dell’insegnamento, anche se “al giorno d’oggi è difficilissimo accedere a questo settore. Ma io non mi arrendo! Sto studiando tanto e fino ad ora non ho incontrato grandi difficoltà nel mio percorso universitario. Mi hanno appassionato soprattutto gli esami di letteratura, in particolare quella comparata”. Soddisfatto della sua scelta universitaria, promuove l’organizzazione che considera “nel complesso buona” ma lamenta “le aule spesso non sono adeguate”.
Mario ha tanti interessi: “amo molto lo sport! Anche questa mia passione è però legata alla scrittura. Infatti, collaboro ad un giornale online di sport”.  Lo stile giornalistico è molto diverso da quello impiegato per scrivere un libro: “Mi ha più divertito scrivere ‘Non servono parole’ perché ero libero di esprimere me stesso. Raccontando di giovani studenti, proprio come me, mi sono immedesimato nelle loro emozioni. Quando si scrive per un giornale, invece, ci si deve attenere a delle regole precise e bisogna essere oggettivi”. Progetti per il futuro? “Rincorrere sempre i miei sogni senza perdermi mai d’animo. Continuerò a scrivere! Questo è solo il primo traguardo!”.
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