Odontoiatria, cambia l’accesso

È’ ufficiale: dal prossimo anno accademico sarà una graduatoria nazionale a regolare l’accesso ai Corsi di Laurea in Odontoiatria. Le sedi di concorso, dunque, non avranno più alcuna valenza poiché gli studenti concorreranno per tutti i posti messi a disposizione dagli Atenei italiani. “Un provvedimento assurdo – sbottano le rappresentanze studentesche – che ci penalizza sotto tanti punti di vista”. 
A chiarire i termini della questione, Gennaro Fatigati, rappresentante degli studenti nel Consiglio di Facoltà di Medicina della Seconda Università: “dal prossimo 15 luglio ciascuno studente potrà sostenere il concorso pubblico per entrare ad Odontoiatria in una sede prescelta. Tuttavia, ogni ragazzo si troverà a gareggiare per novecento posti e non più per i venti, trenta che di norma le Facoltà rendevano disponibili”. “Il risultato? I primi in graduatoria avranno diritto di scegliere la sede presso cui iscriversi; chi occuperà gli ultimi posti dovrà arrangiarsi: potrebbe così accadere che ad uno studente di Napoli resti la scelta solo tra Atenei del Nord Italia e, viceversa, che per ragazzi settentrionali ci siano posti solo al Sud”.
La notizia, comunque, era già nell’aria da tempo. “In realtà – riferisce il prof. Roberto Martina, Presidente del Corso di Laurea (CdiL) in Odontoiatria all’Università Federico II – il Miur ha dato il via ad una sperimentazione che, se darà buoni frutti, verrà estesa anche al CdL in Medicina. Si è pensato di partire con Odontoiatria per via dei numeri, di gran lunga inferiori rispetto a quelli di Medicina”. Alla base del cambiamento, un criterio di omogeneità, per certi versi in barba al principio di autonomia universitaria da qualche anno entrato in vigore. “Si è voluto evitare una disparità di votazioni, e quindi di possibilità d’accesso, tra i vari CdL distribuiti sul territorio italiano – spiega il prof. Martina – In altre parole, al Ministero non sembra giusto che, per esempio, a Napoli basti un certo punteggio minimo per vincere il concorso, mentre a Milano, con la stessa votazione, si rischia di restare fuori ”.
Assolutamente contrari alla nuova normativa, gli studenti. Che sollevano diverse eccezioni. La prima, di natura economica: “come la mettiamo con le spese da affrontare se si diventa – non per nostra scelta – studenti fuorisede? Siamo sicuri, poi, come Regione Campania di poter ospitare ragazzi provenienti dalle altre parti d’Italia, considerata l’allarmante carenza di residenze universitarie?”, si chiede Fatigati. Che evidenzia un’altra criticità: “fortunatamente a Napoli c’è un’ottima scuola medica: perché dobbiamo ripiegare altrove?”. 
Gli studenti disapprovano anche il giorno fissato per la prova concorsuale: “una data pessima quella del 15 luglio per gli allievi dell’ultimo anno delle scuole superiori, perché potrebbe coincidere con quella del loro esame di Stato. Non solo. Come si può preparare contemporaneamente la prova d’ammissione per Odontoiatria e l’esame di maturità? Immaginate che stress!”. Ancora un altro motivo per dire no alla graduatoria nazionale: “secondo i nostri dati, a Napoli si riesce ad entrare ad Odontoiatria con un punteggio minimo al quiz di 35/36; a Milano, invece, servono per lo meno 38 punti. Insomma – taglia corto Fatigati – rispetto ai colleghi settentrionali, la nostra formazione di base non ci abitua a rispondere a domande sul tipo del quiz o del test. Rischiamo, quindi, di perdere il concorso o, comunque, di essere costretti ad andare a studiare fuori regione”.
Quanto alla posizione sul provvedimento ministeriale del corpo docente, il prof. Martina sospende il giudizio. “In linea di principio – commenta – una classifica che premi il migliore è un fatto positivo. Restano, tuttavia, da vedere le modalità con cui sarà disciplinato lo scorrimento della graduatoria”. 
In effetti, un possibile lento scorrimento della graduatoria è il vero limite che Martina ravvisa nella norma appena introdotta: “si tenga presente che la maggior parte degli studenti che partecipano al concorso di Odontoiatria tentano anche l’accesso a Medicina. A parità di vittoria, la maggioranza propende per Medicina: quest’anno, giusto per dare qualche cifra, abbiamo dovuto far scorrere la classifica sino al novantesimo posto per avere ventidue allievi”. “Secondo il nuovo regolamento – continua il docente – i vincitori dovranno indicare la sede preferita. Ebbene, se il primo della lista comincia a cambiare Corso di Laurea, tutti gli studenti a valle del primo potrebbero, a loro volta, modificare l’opzione della sede. E così via, in una catena dai contorni temporali indefiniti”. 
Il prof. Martina, comunque, non condivide le altre preoccupazioni degli studenti. “Sono tutti falsi problemi – sostiene con estrema franchezza – Ogni studente sceglierà, molto presumibilmente, la sede dove ha sostenuto il concorso. Ciò significa che ciascuno riuscirà ad iscriversi al Corso desiderato”. “In ogni caso – ragiona il docente – se si è troppo in giù in graduatoria per indicare la propria preferenza, significa che, in un ipotetico concorso con le vecchie modalità, quel basso punteggio avrebbe portato al fallimento del test d’ammissione”. “Quanto alla questione dei fuorisede – aggiunge – parecchi studenti vivono già questa condizione quando, in massa, provano l’accesso al CdL in Odontoiatria a Chieti, Università che presenta un maggior rapporto tra posti disponibili e numero di candidati”.
Da Martina arriva una controproposta: “vedrei bene un concorso unico per accedere a Medicina e Odontoiatria. Tutto sommato, le materie oggetto dei quiz sono le stesse. Così facendo, si risolverebbe la gestione difficoltosa dello scorrimento delle graduatorie”. E annuncia una novità: “dal prossimo anno accademico, considerato l’alto numero di candidati che ogni anno provano il concorso per l’accesso ad Odontoiatria alla Federico II, i posti disponibili passano da venticinque a trentacinque, vale a dire un incremento del 40%. Confidiamo, pertanto, nell’aiuto dell’Ateneo per la predisposizione di strutture idonee”.
Agli studenti, comunque, poco importa e prevedono grandi mobilitazioni. “Faremo di tutto per bloccare il provvedimento – avverte Gennaro Fatigati – In veste di rappresentante in Consiglio di Facoltà e in Consiglio Universitario Regionale porterò le nostre istanze al collegio dei docenti di Medicina e all’assessore Nicolais. Chiederemo, inoltre, a Franco Rossi, Preside della Facoltà di Medicina della Sun, di segnalare il caso alla Crui”. E conclude con un appello alle rappresentanze studentesche delle scuole superiori: “questa è la vostra battaglia: fatevi sentire, e fatelo subito, se volete che le cose cambino”. 
Paola Mantovano
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