Parte il secondo semestre con la partecipazione alla didattica dei ricercatori

C’è confusione nell’università, scossa dalle incertezze legate all’accordo di programma con il Ministero e dalle voci sulla chiusura di importanti Corsi di Laurea fra i quali compare, clamorosamente, quello in Ingegneria Aerospaziale. Il momento è delicato e il confronto necessario, per fare chiarezza e fugare i dubbi su uno ‘spegnimento’ che riguarda esclusivamente i contratti quadriennali e quinquennali relativi ad un settore che, a Napoli, vanta tradizione e prospettive occupazionali. “L’Accordo è una scatola vuota. Esprime degli auspici. La nostra collaborazione con l’Università del Sannio nei settori dell’Ingegneria Civile ed Energetica ne rappresenta una versione ‘ante litteram’ ma resta, per ora, un caso isolato. Le opportunità sono ancora molte”, dice, cercando di placare gli animi, il Preside Piero Salatino inaugurando la seduta del Consiglio di Facoltà dell’11 marzo. “La Federico II dovrà operare delle riorganizzazioni – prosegue il docente – ma non è a rischio la sua esistenza e la Facoltà continuerà ad erogare i suoi servizi”. Niente paura, quindi, ma i timori sulla mancanza di partecipazione e le fughe di notizie restano e la decisione del prof. Giovanni Miano di dimettersi dall’incarico di senatore accademico non può lasciare indifferenti. “La Facoltà dovrebbe esprimersi. È una protesta contro la decisione di calare dall’alto la Commissione Statuto”, interviene il prof. Riccardo Bruzzese. Il diretto interessato, pressato dagli inviti a ripensarci e dalle richieste di chiarimento, risponde semplicemente: “si tratta di ragioni personali, ho la coscienza tranquilla”. Ma non c’è tempo per fermarsi a discutere, il secondo semestre bussa già alle porte. Lunedì 14 marzo sono ricominciati i corsi e, per scongiurare ulteriori crisi, Preside e ricercatori si sono più volte incontrati per giungere ad una soluzione condivisa. “Ho deciso di assumere una serie di impegni, per i quali vorrei il pieno sostegno della Facoltà”, dice ancora il prof. Salatino leggendo una lettera aperta ai ricercatori, in cui si impegna affinché, nel prossimo quinquennio, si creino le condizioni economiche che consentano, ad una larga parte dei ricercatori, di conseguire l’abilitazione scientifica nazionale e diventare associati. In attesa del nuovo regolamento e compatibilmente con i vincoli di bilancio, si richiederanno all’Ateneo le risorse necessarie per rimpinguare il fondo destinato alle supplenze e agli affidamenti, per garantire retribuzioni accessorie pari a 1200 euro per 6 crediti, a partire dal primo modulo affidato. In ultimo, si confermano le garanzie per una piena partecipazione agli organi di Governo. “Come sempre, la nostra Facoltà si dimostra molto attenta a tutte le sue componenti, specie le più giovani, delle cui istanze mi farò portavoce presso gli organi di Governo. La programmazione didattica vedrà, quindi, la sostanziale partecipazione dei ricercatori, un atto di responsabilità verso gli studenti ed il mondo esterno”, sottolinea ancora Salatino. “Ringraziamo il Preside per la lettera. Abbiamo riconosciuto in lui un vero interlocutore”, dice Antonino Squillace in rappresentanza dei ricercatori, prima di rilanciare con una proposta per la Governance del futuro, estendere il diritto di voto per l’elezione del Rettore a tutti gli strutturati dell’università, compreso il personale tecnico amministrativo: “Invito i colleghi di prima e seconda fascia a farsi nostri compagni in quest’avventura”. Problemi risolti, dunque, se non fosse per i ‘gineprai burocratici’ provocati dal passaggio di regime. Alcune norme della nuova legge, infatti, confliggono con quelle vigenti al momento della pubblicazione dei bandi per le supplenze. Risultato, alcuni hanno fatto domanda a titolo gratuito, altri retribuito e non tutti avrebbero diritto al titolo di ‘professore aggregato’ (ma i ricercatori hanno chiesto di assegnarlo a tutti indistintamente) e, nonostante si vada verso una sostanziale normalizzazione della situazione, permane la difficoltà di attribuire contratti esterni a professionisti che dichiarino un reddito di almeno 40mila euro lordi l’anno, come previsto dalle nuove regole. Pratiche docenti e studenti, affidamenti per i Master e le comunicazioni del prof. Antonio Lanzotti relative alla stipula dell’accordo di cooperazione con l’ESTA (l’Ecole Supérieur des Technologies Industrielles Avances), istituzione internazionale con sedi in Francia, Spagna e Regno Unito, completano la seduta.
Simona Pasquale
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