Medicina, prima per produttività didattica e scientifica

Medicina è la Facoltà con i parametri quantitativamente più elevati della Seconda Università. Lo abbiamo appreso dal prof. Ettore Cinque, docente ad Economia e delegato del Rettore per la valutazione interna. “La filosofia dell’Ateneo – spiega il prof. Cinque – è quella di destinare i fondi a Facoltà e Dipartimenti sulla base dei criteri definiti dal Ministero”. Dunque, le Facoltà hanno una quota premiale che ammonta al 30% di tutti i fondi in relazione ai risultati della didattica, mentre il 40% va ai Dipartimenti a seconda dei risultati prodotti dalla ricerca. “E’ una sorta di meccanismo a cascata – continua il professore – Potremmo discutere all’infinito sui criteri di ripartizione, ma quel che è sicuro è che la Sun riceve fondi in base a parametri ben stabiliti. Di conseguenza Facoltà e Dipartimenti sono incitati a raggiungere maggiori performance”. Cerchiamo di capire i criteri per cui vengono destinati i fondi. “Semplificando molto il discorso, le Facoltà sono premiate in funzione del numero degli iscritti in corso, dei laureati che producono, del numero di crediti formativi erogati in un anno. Insomma tutti parametri di efficienza della didattica. Per i Dipartimenti, invece, ci si basa sulla produttività scientifica e la capacità di attrarre risorse e finanziamenti dall’esterno”. Il prof. Cinque sottolinea che “lo scopo non è fare graduatorie, piuttosto muovere tutto il sistema verso una misurazione”. “L’Università è un’azienda che eroga servizi – conclude – e, come tali, possono essere misurati, al contrario di ciò che abbiamo creduto per tanti anni”. 
Tra i Dipartimenti, oltre a Medicina, spiccano quelli delle Facoltà di Architettura e Ingegneria. “Nonostante tutti i nostri problemi – commenta il prof. Giovanni Delrio, Preside della Facoltà di Medicina – siamo ben classificati. Certo è che non sappiamo cosa succederà alla nostra sede nel centro storico e che la parte assistenziale dovrebbe essere migliorata. Sulla delicata questione del Policlinico aspettiamo anche le decisioni del neo Presidente della Regione Caldoro”. Il cavallo di battaglia è costituito dalla ricerca. “Sì, ricerca di base e clinica. Ma devo ammettere che stiamo collaborando anche a progetti internazionali interfacoltà insieme ad Ingegneria e Architettura. Ognuno apporta il suo contributo. E’ chiaro che, essendo Medicina una Facoltà meno giovane delle altre e con più docenti, riesce ad essere più produttiva e presente sul territorio”.
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