Michela, rappresentante degli studenti: un impegno da raccontare nella tesi di laurea

Un impegno, quello di rappresentare i bisogni e le istanze dei suoi colleghi, che si traduce in un capitolo della tesi di laurea. Lavoro che discuterà a giorni. La singolare scelta è di Michela Pomponio, studentessa al Corso di Laurea Magistrale quinquennale in Scienze della Formazione Primaria,  da sempre impegnata all’interno della comunità universitaria: ha rivestito dal secondo anno la carica di rappresentante dell’assicurazione qualità insegnamento, dall’anno dopo anche quella di rappresentante del Corso di Studi e del Comitato di indirizzo. Sotto la sua guida sono nate parecchie delle novità che caratterizzano l’odierna organizzazione del Corso, tra cui l’introduzione di una nuova modalità di prenotazione del tirocinio, scaglionata in diversi giorni in base all’anno di appartenenza dello studente, per evitare il blocco della piattaforma online, e l’assegnazione di aule più grandi per gli insegnamenti a frequenza obbligatoria. È proprio questo suo zelo, basato sui fondamenti democratici che permeano la realtà universitaria, che l’ha spinta a scrivere la tesi “Libertà va cercando, ch’è sì cara, / come sa chi per lei vita rifiuta”. Riflessioni sull’idea di ‘libertà’ dalla polis ateniese alla comunità universitaria del Suor Orsola, in cui propone due ultime innovazioni prima di passare definitivamente il testimone della rappresentanza: un programma di affiancamento tutor per le matricole, in modo da rendere meno ‘traumatico’ il passaggio dalla scuola secondaria di secondo grado all’università, e l’inserimento di quattro prove di italiano obbligatorie nel corso del quinquennio per arginare il deficit linguistico che ancora dilaga tra gli studenti universitari.
“Quando parlo di incarnare i valori democratici all’interno della comunità universitaria, mi riferisco soprattutto al mio impegno di portavoce degli studenti, è stata una parte fondamentale della mia vita e ho voluto portarla con me fino alla fine, raccontando la mia esperienza personale nell’ultimo capitolo della tesi”, riferisce Michela. È in questo modo che ha reso unico il suo lavoro, intrecciando i valori di democrazia e libertà con la Letteratura Italiana, materia di riferimento della tesi. Sono infatti molteplici i legami con questo insegnamento a partire dal titolo, un verso del Canto I del Purgatorio che Virgilio pronuncia a Catone l’Uticense, morto suicida per la libertà, riferendosi a Dante (va cercando la libertà, che è così preziosa, come sa chi per lei rinuncia alla vita). È ben evidente la passione di Michela per la letteratura, per questo è tra i suoi desideri, un domani, iscriversi al Corso di Laurea in Lettere per espandere il suo bagaglio culturale, non prima però di aver realizzato il sogno di accedere al corso di formazione dopo laurea per il conseguimento della Specializzazione per le attività di sostegno (TFA). “Il mio sogno nel cassetto in realtà è quello di formare ed educare le nuove generazioni. Per me l’insegnamento deve essere una vocazione ed io l’ho sentita fin da piccola, quando giocavo a far finta di essere la maestra… Mi piacerebbe, un giorno, essere ricordata con amore dai miei futuri studenti”, conclude Michela.
M.C.A.
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