Medicina, a lezione con gli studenti fuoricorso

“Finalmente si fa qualcosa per i fuoricorso!”. E’ l’opinione diffusa tra gli studenti di Medicina (matricola 024), che, vuoi per motivi personali, vuoi perché “la Facoltà presuppone uno studio molto impegnativo”, sono iscritti all’Università da più di dieci anni ormai. Per loro sono stati pensati i corsi di recupero nelle materie considerate più ostiche e soprattutto per le quali c’è bisogno di continuo aggiornamento, come Farmacologia, Clinica medica e Clinica chirurgica. “Tutto il programma è condensato in 17 argomenti affrontati in altrettante lezioni da un’ora – spiega Raffaella, 39 anni, che ha deciso di frequentare Clinica chirurgica. Raffaella, cui manca ancora qualche esame alla laurea, spera che “la prova si concentrerà sui temi trattati. In ogni caso, istituire questi corsi di recupero, per noi matricole 024, è senza dubbio un fatto positivo”. Maria Calvanese, 33 anni, una delle studentesse più giovani del corso, ha deciso di seguire Clinica Chirurgica perché “i programmi di studio sono cambiati e, di conseguenza, c’è bisogno di aggiornarsi, anche se, – ammette – studiare dopo i trent’anni diventa difficile: si fa fatica a concentrarsi, diminuisce anche la resistenza fisica, stare seduti in aula comincia a pesare perché magari vorresti vederti già realizzata e invece, per poter completare gli studi, dipendi, economicamente, ancora dai tuoi genitori”.
Maria, che per recuperare tempo si è già iscritta all’Istituto di Psichiatria di Napoli, ritiene che il prof. Umberto Parmeggiani, Direttore  del Dipartimento di Chirurgia e Tecniche speciali e titolare del corso, abbia “una buona metodologia di insegnamento. Spero di riuscire a sostenere l’esame nella prossima sessione, a fine luglio”.  Secondo Paolo, 35 anni, “questi corsi sono una buona rinfrescata sugli argomenti fondamentali della Clinica Chirurgica. Noi che siamo iscritti da molto tempo abbiamo bisogno di una guida e di un aggiornamento prima di sostenere l’esame”. Fabio, 32enne di Pozzuoli, ha frequentato anche il corso di recupero di Farmacologia, svoltosi il mese scorso. “Per Farmacologia – spiega Fabio – i docenti hanno predisposto una data di esami appositamente per noi fuoricorso, e questa mi sembra una buona iniziativa”. Lo studio della Medicina, si sa, implica grande impegno, e seguire le lezioni in aula non basta. “Se resti indietro, è dura recuperare – continua Fabio che, dopo il conseguimento della laurea, vorrebbe iscriversi alla Scuola di Specializzazione in Anestesia – Personalmente, mi sono fermato un anno per fare il militare e dopo, devo ammettere, è stato difficile riprendere lo studio, ma non ho mollato e non lo farò adesso”. Marco, 34 anni, 6 esami alla laurea, afferma: “Medicina non è una Facoltà che consente di conciliare lo studio con un lavoretto part-time che magari ti permetterebbe di non dipendere totalmente dalla famiglia”. 
Il parere del prof. Parmeggiani sulla difficoltà dell’esame: “Beh, è una prova di sesto anno che prevede lo studio di tutte le malattie che richiedono un intervento chirurgico. Quindi, direi sì, è abbastanza impegnativo, ma c’è anche da aggiungere che gli studenti fuoricorso sono più demotivati di coloro che, al contrario, sono nei tempi accademici”. E se qualcuno è dubbioso sulle tematiche che verranno affrontate in seduta d’esame, il docente tranquillizza: “La prova riguarderà i 17 argomenti trattati durante il corso, ma questo non significa che un laureato in Medicina, medico a tutti gli effetti, non debba conoscere, per esempio, i sintomi e i trattamenti dell’addome acuto, la peritonite! Per altri argomenti fondamentali, quali i tumori della mammella o il cancro al polmone, un laureato deve conoscere almeno gli elementi di base per poter esercitare la professione. Personalmente, cerco di trovare, negli studenti, gli elementi che ne fanno un medico”. 
Maddalena Esposito
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