Medici, infermieri e biotecnologi: stesso problema, approcci diversi

L’Italia ha un popolo con le rughe. Lo dicono “dati ISTAT riferiti al 2017”. Nel dettaglio: “la speranza di vita alla nascita ha raggiunto 80,6 anni per gli uomini e 84,9 per le donne. Oggi un 75enne ha un’aspettativa media di vita di circa 11 anni con implicazioni di gestione sociale e sanitaria non indifferente”. L’invecchiamento è un tema caldo del mondo salute. Il professor Nicola Ferrara lo affronta da molteplici punti di vista in diverse aule della Scuola di Medicina e Chirurgia. A Biotecnologie per la salute, è suo l’insegnamento al corso opzionale “Medicina dell’invecchiamento e Biotecnologie”. Un percorso che si articola in una parte teorica, “su alcune tematiche tipiche della medicina legata alle grandi modificazioni demo-epidemiologiche a cui stiamo assistendo”, e una dimensione pratica che punta “all’acquisizione di competenze nell’ambito di un laboratorio di ricerca traslazionale”. L’ambizione del corso è trasferire ai discenti “le conoscenze sui modelli di studio dell’invecchiamento fisiologico e patologico, sugli aspetti fisiopatologici delle malattie croniche a elevata prevalenza in età geriatrica e sul possibile ruolo delle biotecnologie nel trattamento delle patologie croniche multifattoriali e nella prevenzione del danno iatrogeno”. Altri due i piani sui quali si concentra la didattica. La ricerca: “è importante impostare una corretta strategia per lo studio delle malattie cronico-degenerative correlate all’invecchiamento”. L’assistenza: “l’obiettivo è far acquisire allo studente la capacità di scegliere le applicazioni biotecnologiche più opportune nel management, nel trattamento e nella prevenzione delle malattie cronico-degenerative e del danno da farmaco”. Approccio completamente diverso a Medicina, nell’ambito del corso integrato di Medicina Clinica, e a Infermieristica, al corso integrato di Metodologia di assistenza all’anziano e sul territorio. Lì lo scopo formativo è “sviluppare nello studente le conoscenze sugli aspetti peculiari della geriatria rispetto al modello della medicina tradizionale, ponendo l’accento sulle problematiche specifiche che un medico o un infermiere si troverà ad affrontare come la sarcopenia, la fragilità, la multimorbilità, la disabilità e il rischio di danno iatrogeno”.
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