Medicina, wrestling, radio e televisione: Mario Vecchione, uno studente vulcanico

Un futuro medico che nel fine settimana si trasforma nel wrestler Max Peach e che, nel tempo libero, si dedica anche alla radio e ai programmi televisivi. Tante forme espressive diverse, ma un unico messaggio: mai arrendersi per inseguire le proprie passioni. È questo il motto di Mario Vecchione, studente  all’ultimo anno di Medicina e Chirurgia, campione italiano di pesi leggeri nel novembre 2016 e di pesi massimi nel dicembre 2019.
Come si conciliano due attività così intense, lo studio della medicina e la pratica di uno sport a livello agonistico? “È tosta. Medicina richiede tempo e dedizione. Nel gennaio 2015 poi, un anno dopo aver cominciato l’università, ho debuttato come wrestler. Tutto è partito da uno show che avevo seguito in America. Chiesi un autografo ad una famosa campionessa inglese, lei mi guardò e mi disse che avevo gli occhi del wrestler. Cominciai così la ricerca di una scuola, ma purtroppo al Sud Italia non ce ne sono. A weekend alterni, quindi, il venerdì pomeriggio preparavo la valigia e partivo per l’Inghilterra o per Milano, per allenarmi. E il lunedì arrivavo all’università con il borsone ancora pieno”.
Intanto lo studio di Medicina proseguiva. “Lezioni la mattina e studio intenso il pomeriggio. All’inizio, poi, lavoravo per pagarmi gli studi, part-time in ufficio o dando ripetizioni. Poi la carriera di wrestler è partita, diventando un lavoro a tutti gli effetti”.
Almeno la notte riposavi? “Dormivo dovunque a dire il vero. Sui mezzi che da Nola, dove abito, mi portavano al Policlinico, durante la pausa pranzo. I primi anni sono stati infernali, ma ero fortemente motivato”.
Non è un po’ folle aggiungere anche l’ulteriore impegno con F2 Radio Lab? “Forse lo è. Il bando è stato pubblicato l’anno scorso, tra ottobre e novembre, in piena pandemia. Data la situazione, gli allenamenti si sono ridotti, per cui ho nuovamente del tempo libero che ho deciso di riempire in maniera creativa. Ho incontrato tante persone piene di rimpianti. Io non voglio essere così. Adesso è dura, magari chiuderò gli studi con un anno di ritardo, ma sono fedele a me stesso. E aggiungo che un altro dei sogni che ho sin da bambino è lavorare in televisione”.
Hai avuto esperienze televisive? “In diverse occasioni. Sono stato invitato in alcune trasmissioni in qualità di sportivo e, nel 2013, ho partecipato al programma L’Eredità con Carlo Conti. Mi iscrissi davvero per gioco, avrebbe dovuto partecipare mio fratello, ma era ancora minorenne. Io non conoscevo bene il programma, figuriamoci se avevo il tempo per guardare la televisione. Sono stato campione per cinque sere, ma non ho portato a casa il montepremi. All’epoca ero timidissimo e quell’esperienza mi fu di grande aiuto. Di recente ho partecipato ad un’altra trasmissione che andrà in onda su Real Time tra maggio e giugno. È una variante del programma Primo Appuntamento, ma chiaramente non posso svelare altro”.
Un medico supereroe  per i bambini
Come procedono le lezioni a F2 Radio Lab? “Molto bene. Ci stiamo esercitando sulla pronuncia e a porci in un certo modo. L’ascoltatore va convinto a seguire la nostra trasmissione, quindi bisogna lavorare anche su di sé”.
Medicina, wrestling, radio e televisione: quale delle carriere sceglierai? “Non è detto che non possa seguirle tutte. Il segreto è metterci passione. Fai quello che ti piace e non dovrai lavorare nemmeno un giorno della tua vita, si dice. E per me è così. Ho sempre visto radio e televisione come mondi preclusi a chi non nasce già al loro interno. Come medico, poi, sono interessato alla pediatria e da wrestler, per i bambini, potrei essere un medico supereroe. Il wrestling in fondo ha significato questo per me: io ragazzino nerd, timido, sempre il più piccolo, nel tempo sono cresciuto e sono diventato un difensore dei più deboli. Esattamente come la Medicina, è fatica e sacrificio, ma fortifica la personalità”.
Tu che sei una persona così attiva, come hai vissuto la pandemia? “Come un’opportunità. Ho sfruttato questo tempo per concentrarmi ancora di più sullo studio ed entrare in F2 Radio Lab. Certo, è triste non poter vedere gli amici. Speriamo che la situazione possa tornare presto alla normalità”.

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