Seduta di laurea, un giorno da ricordare

Le palpitazioni a mille, un’emozione crescente. Tagliare il traguardo, raggiungere la meta tanto ambita, condividere un giorno speciale con le persone care: il pensiero degli studenti in seduta di laurea.
Martedì 15 marzo, ore 16.00. L’Aula De Sanctis è gremita. Solita cornice di regali e fiori. Sedici i laureandi in procinto di discutere la tesi al cospetto di una Commissione non proprio facile presieduta dal prof. Francesco Santoni, docente di Diritto del Lavoro. Nelle prime file ci sono i professori Sandro Staiano, docente di Diritto Costituzionale, Ferdinando Pinto, docente di Diritto Amministrativo molto amato dagli studenti (è suo il più alto numero di laureandi della seduta), e Raffaello Capunzo, docente di Diritto Pubblico dell’Economia, disciplina molto richiesta dagli aspiranti tesisti.
Ricorre al
Counseling per superare un blocco a Procedura Civile
“Sono emozionata, stanca e felice – confessa Italia Santocchio, 26 anni, tesi in Diritto del Lavoro – Il mio percorso non è stato affatto facile, ho avuto vita dura con un unico grande blocco legato all’esame di Procedura Civile, proprio non riuscivo a superarlo”. Uno studio continuo e l’esperienza del counseling di Ateneo hanno aiutato la studentessa ad uscire fuori da un periodo buio. “Gli esperti del counseling mi hanno indirizzato verso un buon metodo di studio e mi hanno fatto capire come superare l’ansia da prestazione. Sembra facile ma non lo è”. Il suo voto di laurea: 97/110. “Sono soddisfatta ed ancora incredula. Ringrazio tutti i professori che mi hanno formato come cittadina, dandomi un senso giuridico che prima non conoscevo”. E da domani? “Cercherò uno studio dove poter fare pratica”. Elena Tirollo, tesi in Diritto Pubblico dell’Economia, è una delle laureande più giovani della seduta. A 23 anni ha già raggiunto il traguardo con voto finale di: 103/110. Come si arriva così velocemente alla meta? “Con tanta pazienza, dedizione e volontà. Il tempo è denaro ed io ho corso per entrare il prima possibile nel mondo del lavoro”, risponde. Non sono mancati i classici stop con cui ogni studente di Giurisprudenza deve prima o poi fare i conti. “Ho ripetuto per ben tre volte l’esame di Procedura Civile e non mi sono mai scoraggiata, certo ci vuole una buona dose di cocciutaggine, ma ne vale la pena”. Progetti futuri: “voglio provare il concorso in magistratura, so che è difficile, ma non credo sia impossibile. Da oggi lavorerò sodo per cercare di realizzare questo sogno”. La seduta procede serena. A dispetto di quanto si crede, la Commissione lascia ampio spazio ad ogni candidato e tende ad assegnare voti medio-alti. “Ogni storia è a sé stante – dice Andrea Foti, 27 anni, laureando in Diritto del Lavoro – Io, ad esempio, provenendo dal Liceo Classico, ho perso più di un anno per Economia Politica e Scienze delle Finanze, con la tesi pronta non riuscivo a laurearmi. Alla fine, accettando un voto basso li ho superati entrambi, ma questo ha inficiato la mia media”. 93/110 il suo voto di laurea. “Sono contento, l’importante è che sia finita. Consiglio ai futuri laureandi di non scoraggiarsi, di pensare che capita a tutti avere delle fasi di arresto, prima o poi passano”. Andrea ha le idee chiare su come affronterà i prossimi mesi: “da gennaio collaboro con uno studio legale, per ora continuerò la pratica, poi si vedrà. In questo giorno di festa è prematuro parlare di futuro”. Sorridente ed entusiasta Federica Esposito, 26 anni, tesi in Diritto Amministrativo e voto finale 95. “Sono soddisfatta del mio percorso, se ripenso ai miei esordi da matricola, mi viene da sorridere – racconta – Ho dovuto rifare non so quante volte Diritto Costituzionale, per non parlare di Diritto Commerciale, il mio più grande incubo”. A breve la neo laureanda comincerà un Master in Criminologia a Roma. “Sono stata selezionata fra oltre cento candidati e intendo sfruttare appieno questa possibilità”. Unico 110 con lode è quello di Chiara, tesi in Diritto Costituzionale con il prof. Staiano, da sempre considerato non proprio prodigo nell’elargire voti. “Posso solo dire di essere felice – commenta – Per ora mi godo il momento e solo fra qualche giorno penserò al futuro. Sono arrivata alla laurea stanca e mi serve del tempo per decidere. Credo che comincerò la pratica, ma lascio aperta qualsiasi porta, anche quella dei concorsi pubblici”. 
