Ottica ed Optometria, un Corso “partito da zero” e “cresciuto piano piano”

Il prof. Rosario De Rosa, docente di Fisica Applicata, è il nuovo Coordinatore del Corso di Laurea in Ottica ed Optometria. Eletto a metà maggio, subentra al prof. Antonio Sasso, che non poteva ricandidarsi perché reduce da due mandati. Lascia, dunque, il timone del Corso di Laurea il prof. Sasso, che ne ha accompagnato la nascita ed il consolidamento. La data ufficiale dell’avvicendamento ancora non è stata stabilita. Di fatto, però, per Sasso è tempo di bilanci. “Nel complesso il mio bilancio è positivo perché questo Corso di Laurea è partito da zero ed a finanziamento zero, ma è cresciuto piano piano. Sono stati sistemati vari aspetti relativi alla didattica ed abbiamo capito bene quale taglio dare. Lo scorso anno, poi, il Rettore ci ha destinato un bel finanziamento di 100 mila euro ed abbiamo acquistato un bel po’ di strumentazioni. Abbiamo trasferito i laboratori in locali nuovi e ristrutturati”, dice il prof. Sasso. Un altro importante traguardo che è stato raggiunto durante il suo mandato è quello dell’internazionalizzazione: “Abbiamo accordi Erasmus con Granada e Madrid e probabilmente ne stipuleremo a breve uno con Siviglia. Questo consente ai nostri studenti di fruire di opportunità discrete di studiare all’estero e di trascorrere alcuni mesi negli Atenei europei”. Rimane da consolidare, prosegue il prof. Sasso, “la figura giuridica dell’optometrista, del laureato. Non è un problema che riguarda solo noi della Federico II, ovviamente, perché tocca tutti i sette Corsi di Laurea di questo tipo attivi in Italia. Adesso siamo in una fase di passaggio. Con il decreto Lorenzin è stato introdotto l’albo dei Fisici junior e magistrali. I nostri laureati possono iscriversi alla sezione junior dell’albo dei Fisici ed è un progresso importante, perché prima che subentrasse questa novità i nostri laureati si sentivano un po’ in un limbo. Non percepivano la differenza che esiste tra loro ed i semplici diplomati in Ottica”. Sasso la sintetizza così: “Differenza con i diplomati? Sono due livelli molto diversi di formazione. L’Italia è stato uno degli ultimi Paesi dell’Unione Europea ad introdurre un percorso universitario per gli ottici, ma altrove è ormai una tradizione consolidata. Il diplomato in Ottica è un tecnico. Il nostro laureato è uno che ha studiato, per esempio, le patologie oculari. Se nota qualcosa che non va è in condizione di indirizzare il cliente al medico oculista. Ciononostante, spiace constatarlo, permane una certa ostilità degli oculisti nei confronti del Corso di Laurea. Assolutamente immotivata perché certamente l’ottico laureato non ambisce a sostituirsi all’oculista e non ha le competenze per farlo. Può, però, essere di ausilio”. 
Permane la criticità dell’elevato tasso di abbandono tra il primo ed il secondo anno. “Si iscrivono – quantifica il docente – circa sessanta ragazze e ragazzi ogni anno. Un numero ragionevole e certamente soddisfacente. Purtroppo, però, una percentuale consistente – direi tra il trenta ed il quaranta per cento – lascia durante il primo anno. Le ragioni di questo forte abbandono sono molteplici. Credo che il problema principale sia legato alla impreparazione di base che, purtroppo, caratterizza una fetta non trascurabile degli immatricolati. Arrivano dalla scuola con forti lacune, immaginano che questo sia una sorta di corso di formazione professionale e non sia un Corso di Laurea e non riescono a stare al passo con gli esami. Accumulano ritardi e poi lasciano. Per questo ho molto battuto sul tasto dell’orientamento, durante il mio mandato. È fondamentale che chi viene da noi abbia chiaro che si tratta di un impegno universitario. Noi possiamo mettere a disposizione tutor, organizzare corsi di matematica zero per aiutare chi arriva impreparato e quant’altro sia utile a chi abbia lacune e voglia recuperare, ma senza impegno personale non si va da nessuna parte”. 
All’orizzonte c’è poi la questione – anch’essa coinvolge tutti i Corsi di Laurea in Ottica italiani – se e come attivare le lauree di secondo livello, le Specialistiche. “Finora non lo ha fatto nessuno – specifica Sasso – ma noi Coordinatori ci vediamo anche due volte all’anno e discutiamo da tempo riguardo a quelle che potrebbero essere le opportunità di una Laurea Magistrale. Non escludo la possibilità che parta di qui a qualche anno, ma bisognerà coordinarsi affinché si inserisca armonicamente nel percorso formativo della Triennale”. La quale – giova ricordarlo – almeno alla Federico II offre discrete opportunità di trovare lavoro: “I nostri laureati si inseriscono nel mondo lavorativo con una certa facilità e celerità. In Italia ci sono migliaia di centri ottici ed entro il primo anno una percentuale molto alta di laureati trova lavoro”.
Fabrizio Geremicca
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