Meno esami dal prossimo anno Parte la Specialistica in Relazioni internazionali

Buone notizie per gli studenti di Scienze Politiche: dal prossimo anno accademico entrerà in vigore il piano di riordino della didattica che riduce a sedici gli esami della Laurea triennale e a 9 quelli della Specialistica. E sempre dal 2005/2006 ci sarà l’attivazione della Specialistica in Relazioni internazionali per il Corso di Laurea in Scienze Politiche. Intanto, appare sempre più consistente l’intenzione della Facoltà di avviare un nuovo Corso di Laurea in Relazioni internazionali e cooperazione allo sviluppo.
Grazie alla delibera del CUN (Consiglio Universitario Nazionale) emanata in questi giorni, il tanto annunciato progetto per la riduzione degli esami è pronto a decollare. Chiodo fisso del neo Preside Raffaele Feola sin dai primi momenti della sua investitura, la riforma scaturisce dall’esigenza di arginare l’alto numero di studenti fuoricorso. “Una necessità condivisa da altre Facoltà dell’Ateneo – riferisce la prof.ssa Franca Meloni, delegata di Facoltà all’Orientamento – Economia, per esempio, vive i nostri stessi problemi. L’attuale tendenza, quindi, è quella di compattare gli esami”.
Scienze Politiche, così, ha inaugurato una formula che, nel percorso triennale, compendia in sedici esami gli attuali diciannove. Già, ma in che modo? “Accorpando una serie di discipline omogenee – risponde la Meloni – Per esempio, abbiamo istituito un grosso esame da dodici crediti, Diritto pubblico italiano e comparato, che unisce tre discipline: Diritto costituzionale, Diritto costituzionale comparato e Diritto pubblico americano”. Ma, attenzione, “le materie si uniscono, ma non diminuiscono nel peso. Insomma, la mole di studio resta la stessa: il vantaggio è che lo studente si andrà a sedere una sola volta”.
Il nuovo ordinamento entrerà in vigore già a partire dal prossimo anno accademico, ma verrà esteso anche agli altri iscritti della Facoltà. “Resta solo da stabilire – afferma il Preside Raffaele Feola – la modalità per far transitare alla riforma gli studenti già immatricolati. Ci saranno, quindi, da varare le tabelle di conversione di esami e crediti”.
Tutto stabilito per gli studenti del CdL in Scienze Politiche: da ottobre 2005 partirà la Specialistica in Relazioni internazionali. “Avvieremo sia il primo che il secondo anno – annuncia il Preside – sì da consentire il passaggio da Studi europei a Relazioni internazionali a quanti hanno già frequentato il primo anno di Studi europei”. Al momento non è possibile fare una stima di quanti studenti seguano le lezioni delle Specialistiche. “Molti ragazzi si sono dati ad una sorta di equilibrismo tra i Corsi, frequentando quelli presumibilmente in comune con Relazioni internazionali – riporta la prof.ssa Meloni – Pertanto, da quando – a fine marzo – sono cominciate le lezioni, c’è stata una distribuzione di presenze ai corsi abbastanza particolare: uno studente appena per Integrazione economica europea, insegnamento caratterizzante la Specialistica in Studi europei; quindici coloro che frequentano Economia internazionale 2, e si tratta di studenti che opereranno il passaggio all’altra Specialistica; addirittura un centinaio quelli che seguono Storia contemporanea, disciplina comune a tutte le Specialistiche, tra cui diversi rappresentanti delle forze dell’ordine con cui intratteniamo una serie di convenzioni”.
Tra le altre iniziative della Facoltà, l’avvio di Corso di Laurea ex novo in Relazioni internazionali e cooperazione allo sviluppo, ma solo a partire dall’anno accademico 2006/2007 “poiché l’iter formale predisposto dal Ministero è particolarmente laborioso – chiosa il Preside Feola – Nel frattempo, nel prossimo Consiglio di Facoltà di maggio approveremo un corso di specializzazione in Cooperazione e sviluppo rivolto a laureati triennali e quadriennali: i crediti maturati potranno essere sfruttati per il conseguimento di una seconda laurea in Cooperazione e sviluppo”.
Per alcuni docenti, comunque, l’optimum sarebbe quello di attivare, accanto al CdL in Relazioni internazionali e cooperazione allo sviluppo, anche uno in Scienze internazionalistiche (la nomenclatura è ancora in fase di definizione). “Quest’ultimo sarebbe caratterizzato da un’offerta formativa di stampo internazionalistico sin dal triennio, per poi approfondirsi nella Specialistica in Relazioni internazionali – dice la prof. Meloni – L’altro Corso, quello in Relazioni internazionali e cooperazione allo sviluppo, invece ha un contenuto meno giuridico del primo, ma con una connotazione più sociale, che privilegia lo studio delle lingue e ha l’obiettivo di formare cooperatori internazionali”.
Motivi ben precisi hanno portato alla decisione di istituire un nuovo Corso. “Scienze Politiche – spiega la prof.ssa Meloni – è una Facoltà di tipo multidisciplinare. Tuttavia, ci siamo accorti che questi studi diventano attraenti solo se hanno un profilo organico. Nel nostro caso, registriamo alcune incongruenze, in particolar modo per il CdL in Scienze Politiche”. “Paghiamo lo scotto – prosegue la docente – di aver costruito un CdL in Scienze Politiche con cinque diversi percorsi al triennio, ciascuno del quale dovrebbe essere il canale per portare lo studente alla scelta della Specialistica più congruente. Tra questi indirizzi, uno solo è direttamente collegato alla Specialistica in Relazioni internazionali; tutti gli altri conducono a quella in Studi europei”.
E veniamo al cuore del problema: “questa Specialistica, a sua volta, prevede altri cinque indirizzi e la conseguenza è ovvia: gli studenti non la percepiscono affatto come tale. Insomma, il CdL triennale in Scienze Politiche nasce come laurea generalista, ma neanche al secondo livello riesce a specializzarsi in un settore dai contorni ben delineati”. La colpa, comunque, non è della Facoltà: “la Specialistica in Studi europei è andata male a livello nazionale. Gli studenti hanno preferito ripiegare su bienni di natura internazionalistica, che già comprendono il settore Europa al loro interno. Studi europei, inoltre, contempla esami come Geografia europea, Storia economica europea, Diritto privato europeo: insomma, è successo che parti speciali di alcuni insegnamenti siano diventate titoli di corsi”. 
Paola Mantovano
- Advertisement -
spot_img

Articoli Correlati