Media più bassa 
per chi va veloce
Altra seduta, stesse emozioni. Martedì 22 marzo, Aula Arcoleo, ore 16.00. Commissione presieduta dal prof. Settimio Di Salvo, docente di Istituzioni di Diritto Romano. Ritroviamo il prof. Raffaele Capunzo, segno che la sua disciplina è fra le più richieste, con il prof. Aurelio Cernigliaro, docente di Storia della Giustizia, e la prof.ssa Giuliana Di Fiore, docente di Diritto dell’Urbanistica e dell’Ambiente. L’età dei laureandi si abbassa, così come la media dei voti di laurea. Un percorso spedito sembra mal conciliare con voti alti, segno che chi va veloce non sempre riesce ad ottenere meriti e lodi. “Sono molto tesa – dice Simona Fedele, 24 anni, tesi in Storia della Giustizia – La discussione non è una semplice formalità come tanti credono. Il percorso finale stanca e la componente emotiva gioca brutti scherzi”. Un percorso fatto da alti e bassi il suo. “Più volte ho dovuto ripetere lo stesso esame. Ad esempio, per Diritto Commerciale, dopo la seconda bocciatura, ho aspettato che ruotasse la cattedra. Però non bisogna scoraggiarsi, prima o poi l’esame si supera, occorre avere solo tanta pazienza e buona volontà”. Voto di laurea: 91/110. “Sono contenta, finalmente potrò iniziare il tirocinio e praticare la professione per cui ho tanto studiato. Il futuro non mi fa paura, l’importante per me era uscire indenne dal percorso universitario”, commenta Simona. Alessandro Ancona, 23 anni, tesi in Diritto Pubblico dell’Economia,  ha pensato di più alla concretezza che ai voti alti. “In questi anni sono andato spedito – racconta – mi sono prefissato un obiettivo e ho cercato di raggiungerlo in breve tempo. Certo la mia costanza non è stata ripagata in termini di voti alti, ma nel mercato del lavoro vince chi arriva prima”. 90, il suo voto di laurea. “Da lunedì cercherò uno studio forense che mi avvii al mestiere di avvocato, per ora voglio dedicarmi solo alla pratica. Consiglio agli studenti che sono in una fase di stallo di non arrendersi e di non dare credito alle voci di corridoio. Qualsiasi esame, anche il più impossibile, si supera con dedizione e sacrificio”, conclude. Ciro Ferrantino, 25 anni, tesi in Storia del Diritto Medioevale e Moderno, ha rimandato tante volte la laurea per gli esami di Economia. “Un vero incubo – spiega – Non riuscivo a superarli ed ogni volta era una sconfitta sempre più cocente. Ho una forma mentis dedita all’ars oratoria e i numeri non fanno proprio per me. Invece, ho amato gli esami penalistici, i nostri docenti sono molto preparati e mi hanno fatto appassionare alla materia”. 85 il voto di laurea. “Finalmente si aprono le porte del mondo del lavoro, per ora mi dedicherò alla ricerca di qualcosa che mi renda indipendente. Solo in un secondo momento, valuterò l’ipotesi della pratica forense. Consiglio ai prossimi laureandi di scegliere per la tesi una materia che piace e che non sia troppo complicata. La cattedra del prof. Cernigliaro è ottima e ti segue passo per passo”, consiglia. Angelo Capuano, 25 anni, tesi col prof. Capunzo, ha idee molto precise per il futuro: “dopo tanti anni di sacrificio voglio fare qualcosa che mi piace veramente. Proverò il concorso notarile, so che la strada non è affatto facile, ma tentare non costa nulla. A tutti gli studenti che sono in una fase di stallo consiglio di guardare indietro. Ho sempre ripercorso le tappe fatte per non perdere di vista la strada da seguire. Guardare al futuro senza sapere da dove si viene non ha senso”. Alfonso Bonifacio, 26 anni e una tesi in Istituzioni di diritto romano, voto 94, frequenterà a breve la Scuola di Specializzazione per le Professioni Legali, “in contemporanea al tirocinio ritornerò tra i banchi, grazie alla Scuola di specializzazione che spero mi dia una preparazione più completa in modo da essere altamente competitivo nel post- laurea”. Procedura Penale la prova che lo ha costretto allo stop: “La materia che tutti amano mi ha creato non pochi problemi, facendomi rinviare la laurea di qualche mese. Al Dipartimento mi hanno aiutato, è li che ho acquisito un buon metodo di studio che mi ha permesso di superare una prova così estenuante. Chiunque si trovi in difficoltà deve appellarsi alle risorse presenti in Facoltà. Non serve a nulla disperarsi, da studente è importante anche saper chiedere aiuto”. 
Susy Lubrano
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